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Autore

Andrea De Carlo

in archivio dal 25 giu 2004

11 dicembre 1952, Milano

segni particolari:
In passato mi sono dato anche alla musica, una mia grande passione.

mi descrivo così:
Sono nato per viaggiare: non mi fermo mai più di due settimane nello stesso posto.

20 maggio 2013 alle ore 8:41

Arcodamore

di Andrea De Carlo

editore: Bompiani

pagine: 272

prezzo: 8,08 €

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E’ il secondo libro che leggo di De Carlo dopo forse il suo più famoso Due di due. La storia vede l’incrocio di due protagonisti all’estremo della diversità, uno è Leo Cernitori che dopo un matrimonio fallito evita ogni coinvolgimento emotivo. Lui è un fotografo e cerca attraverso il fermo immagine di bearsi della staticità dei momenti, lei è Emanuela, una musicista, suona l’arpa e con il suo suono riuscirà a far uscire Leo dalla neutralità affettiva. Mi è piaciuto molto il concetto dell’arco, ovvero ogni storia raggiunge il punto massimo dell’arcodamore, ma questo non può inevitabilmente durare per sempre. Leo e Emanuela vivono la loro vita in bilico tra estrema passionalità (apice dell’arco) incomprensioni (arco che si curva) e odio (arco che sta quasi per spezzarsi).

"«Secondo te c'è un tempo fisso? C'è un termine entro cui qualunque storia si esaurisce ed è tutto finito?»
«non so se è fisso,» ha detto lei. «ma c'è un tempo, credo. per me è sempre stato così, almeno.»
«ma è una specie di legge fisica?» le ho chiesto, e il paesaggio di monti freddi e spogli fuori sembrava ancora più freddo e spoglio alla luce della luna. «una specie di legge naturale che non si può eludere in nessun modo? non importa quanto forte è lo slancio all'inizio?»
«non credo che ci siano leggi nei sentimenti,» ha detto manuela. riuscivo a sentire la fatica che le costava tradurre i suoi pensieri in parole: e la perdita di colore che c'era in ogni traduzione. ha detto «ma è una specie di arco, no? può essere tondo o lungo o basso o stretto e alto come una porta, e magari prima ancora che tu incontri qualcuno hai già dentro di te l'inizio di una curva e lo senti e non capisci cosa sia. poi ci sei sopra e fino a un certo punto ti sembra di salire e salire soltanto, e ti fermi e sei in alto e ti sembra che possa durare così per sempre e non ti rendi conto che stai già cominciando a scendere verso terra di nuovo». «ma perché succede?» [...] «non lo so,» ha detto lei. «forse è solo che tutto finisce. E di quello che non finisce ci si stufa.» [...] «anch'io ho sempre pensato di trovare un arco d'amore che non finisce mai.» "

recensione di Gino Centofante

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