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in archivio dal 28 giu 2004

Allen Ginsberg

03 giugno 1926, Newark, New Jersey - Stati Uniti
05 aprile 1997, New York - Stati Uniti
Segni particolari: Nelle mie poesie ho lavorato molto sul ritmo per adeguarlo a quello naturale del respiro.
Mi descrivo così: Individualista e antiborghese, come vuole la miglior tradizione beat.

elementi per pagina
  • Entrerò in silenzio nella camera da letto e mi sdraierò tra lo sposo


    e la sposa,
    quei corpi caduti dal cielo e coricati in attesa nudi e irrequieti,

    braccia posate sugli occhi nel buio,
    seppellirò il mio volto nelle loro spalle e nei loro petti, respirando la

    loro pelle,
    e accarezzerò e bacerò collo e bocca e scoprirò e conoscerò i loro

    dorsi,
    gambe sollevate e piegate ad accogliere, sesso nell'oscurità teso

    tormentato e aggressivo
    irrigidito dal buco alla testa eccitata,
    corpi allacciati nudi nei brividi, fianchi caldi e natiche avvinte
    e occhi, occhi scintillanti e seducenti, dilatati in sguardi di abbandono,
    e gemiti del muoversi, voci, mani nei capelli, mani tra le cosce,
    mani sull'umido, su labbra ammorbidite, palpitante contrazione di

    ventri
    finché lo sperma bianco si versa sui lenzuoli agitati,
    e la sposa implora pietà, e lo sposo è coperto di lacrime di passione

    e di compassione,
    e io mi alzo dal letto colmo di ultimi gesti intimi e baci di addio -
    tutto prima che la mente si svegli, dietro ombre e porte chiuse in una

    casa buia
    dove gli abitanti vagano insoddisfatti nella notte,
    nudi spettri che si cercano a vicenda nel silenzio.

     
  • Il metodo dev'essere purissima carne
    e non condimento simbolico,
    visioni reali & prigioni reali
    come si vedono di quando in quando.

    Prigioni e visioni presentate
    con rare descrizioni
    corrispondenze esatte a quelle
    di Alcatraz e Rosa.

    Un pranzo nudo è naturale per noi,
    noi mangiamo sandwiches di realtà.
    Ma le allegorie sono tali lattughe.
    Non nascondere la follia.
     

     
  • 24 marzo 2006
    America

    America ti ho dato tutto e ora non sono nulla.
    America due dollari e ventisette centesimi 17 gennaio 1956.
    Non posso sopportare la mia mente.
    America quando finiremo la guerra umana?
    Va' a farti fottere dalla tua bomba atomica.
    Non sto bene non mi seccare.
    Non scrivero' la poesia finche' non avro' la mente a posto.
    America quando sarai angelica?
    Quando ti toglierai i vestiti?
    Quando ti guarderai attraverso la tomba?
    Quando sarai degna del tuo milione di Trotzkisti?
    America perche' le tue biblioteche sono piene di lacrime?
    America quando manderai le tue uova in India?
    Sono stufo delle tue folli pretese.
    Quando potro' andare al supermarket a comprare cio' che mi occorre con la mia bella faccia?
    America dopotutto siamo tu e io ad essere perfetti non il mondo vicino.
    Il tuo macchinario e' troppo per me.
    Mi hai fatto voler diventare un santo.
    Dev'esserci qualche altro modo di risolvere questo argomento.
    Burroughs è a Tangeri non credo che tornerà è una cosa sinistra.
    Sei tu a essere sinistra o si tratta di qualche scherzo pratico?
    Sto cercando di venire al punto.
    Mi rifiuto di rinunciare alla mia ossessione.
    America smetti di spingermi so quello che sto facendo.
    America i fiori dei prugni stanno cadendo.
    Non leggo da mesi i giornali, ogni giorno qualcuno va sotto processo per assassinio.
    America mi sento sentimentale a pensare ai Wobblies.
    America ero comunista da ragazzo non mi dispiace.
    Fumo marijuana ogni volta che posso.
    Resto in casa intere giornate a guardare le rose nell'armadio.
    Quando vado a Chinatown mi ubriaco e non mi faccio mai scopare.
    Mi sono deciso ci saranno guai.
    Dovevi vedermi quando leggevo Marx.
    Lo psicanalista dice che sono perfettamente a posto.
    Non diro' le preghiere del signore.
    Ho visioni mistiche e vibrazioni cosmiche.
    America non ti ho ancora detto che cosa hai fatto allo zio Max quando è arrivato dalla Russia.

    Sto parlando a te.
    Lascerai che la tua vita emotiva sia guidata dalla rivista Time?
    Sono ossessionato dalla rivista Time.
    La leggo tutte le settimane.
    La sua copertina mi fissa ogni volta che sguscio davanti al pasticciere sull'angolo.
    La leggo nel sotterraneo della Biblioteca Pubblica di Berkeley.
    Non fa che parlarmi di responsabilita'.
    Gli industriali sono seri.
    I produttori di cinema sono seri.
    Tutti sono seri tranne me.
    Mi viene in mente che io sono l'America.
    Sto parlando di nuovo a me stesso.

    L'Asia sta sorgendo contro di me.
    Non ho l'opportunita' di un cinese.
    E' meglio che mi basi sulle mie risorse nazionali.
    Le mie risorse nazionali consistono in due cicche di marijuana milioni di genitali una letteratura privata impubblicabile che va a 1400 miglia all'ora e venticinquemila manicomi.
    Non parlo delle mie prigioni o dei milioni di sottoprivilegiati che vivono nei miei vasi di fiori alla luce di cinquecento soli.
    Ho abolito i postriboli in Francia, Tangeri è la prossima di turno.
    La mia ambizione è essere Presidente nonostante il fatto che sono Cattolico.

    America come posso scrivere una litania santa nel tuo stupido mood?
    Continuero' come Henry Ford le mie strofe sono individui come le sue automobili e in piu' sono tutte di sessi diversi.
    America ti vendero' le strofe a $ 2500 l'una $ 500 per la strofa vecchia
    America libera Tom Mooney
    America salva i Lealisti Spagnoli
    America Sacco e Vanzetti non devono morire
    America io sono i ragazzi Scottsboro.
    America quando avevo sette anni la mamma mi portava alle riunioni di una Cellula Comunista ci vendevano garbanzos una manciata per un biglietto costava un nickel e i discorsi erano gratis tutti erano angelici e sentimentali verso i lavoratori era tutto cosi' sincero che non avete idea
    che cosa bella era il partito nel 1835
    Scott Nearing era un gran vecchio un vero maschio Madre Bloor mi faceva piangere
    una volta ho visto Israel Amter in carne e ossa.
    Dovevano essere tutti spie.
    America tu in realta' non vuoi fare la guerra.
    America sono quei Russi cattivi.
    Quei Russi quei Russi e quei Cinesi.
    E quei Russi.
    La Russia vuol mangiarci vivi.
    La Russia è pazza di potere.Vuol portarci via le automobili dai garages.
    Vuole impadronirsi di Chicago.
    Ha bisogno di un Readers' Digest Rosso.
    Vuole le nostre fabbriche di automobili in Siberia.
    Che la sua grossa burocrazia diriga le nostre stazioni di rifornimento.
    Cosi' non va.
    Ugh. Insegnera' agli Indiani a leggere.
    Ha bisogno dei nostri grossi negri.
    Ah. Ci farà lavorare sedici ore al giorno.
    Aiuto.
    America è una cosa seria.
    America questa è l'impressione che ricevo guardando la televisione.
    America è giusto?
    E' meglio che mi metta subito a lavoro.
    E' vero non voglio andare sotto le armi o girare torni in sezioni specializzate di fabbriche, comunque sono miope e psicopatico.
    America ora mi rimbocco queste maniche da checca.

     
  • 24 marzo 2006
    Guru

    È la luna che scompare
    Sono le stelle che si nascondono non io
    È la città che svanisce, io resto
    con le mie scarpe dimenticate
    e la mia calza invisibile
    È il richiamo di una campana

     
  • 24 marzo 2006
    La mia alba

    Adesso che ho sprecato
    cinque anni a Manhattan
    vita in decadimento
    talento zero
    parlando scombiccherato
    paziente e mentale
    calcolatore e numero
    macchina su una scrivania
    autografato triplice
    riassunto e tasse
    obbediente pronta
    scarsamente pagate
    restato sul mercato
    giovani i miei vent'anni
    svenuto negli uffici
    lacrimato su macchine da scrivere
    ingannate moltitudini
    in vaste cospirazioni
    deodoranti navi da guerra
    seria industria finanza
    ogni sei settimane
    chi bevesse la banca del mio sangue
    innocente maligno ora
    parte del mio sistema
    cinque anni fatica miserabile
    da 22 a 27 lavoro
    non un nickel in banca
    niente del tutto in mano
    l'alba nasce è solamente il sole
    fumi da Oriente O mia stanza da letto
    sono dannato all'Inferno quale
    sveglia ora squilla.

     
  • 24 marzo 2006
    Gossip blue

    Credo che s’era stufato di doversi alzare e
    temere di beccarsi una fucilata
    E probabilmente s’era anche stufato di
    essere un clown di metedrina;
    Voleva anche tornare a esplorare
    Macdougal Street New York town

    Credo che s’era stufato d’una coscienza
    Cosmica troppo astratta
    Credo volesse ritornare
    ai fatti di cacca di bimbo dei suoi bimbi
    Cambiare pannolini ai suoi figli non perdersi
    in un atto di Rock & Roll trascendentale.

    Credo che pensò forse d’avere
    abbastanza oro per il mondo
    D’aver visto rosso bianco & blue a sufficienza ora
    non serve dispiegarlo oltre
    Credo sentì che il profeta dà il buon esempio,
    discese nel mondo.
    Credo che prese voti Zen Cinesi
    e che diventò uno zotico anonimo
    Credo che pensò fosse meglio venir giù dal palco
    prima d’esser scalciato via
    Credo si sentisse solo e malinconico
    e ne volesse uscire.

    Credo abbia fatto ciò che qualunque
    sensibile farebbe
    Altrimenti come Mick Jagger sarebbe salito sul palco
    indossando cortine di malinconia
    e volando per al mondo con grandi grossi
    diamanti e perle fatti di colla.

    Credo sentì d’averne consumate
    abbastanza di provviste elettriche
    Credo sapesse che l’Angelo
    della Morte era vicino –
    Credo sospirò il suo
    prossimo sospiro mortale.

    Credo che credette di poter
    scoprire la sua faccia mortale
    Credo che desiderò ispezionare
    la casa della sua famiglia
    Credo che decise di agire con
    grazia silenziosa più modesta
     

    Credo che decise d’imparare
    dalla lingua antica
    Così studiò l’Ebraico
    mentre prima cianciava dai polmoni
    Credo avesse bisogno di imparare nuove
    canzoni tenere da cantare.
     

    Credo pensò di non essere un guru
    per gli occhi di Tutti
    Deve aver visto Inferni Vajira
    in vecchie visioni che aveva concepito
    Doveva aver visto assassini infernali
    rubare la sua spazzatura.
     

    Credo che decise di morire
    ancora da vivo
    In quel modo, antica morte-in-vita,
    i santi prosperano sempre
    Soprattutto di ricordarsi dei suoi figli
    già s’era preso una buona moglie.

    Credo che decise di Essere
    e pure di cantare il blues
    Credo che decise come Prospero
    di gettare la sua bacchetta magica bianca nell’Oceano blue –
    Di bruciare tutti i suoi libri di magia,
    tornare a Manhattan, pensare qualcosa di nuovo.
     

    Credo che decise come Prospero che
    il Mondo era un sogno
    Un pensiero su tre è la tomba
    o così sembrerebbe il Samsara –
    Prese i voti dell’Ebreo Boddhisatva
    e vide brillare la morte dalla luce d’oro.

    Credo che decise di
    non aver bisogno di essere Più Grande
    Credo che decise che non era il
    Grande Tizio Cosmico
    Credo che decise di finire quella dolce canzone
    e tale è la Talezza che apprezzo in lui.

     
  • Ora che è polvere e ceneri
    ora che è pelle umana
    Eccoti Bob Dylan una poesia
    per gli allori che ti spettano

    La forma più sincera
    d’adulazione dicono sia l’imitazione
    ho spezzato il mio verso lungo
    per scrivere una canzone alla tua maniera

    Quelle “catene d’immagini lampeggianti”
    che t’apparvero di notte
    erano i sogni ad occhi aperti d’un eccellente garzone
    quel barlume la luce degli Angeli

    E anche se le scorie della saggezza son venute
    e t’han lasciato solo sulla terra
    ricordati di quando gli Angeli chiameranno
    la tua anima ad una nuova nascita

    Non era la droga che ti dava la verità
    nè il denaro che hai rubato
    -- fu Dio stesso che entrò
    brillando nella tua anima divina.