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Autore

Alberto Presutti

in archivio dal 01 dic 2005

17 ottobre 1958, Firenze

segni particolari:
Amo indossar il papillon

mi descrivo così:
Poeta estempore, odio il poetese, amo poetar poetando, libero dalla prigionia della rima, che come schiavitù opprime il sentimento e l'emozione che vo' cantando.

01 dicembre 2005

Passerà?

Dio, nella pace, altrove,

Io in poltrona, sbuffo, esito,

e poi mi chiedo,

passerà?

La notte è come chiusa su sè stessa

nella luce fissa e falsa dei lampioni,

e non ascolta le mie imprecazioni,

passerà?

Aspetto, aspetto, il cuore dischiuso,

sono Io a sentirmi rinchiuso,

e Ti chiamo di nuovo,

e niente.

Passerà.


La notte è come chiusa su sè stessa

nella luce fissa e falsa dei lampioni,

e non ascolta le mie imprecazioni,

passerà?

Aspetto, aspetto, il cuore dischiuso,

sono Io a sentirmi rinchiuso,

e Ti chiamo di nuovo,

e niente.

Passerà.

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