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Il libro del momento
libro 'Il vecchio e il mare' di Ernest Hemingway
Che cos'è "Il vecchio e il mare" di Ernest Hemingway se non una metafora espansa, una parabola in estensione, fine ed elegante, dove trova piena realizzazione la natura mimetica dell'attività narrativa? Eppure il suo autore pare abbia sempre voluto negare il senso allegorico del suo libro, a metà fra il romanzo e una forma diluita di racconto, dove il periodare semplice, atto di composizione all'apparenza minimo, si rivela una vera e propria corsa alla grandezza, al puro piacere derivato dal narrare - attivo e passivo. Questo splendido gioco di scrittura, che fruttò allo scrittore statunitense, consecutivamente, un Pulitzer e un Nobel, ha per protagonista Santiago, il vecchio del titolo, un anziano pescatore ...
[...continua]

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    Racconto

    Tratto dal romanzo "Il sentiero che conduce a casa" Edizioni Rei

    Come comincia: Si baciarono e si accarezzarono. Lui le accarezzò il petto, sentendolo sodo sotto la camicia, mentre Lara si abbandonò al desiderio. Le sfilò la camicia dall’alto e lei alzò le braccia per facilitarlo. Lara gli baciò il collo, rabbrividendo mentre le mani di Brian le s ...
    [...continua]
      Poesia

      A Michele. Cinque Cento Sessantadue

      Nel giorno della tua morte nessuno
      indossa i guanti o esibisce il nodo,
      nera mostrina affacciata alla giacca,
      tetra bocca di leone.Non c'è più tempo
      per i cuscini con il collare delle preci
      e dei nomi, cani ben profumati a ricordare
      in quante cucce entrò il tuo spasmo, nè
      per la viola palizzata dei fiori accostati
      alla Chiesa. Dong dong.
      Nel giorno della tua morte si ride; nei
      vicoli i coni sono post it alle mani ed
      i gusti, artificiose chiome dolciastre,
      friniscono sciogliendosi, meduse
      condannate all'arena bollente.
      In questo santo giorno maledetto
      in cui la distanza è un'orsa e bramisce
      da Place Vendome alla Costa, i pollai
      evaporano la maleodorante resina
      dei rifiuti  e nella paglia ancora tiepida
      sono posti mancanti in sala i buchi
      dei tuorli a cui non andrà l'investitura
      del pigolio. Ho conservato la foto in
      cui compari dietro una bibita scura:
      io ed i miei riccioli abbiamo quattro
      anni per quattro candele, il mio  busto
      è impacchettato nel maglione più caldo,
      pappagallo ammaestrato a ripetere
      nella lana il colore degli occhi.
      Oggi, all'alba, eri già oltre ogni
      cosa, sornione e beffardo, la cravatta
      sottile adagiata da qualche parte,
      l'ultimo sorriso a  Philippe. Buon viaggio,
      vai in alto e all'ingresso della mammella
      di questo luglio bastardo, stacca il tuo
      biglietto.  Riposa. Io interrompo la
      corrente al pensiero.  Nella borsa
      hai già tutto? Pancia sciccosa di
      Hermes con dentro le tue brave ossa.
      [...continua]
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