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Autore

Alberto Mazzoni

in archivio dal 16 gen 2009

03 settembre 1935, Roma - Italia

segni particolari:
Sono nonnobomba che mangia, beve e, talvolta, tromba!

mi descrivo così:
Sono nonnobomba che mangia, beve e, talvolta,tromba!

07 settembre 2011 alle ore 19:20

Gianluca e Genéviènne - 5^ parte

Il racconto

le delusioni che da adolescente gli erano sembrate tragedie irreparabili. Tralasciò la parte riguardante sua moglie, quel ricordo lo infastidiva, la loro non era stata un'uinione felice causa i loro caratteri divergenti e la visione della vita molto differente. Le parlò dlla vita militare molto dura agl'inizi; ad un certo punto non riuscì più a parlare di sè, il suo era chiaramente un monologo, di colpo era penetrata nella sua mente tanta tristezza, lasciò la mano di Ge e si mise a guardare fuori dalla finestra, tutto sembrava inutile. Il giorno dopo si alzò tardi, arrivò alla clinica verso le undici, non era in grado di concepire qualche altro escamotage per risvegliare Ge, ci voleva un colpo di genio o qualche idea pazza...Gi andò alla porta e girò la chiave nella toppa, non voleva essere disturbato nel mettere in atto un'idea dissennata, non prevista dai libri di medicina: alzò il lenzuolo, prese in mano un piede di Ge e cominciò a succhiarle l'alluce, prima con delicatezza poi anche mordendolo come accaduto in passato, situazione che Ge aveva molto apprezzato tanto da riuscire a godere. Dopo un pò cercò di capire se il suo intervento avesse prodotto qualche reazione, per ora non aveva sortito alcun effetto, tentò ancora, in ogni caso pensava di aver aperto una strada che sperava portasse al risveglio di Ge, una pazzia? Quando si è disperati ci si attacca anche alle pazzie! Il giorno seguente, uscita Ingrid dalla stanza, presa possesso di una tetta, poi dell'altra, indefessamente passò  una buona mezz'ora a mordicchiare, leccare e succhiare sino a quando i muscoli del viso cominciarono a dolergli, era fuori allenamento! Ancora nessun risultato, ci voleva molta costanza e convinzione da parte sua, era sicuro che Ge, in qualche modo, lo aveva riconosciuto. Il giorno seguente Gi cambiò terreno di cimento:orecchie, collo, fronte, naso, labbra. La notte seguente Gi non riusciva a prendere sonno sin quando decise: a mali estremi... L'ndomani, rimasto solo nella stanza, Gi si ritrovò a fare i conti con una sua scelta a dir poco anticonformista, gli fregava assai di quello che potevano opinare i benpensanti, a lui importava solo far ritornare in vita Ge, a tutti i costi e con qualsiasi mezzo. Arrotolò in fondo al letto le coperte e le lenzuola, Ge gli apparve in tutta la sua bellezza, il corpo era rimasto come lo ricordava, solo la pelle era di color terreo.  Gi notò che le avevano messo uno slip con un assorbente, Gi non aveva pensato che potesse avere ancora le mestruazioni, sperava che non al avesse in quel momento, non le aveva. Le allargò delicatamente le cosce, aprì le grandi labbra e le pulì con del cotone impregnato di una crema idratante, si mise in bocca il clitoride baciandolo e succhiandolo con molta dolcezza. Ogni tanto alzava la testa per cercare qualche segnale sul viso di Ge, forse un soprcciglio si era mosso, forse un a sua impressione, riprese con maggior lena quello he per lui, in passato, era stato un piacere ed ora era solo una cura. Non aveva ancora ottenuto risultati ma era deciso a proseguire su quel percorso, la sua filosofia edonistica lo spingeva ad andare avanti. Una mattina un sorpresa da parte di Ingrid: "Ho cambiato gli slip alla signora, quelli che indossava era spostati..." Espressione di totale indifferenza fa parte di Gi; quella faccia da innocentino, in passato, lo avevano salvato da situazioni imbarazzanti ma  non aveva convinto l'infermiera che l'osservava con un bel punto interrogativo stampato sul viso, ci mancava pure lei! Decise di andare all'attacco, in fondo Ingrid era un'infermiera professionale e forse sarebbe riuscita a compenetrarsi in una situazione insolita. "Ingrid penso si sia resa conto quanto importante sia Genéviènne per me, anche se non ci conosciamo da molto tempo penso di poter affermare che siamo abbastanza simili, farei, o meglio sto facendo la qualunque per far ritornare la signora alla vita, sicuramente anche lei avrà provato anche lei dell'affetto ed anche dell'amore per qualcuno..." "Ho molto amato mio marito e mia figlia, sono morti in un incidente stradale in Germania, sono venuta in Italia per cercare di dimenticare, conosco a fondo la disperazione!" L'infermiera non riuscì a proseguire, preferì uscire dalla stanza per non mostrare il suo rinnovato dolore, forse aveva intuito qualcosa del comportamento di Gi anche se era perplessa. Ritornando a casa Gi si pose degli interrogativi ma la scienza, personificata dal prof. Puglisi, aveva suggerito rimedi consueti che non avevano portato a risultati concreti. Il giorno seguente Ingrid, prima di uscire dalla stanza, fissò per un attimo Gi con sguardo penetrante, difficile capire se avesse compreso la situazione, l'argomento era troppo delicato.Gi proseguì il 'trattamento', ormai non c'era parte del corpo di Ge che non esplorasse con assiduità, allorchè le baciava il clitoride credeva di aver scorto qualche segnale di reazione, si forse l'ultima volta il suo corpo aveva vibrato un pò...Una sera, a casa, mentre osservava il panorama del porto di Messina e della costa calabrese, gli vennero all'orecchio delle risate subissate da musica ad alto volume, il bufalo Tindaro si dava alla pazza gioia, non era mai andato a trovare sua moglie, sicuramente era a conoscenza che era in compagnia di Gi e non voleva incontrarlo, meglio così. Il chiasso seguitava, decise di vedere dallo spiocino della porta d'ingresso chi fossero gli invitati. Gi si era quasi addormentato, erano le due di notte quando sentì la musica cessare, la festa era finita e gli ospiti stavano per rientrare nelle loro tane. Oltre al padrone di casa che si abbandonava alle ultime effusioni con Dorella, anche un tale alto e magro, gran naso, sicuramente Cocò ed anche l'immancabile Lollo. Dorella all'ultimo momento ci ripensò e rientrò in casa del fidanzato, forse aveva ancora voglia...Gi si posizionò nella vasca da bagno per rilassarsi immerso nell'acqua calda, rimase al buio, non era la prima volta che mancava la corrente elettrica, bastava un acquazzone perchè la città rimanesse all'oscuro. Rimase in acqua speranzoso in un ritorno della luce quando gli apparve Lula. Era circondata dalla solita bolla azzurrina, questa volta più grande. Dopo i consueti saluti, Gi comprese che voleva comunicargli qualcosa di importante ma non riusciva a comprendere i segnali. Lula apriva e chiudeva velocamente gli occhi, restava ad occhi aperti per poi ricominciare...era un indizio, forse voleva far capire a Gi che stava seguendo la strada giusta. I giorni seguenti pr Gi furono quelli della speranza, Ge mostrava timidi segni di risveglio, anche Ingrid se n'era accorta e diede il suo beneplacido con un: "Prosegua..." Gi sentiva sempre le gambe tremare, la notte era insonne, spesso gli sgorgavano copiose le lacrime. Dopo pochi giorni Ge sembrava quasi sveglia e riusciva a farsi capire con piccoli gesti e poi con voce flebile. La notizia del suo lento ristabilirsi era venuta a conoscenza di un corrispondente di una tv locale che in clinica aveva ricoverato sua moglie e così Ge passò agli onori della cronaca cittadina con un'intervista congiunta del prof. Puglisi e del dr.Ciccone: "Io ed il mio collega abbiamo messo in atto una nuova cura con stimoli subliminali che ha dato i suoi frutti, la signora Ciccone è ritornata alla normalità quasi completa, non v'è dubbio che presto potrà lasciare la clinica e ritornare a casa." Brutti figli di puttana e faccia tosta, i due medici avevano voluto farsi un pò di réclame a costo zero, erano state le...cure di Gi a fare il miracolo (le vie del Signore sono infinite avrebbe chiosato un cattolico) ma Gi, da buon ateo, riteneva essere stato il suo amore profondo e la sua abnegazione a far tornare alla vita la sua diletta. Ora si presentavano problemi pratici, Ge non era ancora in forma, chiese ed ottenne dal marito l'aiuto di una badante. La situazione fu risolta da Nadia che ebbe a presentare ai coniugi Ciccone una sua paesana e amica, tale Tatyana, sembravano due sorelle, due gocce d'acqua. La presenza di Tatyana, vedova senza figli e pari età di Nadia, aveva dato impulso ad un maggior legame fra le due badanti ed un aiuto ai due amanti sempre più innamorati. Ge anche in questa occasione non si smentì: La mia vita salvata da..."

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