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Autore

Alessandra Gorlero

in archivio dal 09 feb 2009

19 ottobre 1973, Imperia - Italia

segni particolari:
Nel Comitato dei Lettori dal 2011.

09 febbraio 2009

Un giorno

Un giorno
con il mondo di traverso,
boccone troppo grosso
per essere digerito.
Sole a passeggio,
un istante di passaggio.

 

L’infinito pesa
in fondo alla mia tasca,
lo scalfisco
con unghie di ferro filante:
zucchero, miele, carbonio…
diamante.

 

Affondo le narici
in nuvole di piombo.
I denti, nugoli di spine.
Mescola, rimescola
pozione arida
scomessa a briscola.

 

Cianotica
mancanza di respiro,
aria, arieggiante, andante.
Il finale un  galoppo,
un po’ mosso… forse allegro,
ma non troppo.

 

Strimpello stonate
corde vocali,
gracchiano suoni  inani
sulle mie labbra:
ridicoli nani paludati da Titani.

 

Tracce di antracite
tracimano silenziose
dall’anima gonfia, ebbra
di melanconia.
Muta Filomela,
canta la sua agonia.

 

Il mondo,
ne faccio un solo boccone
per non sentirne il gusto.

 

Insalata di uomini,
contorno
ad un piatto di macerie.
Il cuoco dell’anima
ha preso un giorno di ferie.

 

Post-prandiale passeggio.
Rimbalza il mondo
nello stomaco inghiottito.
Rimbalza, rotola, ritorna.
Un pizzico di sale, e risale.
Triplo salto finale.

 

Filo di funambolo sospeso
su asse d’equilibrio.
A trapezio, divertito.
I minuti sono note
su un eterno sparito.

 

Non dormo.
E’ il peso del pasto.
L’universo, schiantato sul fondo.
Frittata triste.
Occhi d’uova che guardano fuori.
Fuori dal mondo
non c’è, il mondo.

 

Filosofia trita, inutile paradosso.
Tanto vale volare pulviscolo.
Giorno dopo giorno.
Girando in tondo.

 

Ma forse domani non lo mangio,
il mondo.

 

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