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Autore

Alberto Mazzoni

in archivio dal 16 gen 2009

03 settembre 1935, Roma - Italia

segni particolari:
Sono nonnobomba che mangia, beve e, talvolta, tromba!

mi descrivo così:
Sono nonnobomba che mangia, beve e, talvolta,tromba!

13 gennaio 2012 alle ore 20:08

La gatta nuda - 2^ parte.

Il racconto

"Signor Todaro, istintivamente una donna riesce a capire certe situazioni, voglio anch'io essere sincera: il mio compagno ha perso il posto di dirigente di una ditta, non riesce a trovare un altro impiego e quindi vorrei chiederle di aumentarmi lo stipendio nostra sola fonte di reddito."
"Ti prego di darmi del tu e di chiamarmi Pino. Il problema è facilmente risolvibile, non ho problemi finanziari, vorrei che tu fossi un pò carina con me..."
"Caro Pino,  mi sembra strano darti del tu e chiamarti per nome ma il bisogno è un cattivo consigliere, la necessità porta a rivedere dei principi ai quali non pensavi mai di rinunziare."
"Desidero ardentemente baciarti!"
"Niente baci sulla bocca, diciamo qualche toccatina..."
Il buon Pino non  se l'era fatto dire due volte, aveva messo una mano fra le cosce di Audrey e contemporaneamente prese a baciarle il collo.
"Per oggi può bastare, mi farebbe comodo un acconto sul mensile..."
Il signor Todaro trasse di tasca il portafoglio e mise in mano ad Audrey due pezzi da cinquecento Euro.
"Ritorniamo di là, le mie colleghe potrebbero malignare, meglio evitare pettegolezzi."
Dopo pranzo Audrey mise al corrente della situazione Andrea che era rimasto basito.
"Caro ragioniamoci sopra: un buon stipendio risolverebbe i nostri problemi più che una tantum come è successo con John. Il mio titolare è ricco, non  ha figli, ha una moglie paralizzata, è una persona che dà affidamento ed è pazzo di me."
I due innamorati non trattarono più l'argomento, Andrea durante le ore di assenza di Audrey si domandava cosa potesse accadere fra i due, cercava di non essere geloso ben conoscendo i sentimenti che li legava ma... decise di cancellare dalla sua mente la situazione.
Da tempo era lui il casalingo: provvedeva alla spesa, cucinava, lavava i piatti, Audrey, quand'era libera, si interessava alle pulizie di casa.
Un cosa piacevole. la cassa non era mai vuota, ci sapeva fare la baby!
Una sera la novità: Pino mi ha chiesto di andare nella sua villa a Tono, ho rifiutato ma l'ho invitato a pranzo domenica prossima a casa nostra."
"Va bene, andrò a procurarmi gli ingredienti, ti farò fare bella figura perchè naturalmente il pranzo deve risultare opera tua, a stomaco pieno il buon Pino sarà ancor più generoso.
Andrea pensò ad un menu non convenzionale in ogni caso non quello tradizionale messinese: pappardelle al sugo d'anatra, anatra al sugo, coscia di tacchino disossato e ripieno con contorno di patate, carciofi alla romana, funghi in fricassea, spinaci strascinati in padella, frutta di stagione compresa un'ananas per digirire, infine il caffè sport Borghetti, la sua passione.
Audrey quella domenica si svegliò più tardi del solito, dopo la doccia prese a passare in rassegna il guardaroba al fine di scegliere il vestito con cui far maggior colpo. La scelta cadde su uno di tulle trasparente, dalla generosa scollatura e con gonna corta; il signor Todaro sarebbe rimasto folgorato, questa era l'intenzione della furbacchiona.
Alle dodici e trenta, mezz'ora prima del previsto, Audrey vide il più non giovin signore parcheggiare una Maserati all'esterno dell'edificio.
"Andrea sta arrivando, apro io la porta."
"Signor Todaro buon giorno è un pò in anticipo, non doveva scomodarsi, che belle queste orchidee, venga nel salone, le presento Andrea, Andrea..."
Andrea in pantaloni grigio ferro e maglione rosso fece il suo ingresso con un sorriso stampato sul viso che nascondeva il suo imbarazzo.
Il principale di Audrey aveva lo stile di un direttore di banca: occhiali con montatura dorata, capelli brizzolati, classico doppio petto scuro, cravatta chic made in Napoli, stivaletti neri di vacchetta.
"Signori vado in cucina a finire di preparare, Andrea offri al signor Todaro un Martini."
"Vedo che possiede una Maserati Quattroporte, io sono un appassionato di auto, oggi pomeriggio c'è una corsa di formula uno."
"La mia macchina è un pò vecchiotta, la cambierò con una Mercedes classe Cl."
"Alla faccia sua" pensò Andrea "ci vogliono almeno 130.000 Euro!"
Nel frattempo Audrey da lontano:
"È tutto pronto, venite nel soggiorno."
Alla fine del pasto da parte del signor Todaro lodi sperticate per la padrona di casa per la sua bravura nell'arte culinaria.
"Mia moglie, a parte il suo handicap, anche prima non brillava certo in cucina, l'essere ricca di famiglia e l'aver frequentato un collegio in Inghilterra l'ha portata a non interessarsi all'andamento di una casa, di nuovo brava."
"Signor Todaro..."
"Vi prego di chiamarmi Pino è più confidenziale, sento di trovarmi in famiglia, diamoci del tu."
"Bene come ti dicevo pocanzi fra poco c'è la Formula Uno, non vorrei perderla, accendo il televisore."
"Io preferisco parlare con Pino, abbiamo dei problemi in negozio, ce ne andiamo nel salone."
Ad Andrea non rimase che ammirare Ecclestone, i commentatori televisivi e le auto che avevano acceso i motori ed avevano iniziato il giro di prova.
Partenza con le solite collisioni fra tre auto alla prima curva, ingresso nel circuito della Safety Car, quattro giri e poi ripresa della corsa.
Il rumore delle auto ad un certo punto si mischiò con quello di una musica dance proveniente dal salone, Audrey aveva messo in funzione lo stereo.
Andrea fece capolino in quella stanza, i due ballavano o facevano finta, erano abbracciati... meglio tornare alla Formula Uno.
Dopo un pò di tempo la musica era cambiata, niente più dance ma Diana Krall, nota cantante di night, che aveva portato il buon Pino ad incollare le labbra sul collo di Audrey, ritirata strategica da parte di Andrea.
Dopo circa un'ora: "Andrea è finita la Formula Uno? Vieni a farci compagnia nel salone."
Ad Andrea apparve uno spettacolo un pò comico: i due, mostrando indifferenza, erano seduti sul divano distanziati, solo il viso di Pino, decisamente sul prupureo, mostrava quello che doveva essere accaduto nel frattempo.
"Penso che sia ora di andare, a mia moglie ho detto che ero stato invitato da voi a pranzo, non vorrei che stesse in pensiero, spero presto di ricambiare il vostro pranzo."
Chiusa la porta, Audrey si diresse verso la confezione delle orchidee:
"Guarda che sorpresa, ci sono anche due orecchini di perle, quelle che avevo notato nel negozio di gioielleria accanto al nostra, chissà come Pino avrà indovinato i miei gusti!"
"Perchè glielo avrai chiesto tu, furbacchiona, piuttosto aggiornami su quanto è successo nel salone, ho visto che ti baciava sul collo."
"Quello era solo l'inizio poi mi ha messo la mani nella scollatura, fra le cosce, ha scostato lo slip e mi ha messo una mano sul fiorellino ed anche sul popò, ha seguitato per un pò sin quando si è seduto sul divano, non ha capito cosa gli sia successo, forse ha goduto da solo."
"Come aperitivo non c'è male, sicuramente gli è rimasta una voglia matta, questo riparte presto all'attacco."
Dopo circa una settimana:
"Pino mi ha chiesto di nuovo di andare nella sua villa a Tono,  gli ho detto che avevi ripreso a lavorare come commesso viaggiatore per quella ditta che ti ha licenziato e che lo avrei fatto venire a casa nostra durante la tua assenza."
Dopo tre giorni.
"Quello non lo tengo più, mi raggiunge nel retrobottega e mi tocca dappertutto, non vorrei che le altre commesse se ne accorgano, ho deciso di farlo venire qui questa sera, sei d'accordo?"
Andrea durante il pomeriggio mise in funzione sia la telecamera che il sonoro in attesa della fatidica mezzanotte.
Audrey era piuttosto tesa, un  conto è andare a letto con un coetaneo ben altro con un cinquantanne... esternò i suoi pensieri ad Andea.
"Chiamalo sul telefonino e digli che inaspettatamente sono ritornato a casa, ti vedo agitata."
"No, è stato un attimo, tu sei il mio amore, gli altri sono solo strumenti, non hanno alcun valore!"
Squillo del telefonino di Audrey, era lui.
Andrea si rifugò nello studio ma poteva vedere e sentire solo quello che sarebbe accaduto in camera da letto.
Audrey con baby doll d'ordinanza con sopra una leggera vestaglia, doveva aver invitato Pino in bagno, si era seduta in  mezzo al letto sorridente alla telecamera.
Ingresso di Pino nudo, con pancetta ed inizio della pugna: baci sul collo, sulle tette, sul pancino, sulla gatta sino ai piedi.
"Hai delle estremità da mannequin, bellissime, non le avevo notate prima!"
"Un giorno era su una spiaggia su una sdraio quando si è presentato un distinto signore affermando di essere un produttore di films pubblicitari ed aveva bisogno di una modella come me per  reclamizzare anelli e scarpe, mi ha anche lasciato un bigliettino invitandomi a raggiungerlo a Milano, forse dovevo farlo, ora non sarei qui."
"Meglio che non l'abbia fatto, non ti avrei incontrata, lo sai quanto ti desidero, farò quello che mi chiiedi."
Audrey non aveva risposto, Pino avvicinò il suo membro alle labbra di Audrey."
"Niente baci nè goderecciate in bocca!" poi prese a fare su e giù, cercava di sbrigarsi in fretta ma non aveva fatto i conti con l'età del suo amante e dovette penare parecchio sin quando Pino si staccò e prese il tovagliolino che gli aveva dato Audrey e si pulì il pene, si recò poi in bagno e Audrey supina fece dei segni con le mani al suo spettatore.
Ora che sarebbe successo? il nonnetto si sarebbe ripreso o si sarebbe accontentato...
Veritiera la prima ipotesi:
"Ti prego prendilo in mano e fammelo diventare duro."
Audrey aveva appoggiato un gomito sul letto e con una mano cercava di far rinverdire il coso di Pino.
"Provaci anche con la bocca, ti prego."
Accontentato, ci volle del tempo ma Audrey riuscì nell'intento e prese in mano la situazione:
"Vengo sopra di te."
Era il modo migliore per farlo sbrigare ma ci volle molto tempo. Audrey ogni tanto si fermava per riporsarsi, una faticaccia... finalmente Pino gorgogliò nel godere, Audrey si fermò, diede un  altro tovagliolino a Pino e si sdraiò, era stanca.
Pino voleva rimanere ancora ma Audry lo liquidò dolcemente, erano le tre di notte.
Andrea entrò nel bagno, Audrey era sotto la doccia, voleva sentirsi pulita dentro e fuori, stette a lungo sotto il getto dell'acqua, Andrea era seduto su uno sgabello a rimirarla, era magnifica.
"Pino ha lasciato una busta sul comò, ci sono diecimila Euro."
La storia era diventata quindicinale, quanto serviva al vecchietto a ricaricare le batterie.
Un giorno mentre sul divano guardavo la televisione, Andrea vide delle lacrime sul volto di Audrey, l'abbracciò, fu lei a parlare:
"Talvolta non so dire come mi sento, il profondo amore che ho per te non mi basta per accettare questa situazione, Pino mi fa richieste sempre più pressanti, vuole godermi in bocca ed usare il mio popò."
"Mi sento un pò un verme, anch'io talvolta ho dei forti dolori alla pancia, il mio medico mi ha detto che gli intestini sono il nostro secondo cervello ed il mio è andato in tilt, non pensavo di diventare un macrò!"
Qualcosa di nuovo avvenne nei giorni seguenti: un invito a pranzo da parte di Loredana la moglie di Pino, un'invito sicuramente inaspettato. Era la curiosità da parte di una paraplegica di conoscere una commessa di suo marito ed il suo fidanzato oppure...tante ipotesi ma nessuna plausibile e convincente.
Il fatidico giorno Audrey indossò un tubino avorio che le lasciava scoperte le spalle ma arrivava sino ai piedi, Andrea in doppio petto grigio ferro, cravatta a righe rosse e blu, una bella coppia.
L'abitazione era un villetta a due piani ubicata sulla strada panoramica, ingresso privato.
Al citofono la voce di Pino:
"Vi apro il cancello elettrico, posteggiate dinanzi casa."
Casa... una reggia, appena entrati un ingresso immenso con marmi alle pareti e tutt'intorno mobili antichi di pregevole fattura, di seguito un salone con lunga tavola imbandita, alle pareti quadri di paesaggi, di figure ieratiche forse di antenati e di belle fanciulle ed infine scene di caccia.
"Sono Loredana, scusatemi se non mi alzo ma, come vedete, mi muovo solo su questa sedia a rotelle."
Finto baciamano da parte di Andrea ed inchino da parte di Audrey.
"Pino vedo con piacere che i signori si distinguono per buone maniere, preparaci degli aperitivi." Il tono era un pò di comando forse dovuto alla ricchezza della signora.
"Dì alla cameriera di servire il pranzo." Il tono era sempre imperativo ed il buon Pino abbediva senza profferir parola.
Tutto a base di pesce innaffiato con del vino bianco dell'Etna. Dopo il caffè:
"Dì alla cameriera che è libera."
Voglio deliziarvi con della buona musica, Pino metti un CD di Mozart, il mio preferito, come padrona di casa vorrei vicino a me il signor Andrea, e diamoci del tu."
Così era iniziata una storia perlomeno singolare, Andrea su una sedia vicino alla padrona di casa, Pino e Audrey su un divano a...distanza di sicurezza. Nel frattempo Mozart li deliziava con le sue overtoure forse non tanto apprezzate da Pino che sicuramente aveva il suo pensiero altrove.
"Ora che ci siano rilassati vorrei, caro Andrea, farti visitare il piano superiore, in fondo c'è un ascensore, spingi la carrozzella.
Un ampio ingresso, in fondo una porta finestra, di lato due porte..
"Io dormo nella stanza di sinistra, mio marito in quella di destra, accomodati."
Punto primo: i due non dividevano la stessa camera, questo aveva sottolineato Loredana, il motivo?"
"Ti vedo perlesso, voglio essere chiara come lo sono il tutte le mie cose, in particolare in quelle personali. Mio marito ed io, pur vivendo sotto lo stesso tetto siamo separati di fatto, niente pratiche burocratiche, avvocati e tutto quel che segue, nessuno dei due ha problemi finanziari.
Abbiano stabilito di essere sinceri fra di noi e raccontarci tutto quanto riguarda la vita privata. In passato il mio consorte mi ha reso edotta di tutte le sue avventure passeggere ma da quando ha conosciuto Audrey..."
Ecco arrivati al punto, Loredana sapeva dei rapporti di Pino con Audrey.
Andrea decise di fare lo snorri: "Ho invitato tuo marito a casa mia, abbiamo pranzato insieme, ha ballato con Audrey ma..."
"Quando tu eri assente per lavoro è venuto a casa tua, il resto lo puoi immaginare, da quel momento è completamente cambiato, non frequenta più nessuna, Audrey è diventata la sua passione sfrenata, anche se non l'ha ammesso, l'ho capito da me.
Che ne dici di ricambiarli, io frequento una palestra ed ho un un personal training, ho rapporti con lui ma solo fugaci, è solo una questione fisica. Tu mi sei piaciuto appena ti ho visto, se mi guardi bene non sono male."
L'espressione del volto di Andrea andava dallo stupore alla curiosità.
"Debbo interpretare il tuo silenzio come un assenso, penso di si, vai in bagno, c'è una doccia che fa pure da sauna, sbrigati!"
Anche Andrea era stato vittima dell'imperioso agire di Loredana, si trovò nel bagno nudo sotto la doccia poi si infilò in un accappatoio (sicuramente quello usato dal personal training).
Prima di uscire si guardò intorno, il bagno era pieno di maniglie strutturato per una handicappata, rimase seduto su uno sgabello sin quando la proprietaria si presentò alla porta.
"Sono impaziente, hai perso tanto tempo!"
La signora Todaro si era spogliata nuda, emergeva dalla sedia un bel fisico che non dimostrava i suoi quarant'anni opera evidente anche di esercizi fisici e sapienti costosi massaggi, non era naturalmente bionda come faceva supporre la capigliatura, una folta selva nera...
Con una certa disilvoltura riuscì a sedersi sullo sgabello della doccia, aprì le cosce guardando in faccia Andrea come dire: "Qui c'è del lavoro per te!"
"Aspettami a letto." non aveva perso l'abitudine del comando.
Apparve abbondantemente profumata forse Chanel n.5, un classico, si issò sul letto.
"Sono molto sensibile sulle tette, vedi di iniziare da lì, scendi sulla deliziosa e poi sul lato B, una mia preferenza particolare."
Come un buon scolaretto Andrea puntualmente eseguì il il compito assegnatogli dalla dama,si soffermò sulla gatta ed ottenne un ottimo successo tanto che l'interessata lo costrinse a restarci a lungo e poi il finale pirotecnico con goderecciate avanti e dietro, un successone!
Madame lo ringraziò con un bacio appassionato per poi sbracarsi a gambe aperte e ad occhi chiusi.
Andrea si rivestì e stava per andarsene per andare a vedere quello che succedeva ad Audrey quando Loredana:
"Apri il porta gioie, c'è un Rolex, è il mio ringraziamento."
Anche lui si era prostituito, stranamente non provava alcun sentimento, quella era stata solo un'esperienza fisica peraltro ben retribuita...
Nel salone Pino e Audrey stavano ascoltando musica pop seduti sul divano, Audrey si alzò e:
"Abbiamo approfittato anche troppo dell'ospitalità dei signori Trovato, è ora di andarsene."
Durante il tragitto nessun prese la parola, solo musica dall'autotradio.
Giunti a casa Andrea mostrò ad Audrey il Rolex, nessun commento da parte della baby.
I giorni seguenti solo del tran tran quotidiano senza un vero colloquio solo quanto bastava per la normale ruotine Niente sesso, solo abbracciati sul divano a vedere la televisione sin quando Audrey, stanca del lavoro del negozio e di casa, si rifugiava in camera da letto prendendo subito sonno.
Nei giorni successivi la beneamata si dimostrava sempre più taciturna, ad ogni approccio di Andrea lo respingeva delicatamente con un bacio sin quando un giorno prese a piangere dirottamente. Quando riuscì a smettere prese in mano il viso di Andrea e:
"Non resisto più, devo confermarti che sarai sempre il solo mio amore ma Pino è fuori di testa, è diventato geloso anche di te, ha acquistato a mio nome un attico in via Risorgimento, l'ha fatto arredare da un architetto, tre stanze più servizi, una bomboniera è lì che andiano durante gli intervalli.
Ho una carta di credito a mio nome ed un armadio pieno di vestiti, di bay doll e di camice da notte, ha ottenuto da me tutto quello che desiderava e che mai gli avevo permesso, sento di averti tradito..."
Ecco spiegato l'atteggiamento dei giorni passati, che fare? Consolarla affermando che fra di loro nulla era cambiato... meglio nessun commento. La realtà era che ambedue conducevano un alto tenore di vita che non avrebbero potuto permetterselo anche se Andrea avesse trovato un impiego, questa la verità!
"Come avrai intuito io ho avuto un rapporto con Loredana, io ho ricevuto un Rolex tu qualcosa di più, vuol dire che la cosina rende più del pisello..." cercò di celiare Andrea.
Uno sguardo d'intesa, non v'era null'altro da dire. Nulla era cambiato, talvolta la baby non tornava all'ora di pranzo, sicuramente un 'riposino' nel suo attico.
Un'altra novità, Audrey con una gran risata aveva confessato ad Andrea un nuovo capriccio di Pino: voleva assaggiare la sua gatta nuda!
Cavolo, il nonnetto era diventato vizioso, Audrey volle accententarlo (chissà cosa ci avrebbe guadagnato) e invitò Andrea a darsi da fare pr far sparire quel biondo cespuglio.
Prima con le forbicine poi con la schiuma da barba ed il rasoio, in poco tempo la gatta di mostrò in tutta la sua nudità, bellissima.
"Il primo a baciarla voglio essere io!" Andrea prese in bocca l'intimo di Audrey delicatamente tanto a lungo tanto che la deliziosa ebbe numerosi orgasmi, Andrea se ne accorgeva toccando il buchino posteriore che ogni volta si contraeva alla fine, spossata, fece cenno che ne aveva abbastanza.
La vita scorreva sempre uguale, Andrea ed Audrey si erano abituati a quella situazione a tre, non  si ponevano più alcun problema quando un giorno:
"Vieni subito in negozio, Audrey non sta bene."
Col cuore in gola Andrea balzò sullo spyder, semafori bruciati, sorpassi azzardati sin quando non giunse dinanzi al negozio.
Audrey era nell'ufficio retrostante sdraiata sul divano ad occhi chiusi.
"È venuto quell'inglese che in passato ha importunato Audrey, voleva che uscisse con lui, al suo rifiuto l'ha schiaffeggiata ed è sparito, lo denunzierò!"
Pian piano Audrey si stava riprendendo, fece cennno di voler andar via, sorretta da Andrea si posizionò nell'auto.
A casa si buttò sul letto vestita, Andrea le tolse le scarpe e le pose sopra una coperta, si svegliò a sera inoltrata.
Audrey decise di prendersi una vacanza a Giardini Naxos, alloggiarono all'hotel Villa S.Andrea un albergo vicino a degli scogli, veduta molto suggestiva.
Era estate i due passarono giorni neravigliosi passeggiando sul corso di Taormina che raggiungevano con la funicolare ma per qualcuno quella vacanza non era gradita, il telefonino di Audrey squillava in continuazione.
"Se non torni subito vengo io da te!"
Il buon Pino non era stato preso sul serio invece...
Affacciata al balcone, una mattina Audrey vide posteggiare una Mercedes dinanzo all'albergo, ne era sceso il signor Trovato.
"Andrea abbiamo compagnia, guarda chi c'e sotto."
Rompiballe, l'amante reclamava la sua dolce profumatamente foraggiata.
"Cosa fai da queste parti, c'è qualcosa che non va in negozio?" (domanda di una intelligenza...)
Vieni in giardino ho urgenza di parlarti!" Pino e Audrey si allontanarono dalla vista di tutti sino al muro perimetrale.
"Ti prego prendilo in bocca."
Audrey era interdetta, si guardò intorno, nessuno in giro, provvide a soddisfare il suo amante, alla fine prese un fazzolettino...
Ritornarono indietro insieme , Pino salì sulla Mercedes e, sgommando, sparì dalla vista.
"Un lavoretto veloce" scherzò Andrea ma male gliene incolse, per dispetto Audrey prese a baciarlo in bocca, vendetta cattivissima...
Come nelle belle favole lo storia fra i quattro seguitò con grande apprezzamento da parte di tutti, vissero a  lungo felici e contenti: grandi pranzi a casa Trovato seguiti dall'immancabile finale ed anche villeggiature tutti insieme nei posti più belli della Sicilia.
Agli occhi degli estranei sembravano del normali amici e, gran finale, i coniugi Trovato ripresero fra di loro i rapporti intimi, meglio di così...

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