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Autore

Aleksandr Isaevic Solzenicyn

in archivio dal 07 giu 2002

1918, Kislovodsk

segni particolari:
Internato 8 anni per una lettera ad un amico, esiliato e riaccolto in Russia come un eroe dopo la caduta del comunismo. Nel frattempo, nel 1970, ho vinto il Nobel.

mi descrivo così:
Un osservatore crudo: il mondo doveva sapere cosa accadeva ai prigionieri internati nei gulag durante e dopo la dittatura di Stalin. E c'è qualcuno che ancora non l'ha capito…

07 giugno 2002

Aleksandr Isaevic Solzenicyn dixit:

Per noi in Russia, il comunismo è un cane morto, mentre, per molte persone in occidente è ancora un leone vivente.

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