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Poesie di Alessandra Caterina Carrozzo

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  • 04 novembre 2010
    Capelli

    Hai lasciato che respirassi l' odore dei tuoi capelli.
    Hai lasciato che li agitassi con la mano
    per scuotere nell' aria ricordi
    da intrappolare nella rete delle dita
    e rendere così infinito
    l'istante di una notte. 

  • 04 novembre 2010
    L' anima sulle labbra

    Era come se,
    al chiudersi dei tuoi occhi,
    ad ogni battito di ciglia,
    volessi ritrovarti in qualcosa che stranamente avevi perso,
    senza riuscire più a sentirti tuo,
    senza riuscire più a sentirmi tua.
    Ora tutto intorno è immobile:
    le parole sono ferme tra noi
    senza raggiungerci,
    persino le ombre trattengono il respiro.
    Il tempo, poi, ha fatto la sua parte
    divorando l' oscurità della notte in un istante
    e restituendo quella luce che, come me,
    ti avrebbe baciato per l' ultima volta
    con l'anima sulle labbra.

  • 04 novembre 2010
    Sogni e lacrime

    Il ricordo assale l'alba
    e non fa spuntare il giorno.
    Il sole reclama le sue ore di luce
    invocando te.
    Il ricordo assale tanto l' alba
    che non fa morire la notte.
    La luna, stanca, reclama il suo riposo
    - chiedendo pietà -
    per un sole mai sorto.
    Ma un raggio di sole invadente
    trova spiraglio,
    in un cielo che versa tenebre
    sulla triste terra
    tarpata di sogni e lacrime.

  • 04 novembre 2010
    Sogno

    Hai danzato verso me
    come solo la notte danza.
    Sei giunto come una folata di vento,
    silenzioso come un sogno.
    Hai divorato tutto, anche la mia anima,
    colta impreparata e indifesa,
    resa incapace da uno stato di grazia
    finora sconosciuto.
    Ma come fa la notte, sei andato via
    ripiegando stelle e luna,
    portando con te ombre e silenzi
    e lasciando spazio ad un albore
    di tempestose lacrime.
    Domani sarai di nuovo qui,
    furtivo come un ladro,
    ma non mi lascerò sorprendere,
    mi basterà aprire gli occhi
    per farti andar via.

  • 04 novembre 2010
    Se

    Se solo potessi, questa notte, ancorarmi in te;
    essere inghiottita dall' estasi tumultuosa del tuo sguardo;
    trattenuta da mani che credevo mie
    ma che un altro corpo bramano;
    divorata da quella bocca che non parla,
    ma sospira come brezza sul mare.
    Se solo potessi strappare tempo a questa notte,
    inchiodare luna e stelle al cielo
    e lasciar battere l'oscurità come pioggia
    sui nostri corpi
    ancora per un istante.
    Se solo avessi potuto,
    ti avrei lasciato annegare nel lago del mio cuore,
    inabissare nella ma anima,
    vagare libero fra i miei sogni.
    E mentre il cielo impallidisce d'alba,
    su di un letto vuoto a metà
    giace l'invidia per quello specchio
    che ti ha visto andar via per l'ultima volta... silenziosamente.

  • 04 novembre 2010
    Canto

    Sai come canta la mia malinconia?
    E' un assolo di passi sospesi e lenti
    su questa terra di dileguato tramonto.
    E' uno sguardo spento, velato,
    che s'infrange su di uno specchio appannato e senza riflesso.
    E' il rumore assordante della tua assenza.
    E' il silenzio che muore
    nell' urlo della mia voce
    mentre ti chiede di tornare.
    E' l' eco di gioie non ancora dischiuse,
    nascoste in un cuore smarrito
    in questo deserto d' ombre,
    ricordi e fervori d' anni mai vissuti.

  • 04 novembre 2010
    Macchie

    Respiro il tuo silenzio
    di parole vuote, distanti
    eternamente già dette.
    Come soli alla deriva,
    naufraghi in un mare di solitudini,
    a piccoli morsi
    facciamo assaggio del nostro destino
    mentre una lacrima si ferma lì
    al termine del sorriso.
    E tutto sa di addio,
    persino quei passi che,
    silenziosi e stanchi,
    si trascinano
    su fogli macchiati
    di cuore e anima.

  • 04 novembre 2010
    Strappi

    Abbiamo conosciuto il fiorire e l' inaridire di immagini
    nel disegno di un istante.
    Il corpo ha stanato dagli occhi
    lacrime di disincanto,
    che ora bagnano
    campi fioriti di malinconia.
    Luccicano le foglie
    come baciate da un' anima vagante;
    ma è il dolore della terra
    - che piange -
    ferita dal cielo.
    I nostri mondi,
    come folla,
    si disperdono
    lasciando sola l' anima.
    In cielo solo gabbiani,
    che straziano l'aria,
    colmando il mare del loro silenzio d' ali.

  • 04 novembre 2010
    Tempo

    Tempo,
    unico a danzare,
    con movenze lente
    nell' inutile dipanarsi di una matassa
    fatta di immagini raggelate
    nell' immobilità dell' anima.
    Tempo,
    getta attimi infiniti di sé
    destinati all' oblio,
    sfumando i ricordi di un' alba dolceamara
    fatta di ingenerosi rimpianti
    e ardenti rimorsi.