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Autore

Amedeo Sperti

in archivio dal 20 ott 2006

11 maggio 1988, Taranto

mi descrivo così:
Ciao, adoro la poesia e l'arte in genere e mi piace scrivere per i miei amici.

19 dicembre 2006

La morte di Spertico

Intro: Un racconto epico e fantastico che ha tutto il sapore delle antiche ballate medievali.

Il racconto

''La battaglia si era conclusa da circa un'ora,  Mimesio era rimasto nel palazzo,  da quando era rimasto zoppo non sopportava l'idea di dover guardare gli altri essendo consapevole di non poter compiere alcuno sforzo,  e così aspettava con ansia la sua guarigione,  ma era smanioso di sapere i risultati, si spostò verso l'entrata e chiedeva ai soldati riguardo l'esito della battaglia,  i soldati risposero gridando di gioia, alcuni di loro ancora sporchi di sangue si erano gia ubriacati per festeggiare  -  dov'è il capitano? - chiese e nessuno dei soldati seppe rispondere  -  nelle sue stanze forse...  -  fu la risposta migliore che ottenne, e subito si indirizzò verso le scale per salire, riconobbe subito le sagome dei luogotenenti, volle andarli incontro, anche se trovava strano che dopo una vittoria si erano riuniti presso la sala del medico, comunque fece forza sul suo bastone e alzò il passo, trovò Morghius seduto a terra che beveva da un'anfora, tutto contento Mimesio fece - bravi ragazzi ora siamo i padroni incontrastati dell'oriente, Morghius staccò la bocca dall'anfora ansimava e aveva gli occhi lucidi, alzò il viso e lo guardò in faccia, Mimesio capì che il vino stava solo giustificando i sintomi della tristezza, Mimesio si voltò a guardare gli altri, nessuno aveva la faccia di chi aveva appena vinto una battaglia ne tantomeno quella di chi aveva appena conquistato un impero...erano increduli, alcuni fissavano il vuoto come se non volessero pensare a qualcosa  -  dov'è Spertico?  -  Claudia Zellia senza proferir parola indicò con lo sguardo la sala del dottore, si sentì il solito rumore che faceva per sputare, anche se quella specie di barrito era tra le cose più sgradevoli del mondo, in quell'attimo per Mimesio era come una voce materna  - noi ci stavamo ritirando e lui ha voluto attaccare lo stesso  -  disse Claudia sottovoce  -  e così è avanzato da solo.
 -  E poi che è successo? - fece lui tenendole le braccia
 - non lo so, lui si è messo a combattere anche se accerchiato, sentivamo le sue urla, ci chiamava a combattere la sua voce ci ha messo coraggio, ma io non l'ho visto, siamo andati incontro al nemico abbiamo vinto la nostra battaglia e alla fina ho sentito dire che il capitano era caduto, lo hanno messo su uno scudo e portato qui... -
 - folle, punito per la sua temerarietà - detto questo si diresse verso la sala ed entrò,
 - Mimesio, abbiamo vinto - fece con aria stanca ma appagata - che battaglia!dovevi esserci compagno, è stata dura ma alla fine abbiamo vinto - prese un attimo di tempo per rifiatare - e ora siamo i padroni del più grande di tutti gli imperi, sovrani di tutti i popoli - detto questo abbassò la testa sul suo cuscino.
 - Ovviamente non senza sacrifici - disse Mimesio avendo notato la ferita sul fianco del compagno.
 - Ti riferisci a quella?una stupidaggine domani starò gia meglio  - fu interrotto dal medico che mise mani alla ferita per cercare di medicarla, Spertico sopportava il dolore non senza smorfie e ogni tanto chiedeva a Mimesio di passargli l'anfora di acqua oppure chiedeva alla sua serva Rossane di cantare qualcosa in modo che la musica alleggerisse la situazione.
Quando il medico finì Spertico emise un grande e profondo respiro e poi bevve un grande sorso d'acqua, Mimesio notò l'espressione del medico, aveva fatto tutto, tutto il possibile almeno - la mia arte ha svolto il suo compito, ora tocca agli Dei -
 - Ah gli Dei - rise Spertico
 - Se magari avessi portato un po' di rispetto per la religione -
 - sciocchezze Mimesio, gli Dei ci rendono schiavi, la nostra vita ha senso solo se tentiamo di liberarcene e costruire un nostro destino... - le forze piano piano lo stavano abbandonando, cominciò a diventare pallido - ti ricordi Mimesio quando da giovani vedevamo dal promontorio del Cosmot la costa delle terre d'oriente e sognavamo che un giorno ci saremmo venuti?
 - Che è stato di quel sogno Spertico?
 - Ci siamo riusciti Mimesio - i suoi occhi si illuminano - ...ora siamo l'esercito più forte del mondo, chi ci avrebbe mai creduto? -
 - Ma per te niente è impossibile vero Capitano?sei sempre stato testardo, la vittoria è l'unico scopo della nostra vita -
 - Ad ogni costo e sacrificio Mimesio, affinché tutto quello che facciamo rimanga per sempre impresso nella memoria delle genti..
 - Ma non tutte le battaglie si possono vincere -
 - Vincerò anche questa non ti preoccupare. Sai quante volte hanno provato ad abbattermi?mi sono sempre rialzato alla fine...per tutti gli dei! sono sempre il vostro capitano,  pensi che vi lasci così?
 - Già il nostro Capitano -
 - Mimesio, avrei tanto voluto salutare per l'ultima volta l'Imperatrice -
 - E lo farai, appena guarisci torniamo nel Cosmot, tanto hai detto che ce la fai, no? -
 - Ho detto che vincerò questa battaglia, ma no che vivrò ancora -
 - E che vittoria è allora questa? -
 - Tutto quello che ho fatto mi sopravvivrà, tutto quello che insieme abbiamo fatto in questi anni non verrà mai dimenticato, ora facciamo parte della storia, si scriveranno poemi e romanzi su di noi, saremo una leggenda saremo...
 - La fantasia di un bambino che dorme - rispose prontamente Mimesio
 - Già era nato così il sogno, che è successo poi?
 - Ci siamo lasciati andare e abbiamo lasciato che il sogno si impossessasse di noi -
è comico no? io che più di altri ho voluto realizzare il sogno, ora che lo ho realizzato non potrò viverlo -
 - Pensi come saremmo se avessimo scelto una vita normale? -
 - vermi che strisciano sul letame, la nostra natura ci ha spinto più in là di ogni altra cosa, non avere rimpianti Mimesio - adesso è proprio stanco - Rossane, vieni qui -
 - padrone che c'è?
 - canta un'ultima volta per me -
 - certo - lei non riusciva a nascondere le lacrime, il suono era infatti accompagnato dai suoi singhiozzi
 - sapete spero di poter mangiare cozze a volontà dove andrò ora - così riuscì a strapare un sorriso a Mimesio - e poi ci sarà un grande mare blu pulito con spiagge immense dalla sabbia bianca e soffice e di poter ascoltare il canto delle Muse e poter trovare infine una pace al tormento -
- ci sarà tutto Capitano - dice Mimesio cercando di essere freddo e tradendo al tempo stesso il suo senso di malinconia
- Ma senza di voi che cosa sono io Mimesio?
- cosa siamo stati noi senza di te? -
- ti prego Mimesio - gli afferrò il bracci e lo fissò -  l'esercito ancora una volta schierato - non disse più nulla e si lasciò andare sul suo giaciglio, per la prima volta Mimesio potè osservare l’amico fermo
 e immobile, eppure rimase ad aspettare che da un momento all'altro si svegliasse gridando che era tutto uno scherzo, Rossane scoppiò in lacrime e si buttò al suo capezzale...

 

''La cosa più difficile di tutte per me fu dare la notizia agli altri che come me aspettarono che da un momento all'altro il capitano si svegliasse gridando che era uno scherzo, ma era davvero finito tutto, il sogno andava nell'oltretomba con lui, l'amarezza di quei giorni non se ne è ancora andata, nessuno diceva niente, aspettavamo ancora che lui ci desse ordini di andare a combattere, il giorno dopo la sua morte organizzammo il suo funerale, come suo desiderio davanti alla sua pira schierammo l'intero esercito padrone del mondo, io stesso volli portare il suo corpo sulle cataste di legno che avremmo poi bruciato e dopo che demmo fuoco al legno si fece avanti Rossane la sua serva, si recise le vene con una lama e si accasciò sul corpo del suo amato padrone, nessuno provò a fermarla, d'altra parte chi tra noi non avrebbe voluto seguire il nostro anche nella morte, quel terribile silenzio fu rotto dal verso di un aquila, segno di omaggio degli dei, che tanto lo avevano ostacolato in vita e che ora riconoscevano il suo merito, addio Spertico, addio amico, dicendo queste parole dissi addio alla fantasia di un bambino che dorme''

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