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Poesie di Almina Madau

Visita la scheda completa e tutti gli altri testi di Almina Madau

  • 23 febbraio 2011 alle ore 15:25
    Non importa..

    Non importa se la marea

    conduce e ruba

    alla mia riva

    se il vento porta via il respiro

    e lo riporta a me

    più ricco e più compiuto.

    Importa che mi sento

    parte di quel mare

    e di quel cielo

    infiniti

    colmi di piccoli fiori che galleggiano

    e di profumi che stordiscono.

    Importa che le nere onde minacciose

    non li sommergono

    e le piogge li intensificano.

    Importa che sento oltre l’orizzonte

    la voce di un gabbiano

    ostinato e solo

    Importa ...

    che col suo pensiero volo

    e così

    la terra

    il cielo

    il vento ... il mare

    imparano ad amare.

  • 15 febbraio 2010
    Fogu

    Pomeriggi afosi
    asciugati dal torrido sole
    che soffia su terre silenti
    aliti di caldi venti.

     

    La luce accecante sdoppia le visioni
    la pelle raccoglie il calore
    scurendosi in ambrate tinte sensuali.

     

    Le case,
    basse,
    vicine alla terra,
    dormono
    tra le spesse mura di fango e d'antiche messi impastate...
    Dietro i cortili gli animali nascosti
    nei frutteti ombrosi i maturi frutti.

     

    Fantasmi si celano tra figure coperte da neri scialli.

     

    Vicino il mare...
    chiassoso
    ricorda il tempo reale
    di stranieri e racchette
    di artificiali ombre e mode imperfette.

     

    Un filo di fumo si leva dal monte
    violentando l'azzurro del cielo
    crepitando avanza l'inferno
    unisce
    ditrugge
    l'ieri
    l'oggi
    il domani.

     

    Pomeriggi afosi
    asciugati dal torrido sole
    che soffia su terre silenti
    aliti di focosi venti.

  • 09 dicembre 2009
    Sono

    Sono in una zolla di terra scura
    scorro in una lacrima salata
    parte di una goccia di sangue malata
    piuma d'aquila che vola sicura.

    Sono parte di una lastra di ghiaccio,
    in una pietra lassù sulla montagna
    in un granello di sabbia dal mare levigato
    sono parte d'un filo d'erba falciato.

    Sono vapore
    dentro una nuvola
    parte di un fiore
    fibra del cuore.

    Sono parte di un grande impero
    dispersa in un continente perduto
    nell'asfalto di catrame nero
    nel buio di un dirupo.

    ... sono tutto quello che sogno
    sono quello di cui ho bisogno...

    ... sono quello che non avrei voluto
    incarnata in ogni tessuto...

  • 17 novembre 2009
    Respiro

    Respiro

     

    Quando scrivo
    cercando dentro
    una nuvola, un fiore,
    il mio cuore
    un battito d'ali,
    un quadro d'autore...

     

    Quando leggo
    portandomi dentro
    un profumo, una lacrima,
    il disco solare di un tramonto,
    la melodia di un canto...

     

    È il tuo respiro che tengo dentro.

     

    Un respiro ogni volta più stanco,
    come fiamma,
    racchiusa da un calice
    che brucia piano
    l'ossigeno intorno.

  • 03 ottobre 2009
    Vulcano

    Questa terra brulicava di vita.

    Ogni seme portato dal vento
    poggiava il suo futuro sulla morbida zolla
    carezzato dal sole
    dalla fresca rugiada.
    Colori e profumi rendevano omaggi,
    ai pittori gioiosi muovano mani
    e pensieri soavi ai poeti.

    Ogni stagione attesa
    diversamente sorprendeva.

    Inatteso si leva un boato
    dallo stomaco del mondo incantato.

    Come in una fiaba di quelle tremende
    che ti nascondevi e cercavi una mano
    per sentire il proseguo senza temere,
    un vulcano comincia a eruttare.

    Lava incandescente...
    riversa sui prati e ruscelli
    ricopre
    annienta
    trasforma
    trascina bruciando
    uccidendo.
    Un manto di fuoco cammina rovente...
    potente.
    Immenso dolore..
    non si può spiegare.
    Come non si spiega l'Amore.
    Poi il silenzio.
    (dopo c'è sempre il silenzio)
    dapprima fumante coltre bianca,
    ancora silenzio,
    poi la pioggia... a lavare la cenere
    a scoprire le nera roccia.
    A raffreddare anche i ricordi di quel verde mattino.
    Nero riflette il calore del sole
    nero il seme giace secco
    su una conca forata.
    Questa terra brulicava di vita.
    Ora è solo una tristezza infinita.

  • 30 ottobre 2008
    Verità

    Mi restano dentro i veri pensieri,
    lo sanno i tramonti,
    le stelle incantate, i monti.

     

    Parole..
    non spiegano il fondo del mare,
    dove si insinuano luci e riflessi di luna,
    e celano visioni nascoste di variopinti colori.
    Parole..
    non dicono l'immensa gioia di volare.

     

    Mi restano dentro i tumulti reali,
    di un'onda impazzita,
    che scuote la sabbia in girotondi infiniti
    e poi..
    la ripone al dolce aspettare.
    Parole non dicono quanto è bello sognare..
    parole …
    non spiegano un grande Amore.

  • 09 maggio 2008
    I Segreti della Pietra

    Oscilla il corpo,
    vibrante
    il suono.
    E quello che pareva immobile
    Ora si muove.
    E quello che pareva silenzio
    Ora commuove.

     

    Ed è musica.

     

    Dalla dura origine della natura,
    dalla terra,
    lava incandescente,
    dal  passato e dal presente,
    odo la vita
    che racconta la storia.

     

    Ed è musica.

     

    In magma
    raccogli le voci
    di tutte le genti,
    i canti
    i lamenti
    e li porti all’anima,
    di chi ascolta
    di chi chiede
    sensi e dimore,
    bisbigli d’Amore.

     

    Dolce sfiorarti
    pietra sonora,
    cantami ancora...

     

    Il libro della vita
    ha mille pagine ancora da sfogliare
    racchiuse nei segreti
    delle pietre da ascoltare.

  • 29 gennaio 2008
    E' giorno

    Giorno d’inverno.
    Il sole tiepido nascosto dalle nubi
    sa di nostalgia e di pianto.
    L’aria sparge malinconici
    e umidi umori,
    e l’anima mia dolente,
    ingoia blocchi di delusione
    e grigi bocconi
    di perdute illusioni,
    ricacciando nello stomaco
    speranze
    e visioni di azzurri bagliori.
    Non c’è posto per la rabbia.
    Non è il temporale.
    Nessun tuono scuote il sentire.
    Piove piano,
    a lavare con costanza
    e pazienza
    la polvere
    dai tetti che fumano
    aliti
    di interni calori.
    Mi cullo.
    Aspettando la notte,
    aspetto il sorgere
    di un nuovo sole.

  • 10 dicembre 2007
    A mio figlio

    La troverai lì,
    sotto quel verde cespuglio,
    tra le minuscole foglie
    di quel nano e perfetto fiore,
    la sentirai scoppiare
    e inebriarti tutto,
    per un solo sguardo d'amore.
    Ti bagnerà gli occhi,
    una mattina d'inverno
    farà capolino da un monte innevato.
    La tieni nascosta tra le pieghe delle mani,
    non trattenerla
    falla volare.
    Ascoltala,
    dentro una conchiglia di mare,
    nel suono del vento
    quando ti porterà gli odori
    di affetti
    e passati dolori.
    La felicità è un istante,
    trattieni il suo colore
    nei fotogrammi del cuore.

  • Una bacchetta magica vorrei.
    Darei una vittoria ad ogni perdente
    una mamma ad ogni figlio
    un fiore ad ogni vaso,
    un'ombra al fantasma
    perché non sia convinto
    di non essere nessuno,
    un sogno nel cassetto a tutti gli annoiati,
    una bacchetta magica vorrei.
    Che mi permetta di cantare
    anche se sono stonata,
    che faccia rotolare una palla
    in una rete d'amore,
    che dia capelli a bambini calvi
    e sedie a chi sta in piedi.
    Ma nulla di magico ho,
    solo un sorriso posso donare
    affinché possa scaldare
    il cuore di chi si sente solo
    e alleggerire il peso
    di giorni senza il sole.

  • 05 novembre 2007
    In bilico

    Appesa qui
    tra la terra e il cielo.
    Qui
    sospesa ad aspettare,
    non si vede bene il mare,
    così fresco e profondo,
    non mi immergo nel suo abbraccio e lo circondo.
    Sola,
    in quest'aria innaturale che respiro per salvare,
    un destino sconosciuto.
    Mi manca una carezza,
    qui,
    sospesa in bilico a guardare,
    rapidi voli di esseri speciali,
    cambi di stagioni intesi come temporali.
    Mi cullo in braccio ai sogni,
    mi sfiora dolcemente ogni nuvola vicina,
    un poco spaventata e un poco eroina.
    E piano,
    i profumi di mirto e di sale,
    faranno comparsa dal sordo ricordo,
    e piano i gabbiani annunceranno il ritorno.
    Una carezza
    mi sveglierà dal sonno,
    per sognare vivendo con i piedi sul mondo.

  • 08 ottobre 2007
    Cercando nell'Anima

    E allora mi chiedo chi sono.
    E nudo senza specchi,
    cerco nell'anima,
    fragile anima,
    una radice.
    E trovo dei rami
    innesti del tempo,
    di semi caduti
    portati dal vento,
    e altri lasciati da mille viandanti,
    che riparo, sventura o gioia
    nel tronco han trovato.
    E mi chiedo che sono.
    E trovo frutti
    acerbi e maturi
    alcuni succosi,
    altri secchi e insapori.
    E sento profumi
    di aghi di bosco,
    di sale e di sole,
    e terra
    e aroma di vino,
    di pioggia il sentore.
    E nudo mi chiedo chi sono.
    E cerco le forme ancestali
    di cellule senza colori,
    forgiate da vita ed umori,
    caleidoscopi di brandelli di cuore.
    E ancora non capisco chi sono.
    Si muove il respiro, che tacito ascolta.
    Rimette i vestiti l'anima mia,
    riprende la via.

  • 21 settembre 2007
    Un attimo

    E abbatterai pareti,
    che dividono il tuo Io,
    in tante stanze piene,
    di rifiuti e Dio.
    E guarderai la strada,
    che prendi per viaggiare,
    scrutando l'orizzonte ed ingoiando il mare.
    E senza lenti o scudi,
    sorpreso ed infantile,
    vedrai pianti e sorrisi,
    cercando paradisi.
    A braccia spalancate,
    raccoglierai Amore,
    fondendo la tua anima
    a goccie di sudore.
    E allora sentirai,
    il canto della Vita,
    che ammalia e ti tradisce,
    esalta e ti ferisce.
    Un attimo soltanto,
    uno scoccare d'ore,
    il cielo si è fermato,
    il vento
    ha già cessato.

  • 12 settembre 2007
    Quando scende la notte

    Quando scende la notte la mia terra si profuma.

     

    E mille fate antiche e sorridenti,
    spargono petali di rosa sui sogni della gente.

     

    L'autunno veste,
    la fertile tiepida campagna
    di caldi colori,
    e la notte
    d'argento lunare s'ammanta
    cullando speranze ed amori.

     

    Quando scende la notte la mia terra si racconta.

     

    E senti le voci e le grida lontane,
    di terribili miti che impari ad amare.

     

    L'autunno riprende,
    la solita via,
    cantando canzoni di malinconia,
    di feste
    di piazze
    di antichi misteri,
    di storia, barbarie, orgoglio e dolore.

     

    Quando scende la notte la mia terra è un po' più mia.

  • 07 settembre 2007
    Altro non chiedo

    Bianca e morbida,
    pelle lunare,
    sotto la mia mano
    sento ancora il tuo calore.

     

    Chiudo gli occhi e ti vedo,
    in ogni più piccolo particolare.

     

    Prego Dio.

     

    Altro non chiedo
    che questa chiara visione di te.
    Tanto lo so che sei lì in Paradiso
    e che mi guardi
    con il tuo solito preoccupato sorriso.

     

    Mani delicate e tenaci,
    labbra rosa,
    profumi in me di crema e di rosa.

     

    Prego Dio.

     

    Altro non chiedo
    che la vivacità del mio ricordo.
    Tanto lo so che Ti rivedrò quel giorno.

     

    Fino ad allora Ti chiamerò ancora.
    Mamma.

  • 08 agosto 2007
    Abbracciami Estate

    Abbracciami estate.
    Con lunghe serate
    umide,
    dolci,
    di stelle incantate.
    Ho sete di vita.
    Ricordo al mio cuore i bianchi fiori,
    appesi
    affacciati
    al pergolato dei nonni,
    che filtrava sole,
    tra foglie già secche,
    che filtrava luna,
    tra canti di grilli.
    Profuma la sera di menta,
    oleandro,
    e mele caramellate.
    Abbracciami estate.
    E sento le grida,
    gioiose,
    di bimbi giocosi e felici,
    che strade crescevano forti,
    in campane disegnate
    lanciavano sassi.

    Abbracciami estate,
    ho sete di vita.

  • 11 luglio 2007
    Materia speculare

    Ego
    Me
    Materia speculare.
    Difendo la vita dalle spine
    cercando me stessa tra i volti delle genti
    scavando nel sorriso di un bambino
    mettendo radici e semi nella terra che cammino.
    Senza contenuti muovo il mio istinto
    specchiando la mia anima
    nel mare cristallino,
    proseguo per strade calpestate
    osservando statica miserie non celate.
    Pietra antica di mille esperienze,
    vorrei sentire spigoli e dolcezze,
    di un continuo rotolare
    su rive e valli
    secche
    umide e incantate.
    Dinamica visione
    completa confusione,
    riunisco i desideri
    in un calice brillante
    ora amaro
    ora inebriante.
    Ego
    Me
    materia speculare.

  • 28 giugno 2007
    Strappo.

    Strappo.


    Mi strappo di dosso la pelle
    lacero ogni brandello di carne
    inutile
    incredibile
    vana
    dissanguo le vene
    da questo insipido liquido.
    Nulla permette.

    Mi strappo peluria e accessori
    brandelli di convinzioni
    comiche
    ridicole
    anticamente sterili
    cancello le immagini
    da questa stupida retina.
    Nulla promette.

    Rinnego.
    Cancello.
    Mi svuoto.

    Mi strappo la vita.

  • 20 giugno 2007
    Come Ginepro

    Come ginepro

     

    Avvinghiato,
    scomposto da venti e passioni,
    scaldato da questo
    caldo sole,

     

    lento il tuo crescere
    e saggio il tuo vedere.

     

    Grigio argento
    la tua fibrosa scorza,
    vecchia custodia di
    energia nascosta.

     

    Pioniere
    domina il monte,
    consolida il terreno,
    padre di generazioni
    indenne alle stagioni.

     

    Come ginepro

     

    offri protezione,
    ai giovani semi
    trasmetti orgoglio,
    storia ed emozione.

  • 06 giugno 2007
    Primavera poco vera

    Quella rondine indecisa,
    non lascia,
    confusa da tepore e prolungati profumi,
    il suo nido.
    Anche l'orso non riesce a dormire.
    Per scombinare
    il solito ripetersi di banali capitoli
    scritti nel libro della terra.
    Peccato.
    Siamo riusciti a scomporre
    qualsiasi ordine perfetto e naturale.
    E anche la dolce e frizzante Primavera...
    diventa un falso
    se pur d'autore.

  • La porta è ancora aperta,
    un piccolo spazio ancora,
    lascia intravedere i miei sogni.

     

    Il mio braccio si tende,
    la mia mano pesante,
    abbozza la chiusura.
    Ma ritorna,
    dondolando al mio fianco.

     

    Immagini chiare,
    riesco ancora a vedere,
    da quella che ormai è fessura.
    Profumo di vita, acre, persiste.
    Risate e singhiozzi,
    che danzano un tango vivace.

     

    E resto a guardare,
    e provo a pensare..
    come un bimbo che guarda il mare.

     

    Sarà un pò morire,
    il braccio deciso,
    accompagnerà la mano,
    leggera,
    convinta,
    a chiudere e sigillare,
    questo ingresso al mio cuore.

     

    Altre porte si apriranno,
    nel tempo,
    sul mondo.

     

    Sono ancora qui,
    in piedi,
    davanti alla porta socchiusa,
    dondola il braccio al mio fianco.

     

    E continuo a pensare...
    come un bimbo che guarda il mare.

  • 06 giugno 2007
    Sonno

    Avvolgimi…
    dolcemente con le tue braccia,
    cullami,
    riposami,
    danzami,
    in questa notte buia
    portami a viaggiare lontano,
    in un mondo dove non sono io a decidere,
    ma tutto si compie da sé.
    Vedo Me stessa
    come in una favola di fate e maghi..
    folletti e gnomi
    alberi parlanti e animali mutanti…
    dove le lacrime diventano gemme
    dove il dolore e la gioia
    hanno lo stesso sapore ovattato
    di zucchero filato…
    Ma…
    Riportami,
    domani al sorgere del sole,
    sulla riva del mio mare,
    schiudimi gli occhi,
    restituiscimi coscienza,
    pronta,
    io e me stessa… a vivere il domani.

  • 06 giugno 2007
    Onda

    Seduta qui,
    su questa bianca sabbia
    che sgrano tra le dita,
    libero il pensiero.

     

    Lo sguardo si prolunga,
    la linea che divide
    il cielo e il mare
    chiara non appare.

     

    Immenso è il mio respiro,
    che tira dentro l’anima
    il profumo
    di terre lontane,
    di genti,
    filtrato da distanze,
    su creste spumose,
    volato su gabbiani.

     

    E scorre,

     

    la sabbia tra le dita,
    dentro e fuori,
    sento vita.

  • 06 giugno 2007
    Fatalità

    Non sei mia fatalità,

     

    ti credessi,
    non potrei appieno gioire,
    di tutte le conquiste nel corso della vita,
    per tutti i dolori vinti,
    non sentirei orgoglio ne liberazione.
    Come un viaggio organizzato
    un film muto, un trino arcobaleno,
    un burattino.
    Tirato e diretto da invisibili fili,
    con lo sguardo incantato e
    uno stupido sorriso beato.
    Mia è la forza,
    mia la debolezza
    mia la stoltezza
    e mio sarà il destino.
    La Fortuna
    se passa
    le tenderò la mano.
    Fatalità non sei compatibile con il mio cuore.
    Resta dietro quella porta....
    Potrei aver bisogno di te.

  • 29 maggio 2007
    Il Canto di Amore

    Come un bimbo che guarda il mare.

     

    La porta è ancora aperta,
    un piccolo spazio ancora,
    lascia intravedere i miei sogni.

     

    Il mio braccio si tende,
    la mia mano pesante,
    abbozza la chiusura.
    Ma ritorna,
    dondolando al mio fianco.

     

    Immagini chiare,
    riesco ancora a vedere,
    da quella che ormai è fessura.
    Profumo di vita, acre, persiste.
    Risate e singhiozzi,
    che danzano un tango vivace.

     

    E resto a guardare,
    e provo a pensare..
    come un bimbo che guarda il mare.

     

    Sarà un pò morire,
    il braccio deciso,
    accompagnerà la mano,
    leggera,
    convinta,
    a chiudere e sigillare,
    questo ingresso al mio cuore.

     

    Altre porte si apriranno,
    nel tempo,
    sul mondo.

     

    Sono ancora qui,
    in piedi,
    davanti alla porta socchiusa,
    dondola il braccio al mio fianco.

     

    E continuo a pensare...
    come un bimbo che guarda il mare.