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Poesie di Alfio Cataldo Di Battista

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  • 08 settembre 2015 alle ore 19:21
    oscure luci

    Non c'è anima così oscura da nascondere un lieve bagliore di luce. Ci vuole respiro per toccare e, tenui battiti del cuore, per sentire l'odore dei pensieri in volo, ormai lontani, oltre le umane miserie

  • 28 marzo 2014 alle ore 0:26
    Estate 1973

    Io gli stavo accanto d’estate. Quei giorni indolenti, senza scuola, che scorrevano lenti, me ne stavo lì, seduto su una pila di mattoni e lo guardavo. La sua esile magrezza tra i tubi del ponteggio, pareva una sfida alla forza di gravità. Il mio sguardo lo inseguiva con il fiato sospeso e fissava le immagini, studiava la leggerezza, imparava la grazia, avvertiva la fermezza.  L’intensità del suo incedere deciso era il verso di un poeta che scrive nell’aria. D’estate imparavo, ascoltavo i suoi silenzi discreti intervallati dal suono sincopato dei nostri passi lungo il sentiero che scendeva giù al fiume. Ero solo un ragazzino di otto anni e lui era mio padre.
     

  • 02 luglio 2013 alle ore 15:56
    Pensieri in fuga

    La verità è nelle sfumature.
    Affiora lesta sulla superficie di un’idea, tradita dall’illusione che tutto sia come appare.
    Mute di parole abbaiano febbrili tra i dirupi scoscesi dell’anima a caccia di pensieri in fuga.
    Ma, finché il pensiero resta libero, la verità è salva.

  • 02 ottobre 2012 alle ore 1:07
    Cercatori di Storie

    Ho imparato a raccogliere negli anfratti più bui del pregiudizio tutte le parole schiacciate dal sospetto. Quelle dimenticate nelle soffitte polverose del tempo, quelle confuse nel rumore di fondo dei dialoghi inutili. Parole abbandonate per sempre dentro storie di verità consunte appena pronunciate e mai ascoltate. Frasi melmose che irretiscono l’anima accompagnandola per mano dentro realtà surreali e malferme. Mi aggiro guardingo in questo universo multiforme a caccia di parole che fuggono via come stambecchi di montagna e mentre mi trasformo in un bracconiere del pensiero scopro che più mi avvicino al cuore del loro significato e più le storie che catturo, mi aprono davanti, nuovi orizzonti.

  • 01 ottobre 2012 alle ore 0:57
    Verità

    Non c’è nulla di razionale nella verità,
    la verità è una corrente impetuosa che ti attraversa,
    è la consapevolezza che ti coglie impreparato sull’orlo di una vertigine senza fine,
    è l’istante in cui il tuo pensiero si disperde leggero nell’universo per abbracciare il mondo.

  • 24 agosto 2012 alle ore 9:56
    Swing Time

    Ho rallentano, ho accostato, mi sono fermato.
    Sono sceso e mi sono seduto ad aspettare il futuro.
    Ora, conosco i colori del mio passato, e, stringo il presente infinito che mi circonda per danzare con lui.

  • Il maestoso monolite nero, levigato e imperioso si staglia alto verso un cielo terso.
    Sotto quel cielo un mondo attonito segue la scia del tempo che scorre eternamente uguale a ieri
    La rappresentazione va in scena ogni giorno in questo palcoscenico malconcio
    l'attore reclama a gran voce una parte, una battuta  o solo un attimo di luce che lo riveli al mondo.
    Ma il mondo è uno spettatore distratto che guarda altrove senza vedere.
    Poi il miracolo, il suono di un torrente che scorre lieve e gioioso nella trasparente armonia di quelle note bagnate che si rinfrescano in un movimento forte e delicato.

  • 22 ottobre 2007
    Frammenti Notturni

    Esistiamo oltre il tempo che ci insegue,
    privi di paure, liberi dal presente che ci attraversa.
    Le emozioni lambiscono i vasti silenzi, ruvidi, profondi.
    Le parole tengono per mano pensieri che diventano musica
    E noi, musicisti senza età teniamo il ritmo senza stancarci mai.

  • 26 luglio 2007
    Era mio padre

    Hai attraversato il nostro tempo regalandoci la tua profondità
    Hai costruito il nostro futuro tendendo la mano verso di noi
    Hai volato alto lasciandoci liberi di battere le ali
    Hai voluto bene abbracciandoci stretti con il tuo sguardo discreto
    Hai coltivato il sentimento che si trasforma nel pianto dei giusti
    Hai illuminato la nostra strada con il silenzio del tuo esempio
    Hai risposto alla chiamata del Signore Gesù con serena umiltà
    Hai lasciato un vuoto infinito che la fede si sforza di colmare
    pensandoti accanto come sempre ad indicarci la giusta via.

  • 24 agosto 2006
    Fiori d'asfalto

    Un timido mazzetto di margherite mi sorrise tra i tergicristalli lesti sul parabrezza a scansare via la pioggia che schiaffeggiava il lunotto.

     

    Erano lì come se ridessero e giocassero sotto la furia di un temporale che sembrava voler portar giù tutto il grigio del cielo.

     

    Legati sul guard-rail con un nastro blu interrotto da intense risate di giallo e di bianco si lasciavano attraversare dalla pioggia carica del dolore e della rabbia dei vivi.

     

    Col sorriso impudente dei vent’anni raccontavano senza voce di una notte troppo lunga da percorrerla tutta d’un fiato e di una vita troppo breve da consumarla in un attimo.

     

  • 07 agosto 2006
    Il traguardo immaginario

    C’è sempre un grande giorno che ti aspetta tranquillo e malinconico come un messicano pigro accovacciato sotto al suo sombrero.

    Il tempo incede lento, ti spinge avanti con aria divertita e ghigno beffardo mentre sistemi le tue cose pronto a passare il guado.

    La misurata ansia su cui scivolano le tue certezze ti accompagna severa e distaccata sull’eco dei passi che risuonano nei corridoi della tua mente.

    I dubbi dell’ultimo istante che ti separa dall’altra parte agitano le tue paure che vorrebbero tenerti di qua e ti volti indietro smarrito come un bimbo abbandonato.

    Poi, il balzo nelle tue incerte aspettative inseguendo un sogno che corre più veloce di te sperando di afferrarlo prima del prossimo traguardo immaginario.

  • 29 giugno 2006
    Afa

    Notte fonda,

    Madido di sudore

    Risveglio improvviso

    Incubi sfracellati contro il buio

    Occhi spalancati sull’orrore

    Caldo gelatinoso, impudente, riottoso

    Zanzara in agguato, brutale ferocia.

    Giaciglio di carboni ardenti

    Pensieri liquidi, sbiaditi, confusi

    Silenzio che urla la sua presenza

    Rintocchi solitari di un campanile

    Disperazione che prende in largo sul tempo piatto

    Sgomento, un masso legato al collo

    Telecomando, zapping, display,

    Basta mi alzo!

    Settimo piano, balcone, sigaretta accesa, guardo in basso

    Per un cane randagio un lampione vale un cesso

    Irrorato il palo se ne va zampettando in mezzo alla via

    Io sorrido e guardo l’alba che mi viene incontro.

  • Guardo il foglio bianco sullo schermo del Pc e vedo una radura innevata di fresco.

    Nel silenzio notturno i miei pensieri avanzano faticosamente su quella coltre bianca.

    Improvvisa, una misteriosa energia mi sorprende in un piacevole agguato.

    Le mie mani iniziano a muoversi vorticosamente nel crepitio della tastiera che brucia.

    Le emozioni accovacciate attorno a quel fuoco magico parlano di un luogo fantastico,

    un confine invisibile dove realtà e fantasia ridono come bambini.

  • 19 giugno 2006
    Il Gregge

    Indica il tratturo allo stupido gregge che meschino lo percorre guardando in terra col capo sempre chino e la pancia sempre vuota.

    Belante e stolto rumina assiepato sul pascolo dove il pastore lo conduce mulinando un  bastone pronto a rovinare su quelle groppe prone.

    Tutt'attorno cani bavosi ringhiano la loro selvaggia e servile rabbia in cambio di un osso e intanto io, seduto fuori al seggio elettorale mi godo la scena.

  • Lacero, sporco, senza nome né volto.
    Un'ombra che danza nascosta al mio sguardo.
    Anima spenta dietro un muro di noia.
    Gelo che travolge i più piccoli pensieri.
    Eppure continui a detergere i vetri delle auto indifferenti.
    Un angolo di mondo grande come il ciglio di un marciapiede.
    Sorridi a chi ha paura di guardarti per sapere che esisti.
    Sei lì con il sole e con la pioggia, nel vento e nel gelo.
    Resti ancora un poco prima che la notte ti inghiotta.
    Prima che le luci possano illuminare i tuoi occhi ancora vivi nell'istante in cui il verde mi fa morire.