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in archivio dal 11 lug 2006

Andrea Lisi

02 dicembre 1986, Gaeta (LT)
Segni particolari: Tanta fame
Mi descrivo così: A pranzo
Mi trovi anche su:

elementi per pagina
  • 16 settembre 2009
    Fuoco

    Vomito e ancora vomito
    Il fuoco è nel cervello
    Fuori è quasi autunno
    Dentro è già inverno.

     
  • Ci parlate di progresso,
    Ci parlate di benessere,
    Un intero sistema costruito sull'inganno.
    Nutrite l'ignoranza, nutrite l'avarizia
    Ci condannate alla precarietà,
    Ci fate servi del vostro lusso.

    Sentiamo le vostre risate
    mentre giocate con le nostre vite
    Sentiamo le vostre risate
    mentre giocate con le nostre vite

    Ci parlate di sicurezza,
    Ci parlate di crisi,
    Vendete un sistema fatto d'illsuioni,
    Ci volete servitù nella vostra babilonia.
    Chiamte a raccolta, volete che paghiamo
    per un presente ammorbato, per un futuro negato

    Sentiamo le vostre risate
    mentre giocate con le nostre vite
    Sentiamo le vostre risate
    mentre giocate con le nostre vite.

    Tratto dal repertorio del collettivo artistico Gemente

     
  • Ehi,
    le ferite si rimarginano...


    e mentre
    ogni cosa segue
    la Legge,
    nonostante tutto,
    lo spazio del mio futuro
    non si restringe.


    Non ho orizzonti,
    ho solo il presente.


    La mia storia
    è solo mia...


    e mattone dopo mattone
    il cielo
    è sempre più vicino.

     
  • 11 luglio 2008
    Ogni attimo è nostro

    Sei la mia primavera
    il calice
    con cui brindo alla morte


    Siamo la vita
    ogni nostro attimo
    vale mille sogni

     
  • 11 luglio 2008
    Ai sensi

    I
    Sudore, salvezza,
    sollievo son queste
    torride ore.
    Le sue labbra
    non conoscono tregua
    né amore


    II
    Il suo odore m'avvolge
    pervade e stordisce..
    è mia la schiavitù
    o è mio il dominio?


    III
    Come ambra la sua pelle
    come abisso i suoi occhi.
    Quali
    le sue labbra che preferisco?
    Quali
    notti più lunghe di queste?


    IV
    La mia brama è salda e sicura
    ... voglio sentirla urlare
    tempo e spazio fusi nella sua figura
    ai sensi ora solo il piacere.

     
  • 11 giugno 2008
    Ossesso

    "Qual è il tuo pensiero?"
    mi chiese
    "qual è il tuo pensiero
    della morte?"


    "Un pensiero ossessivo
    e dolce allo stesso tempo.
    La coscienza, la verità,
    il bene per la mia anima"


    "e così è questo il tuo desiderio,
    la tua forza per vivere,
    un agone continuo?"


    "Sì, è questo il mio desiderio
    la mia ansia di vivere,
    un sentimento perpetuo"

     
  • 07 marzo 2007
    La Via per l'Atarassia

    Rinnego questo gemito,

    odio.

    Il freddo o la debolezza,

    il lamento o l'indifferenza,

    truce incanto

    decadente.

     

    Accolgo questo brivido,

    disgusto.

    Non distinguo

    se è gioia o agonia,

    inciampando

    ancora e ancora..


    sulla fottuta via

    per l'atarassia.


     


    Testo tratto dalla nuova raccolta

    "Uno stronzo che tende al cielo"

     
  • 07 marzo 2007
    Sfida

    Il bacio di un diavolo

    fisso nei tuoi sogni.

     

    Il Male,

    la tua maschera,

    un soffio

    come queste nostre vite,

    spesso solo

    fiamme

    tristi

    spente

    "anime".

     

    Il futuro riposa già

    nella volontà.

    La volontà

    riposa già

    nella disperazione.

     

    Il sorriso di un diavolo

    fisso nei tuoi sogni.


    La Verità,

    la mia maschera,

    assenso

    a questre nostre vite,

    spesso troppo


    sole

    chiuse

    deboli

    "anime".

     

    L'ultima parola

    al Caso.

    L'ultima (mia) sfida

    al Fato.


     


    Testo tratto dalla nuova raccolta

     "Uno stronzo che tende al cielo"

     
  • 07 febbraio 2007
    Credi nel vento

    Seguo le campane,
    scandiscon nuove ore,
    pronuncio parole
    di meraviglia e stupore:


    "Cos'è successo?

    Che cos'ho fatto?
    il Vero è perso
    il cuore è morto;


    cerco risposta
    nella tua carezza;
    di ogni cosa

    conosci l'essenza"


    Così speranza,
    giudice e coscienza
    ribatte il Vento
    all'indolenza:


    "Tradito è l'impeto
    ucciso il sole:
    quale luce ora
    quale futuro poi?


    C'è il respiro,
    c'è il pensiero
    ma niente dura,
    neanche noi.


    E' in te la luce
    in te ogni forza;
    nonostante tutto
    resti qui intanto:


    Sii più feroce
    (negli occhi la fiamma),
    vivi il momento
    ... e credi nel Vento."

     

     

     

    Testo tratto dalla nuova raccolta

    "Uno stronzo che tende al cielo"

     
  • 28 dicembre 2006
    Hither and yon

    Ombra contro ombra

    alla ricerca di un nuovo volto

    alla mercè dello stesso corpo


    Membra contro membra

    schiavi del nostro passato

    prostrati da questo tempo


    Le nostre vite si allontanano

    i nostri ricordi restano


    I nostri ricordi bruciano

    le nostre vite rinascono

     

     

     

    Testo tratto dalla nuova raccolta

    "Uno stronzo che tende al cielo"

     
  • 04 agosto 2006
    Unico

    Sono il tuo sogno:

     



    aurea dannata

     


    di un giorno sensato.

     



    Testo tratto dalla raccolta "Le urla"

     
  • 01 agosto 2006
    Un urlo

    Un urlo


    e una distesa


    di insulti premonitori.


     


    La salvezza è in


    un urlo,


    e la certezza


    di un sorriso nuovo


    che seguirà.


     


    Un bacio e niente più.


    Un urlo


    e molto ancora


    da soffrire,


    da ottenere


    da volere.


     


    Perfettibilità


    come ragion di vita,


    almeno per ora


    e per un bel pò ancora.


     


    Un urlo


    per esternare,


    per godere,


    per piacere.


     


    Un urlo


    sarà


    e la salvezza.


     


    Testo tratto dalla raccolta "Le urla"

     
  • 01 agosto 2006
    Fuori dal contesto

    E le parole pellegrine segnano i giorni preziosi

     

    preziosi oltre l'apparenza viva, perchè vita e memoria

     

    memoria dorata per un futuro che ora vive nell'idealizzazione

     

    che noi tutti auspichiamo fuori dal contesto della normalità

     

    aspirazione normale nei nostri sogni di lacrime felici

     

    figli di un'ormai anziana prostituta detta Utopia.

     

     

     

    Testo tratto dalla raccolta "Le urla"

     
  • 01 agosto 2006
    Solo con i demoni

    E' tutta per sè


    non c'è tema guida.


    Non chiede un giudizio.


    E' la lontananza che mi riporta alla semplicità.


    E' la pazzia alla luce del giorno


    è la perdizione.


    E' la speranza della giovinezza.


    Decadente e inquieta.


    E' la memoria della trascendenza innata.


    E' per me



    Testo tratto dalla raccolta "le urla"

     
  • 01 agosto 2006
    Lascio a te cosa non so

    Lascio questo posto


    di meraviglie, che


    "siamo forse noi incapaci


    di percepirne le anguste bellezze?(!!!)"


     


    Lascio a te


    queste parole


    questa bocca


    e le sue cazzate.


     


    Ti dico buonanotte e...


    lascio questa esistenza,


    stanco di contorni ingombranti


    e vuoti annientatori.


     


    Forse, è presto.


    Forse, finchè questo


    durerà


    per me posto


    non ci sarà.


     


    sto


     


    migliorando


     


    sto


     


    appuntando-mi


     


    le pazze ricerche


    di un posto difficile


    da trovare


    finchè mi consumo


    qui, da queste parti.


     


    Folle è belle


    Follo è bello


    Fallo (che) è meglio.


     


    E' il solito risultato


    di sempre, antica


    forma di autocensura.


     


    Sono


     


    crudele con me stesso.


    Basta


    ora basta


    così.


    Non sono poi così


    così male..


     


    maledettamente perfetto!!!


     


    Testo tratto dalla raccolta "Le urla"

     
  • 17 luglio 2006
    L'Oppio dei popoli

    Sulfura polvere,

    prossima esplosione

    disegna la premonizione

    di una benvenutra

    Distruzione.

     

    Sboccia urgente,

    nasce prepotente

    l'umano Rumore.

    Verso, vomito

    di un'anima persa

    nella contemplazione

    dell'errore.

    Frutto di

    pura perversione

    e Odio

    per il Mondo, per l'Umano.

     

    Misantropia,

    integrale dimostrazione

    di tale premonizione,

    divora gli spiriti

    più alti.

    Morìa dominante

    in una nuova epoca

    di Annichilimento totale.

     

    Insano

    è tutto il nostro possesso.

    Insano

    è il bisogno, la fame.

     

    Il mondo impone oggi

    un nuovo comandamento:

    "Odia, più che puoi

    odia chiunque vuoi".

    Il prossimo..

    sarà solo il prossimo

    nemico.

     

    E noi,

    noi figli

    della libertà,

    odieremo il susseguirsi

    degli eventi

    con l'amore e l'orgoglio

    d'esseri superiori.

     

    Brucia,

    brucia per noi,

    figli dell'immortale Idea,

    furiosa fiamma d'amore.

     

    Questo non è

    il nostro posto.

    Questo è

    il vero errore

    che per tutta l'esistenza

    abbiamo, con forza

    e bramosia

    cacciato.

     

    Il vento e il mare

    la terra e il fuoco

    coglieranno le nostre ceneri

    nell'epica conclusione

    di questo viaggio.

     

    Indefinita nostalgia.

    Lei è qualcosa

    in me,

    parte della mia memoria

    tanto della mia follia,

    e di quel poco

    d'umano in me rimasto.

     

    Testo tratto dalla raccolta "Versi dell'Io volante"

     
  • 17 luglio 2006
    La matita rotta

    Puoi ammirare questo spirito crescere e morire:

     

    cristallo

    indistruttibile

    del mio ego

    incorruttibile.

     

    Conosci le possibilità

    che potrebbero nascere

    dopo aver visto morire

    questa potenzialità?

     

    (Sale continua ansiosa s'insinua la tensione.)

     

    E...potrebbe il disagio

    innato, ma pronto

    al suicidio, presto

    divenir un pregio?

     

    ... Spezza una matita già rotta a mio favore.

     

    Testo tratto dalla raccolta "Le urla"

     
  • 17 luglio 2006
    La matita spezzata

    Sei pronto?


     


    Eccomi qui,


    un luogo nella mia mente


    dove amo nascondermi


    strumento a priori


    di fuga, pace,


    solitario dolce appiglio.


     


    Ancora una volta


    non so come.


     


    Ancora una volta,


    non so come,


    sintetizzo il caleidoscopio


    di passioni e amori


    in qualche foto.


     


    Sembrano i miei occhi,


    ma son solo specchi


    per le donne che


    la mia vita invasero


    dominando ogni pensiero.


     


    Stando da solo


    mi spingo


    più in profondo,


    tra quella che


    appare nella nebbia


    una persa realtà.


     


    Se c'è un dove


    da raggiungere,


    per un attimo


    vi giungo.


     


    Ma l'aria è quieta


    ora


    come la neve,


     


    e


     


    tale a fiocchi


    che dal cielo in terra


    discendono


    lentamente


    torno


    al solito affannoso


    respiro


    della sera.


     


    Testo tratto dalla raccolta "Le urla"

     
  • 17 luglio 2006
    Cenere

    Ruotando in cerchio

    sguardi ghignanti di follia

    danzano e scherniscono

    l'Essere.

     

    Visioni o fantasie?

    Incubi tali e presuntuosi

    stagnanti nel fondo

    del cuore.

     

    Il luogo, tra

    Io e lontano

    passato, diviene

    cenere.

     

    Frale lo spirito

    adagia perso

    lo sguardo in delicato

    torpore.

     

    La fiamma è continua

    sulla viva candela,

    ma nulla

    traspare.

     

    Alcuno sa, alcuno potrà

    questo vuoto,

    se non penetrar,

    colmare.

     

    Non parole ma sospiri

    volan sui resti,

    mentre porta via il vento

    l'odore.

     

    Sorrisi o cosa?

    filtrano l'ispirazione

    e lascian le parole

    scorrere.

     

    Fugge ormai impaziente

    l'immaginazione

    tra spighe e paradisi

    in Cerere.

     

    Senza fine...

    melodie e antichi

    dolori, nascosti tra

    queste lettere.

     

    Fra sterminati campi

    d'oro e sangue,

    tanto più lontani

    dall'amore.

     

    Ritorno non vi sarà

    nè orma o verità,

    se non infinita

    polvere...

     

    Testo tratto dalla raccolta "Le urla"

     
  • 12 luglio 2006
    Musica

    Tra disperazione e disgusto

    lei è

    poesia di libertà,

    ferite e verità.

    Un gigante senza freni

    che sparge sangue

    sulla velenosa coltre

    di mediocrità.

    Non una singola lacrima

    al niente immolata,

    ma l'istante eterno

    da vivere nella tempesta.

    Un richiamo alla certezza

    dell'amore

    oltre ogni cosa.

    Un frammento d'innocenza.

     

    Testo tratto dalla raccolta "Le urla"

     
  • 12 luglio 2006
    Incredibile

    In noi

    storia e leggenda si confondono.

     

    La follia

    culla e rivela

    la trama

    di qalcosa d'eterno:

     

    non più rabbia, ma amore.

     
  • 12 luglio 2006
    L'Anarchico

    Brucia i miei occhi

    e ricordami.

     

    Io sono il virus

    del dincanto cosciente

    e dell'azione.

    Io sono la crepa

    nel muro d'odio

    e ipocrisia.

    Io sono il combustibile

    da cui nasce

    l'inendio di

    Speranza.

    Io sono l'Idea

    che non muore

    e vincerà.

     

    Mistifica la mia voce

    e ingannami.

     

    Io sono il suicidio

    dell'indifferenza

    e dell'egoismo.

    Io sono la rabbia

    della verità

    soppressa e umiliata.

    Io sono il sorriso

    dell'uguaglianza

    senza compromessi.

    Io sono la lotta

    a oltranza

    per la libertà.

     

    Massacra il mio cuore

    e osservami:

     

    Uomo del potere

    iroso magistrato

    codardo proprietario

    ignobile chierico,

    le vostre armi

    e i vostri eserciti

    non basteranno

    a frenare

    la disperazione

    di chi

    proviene dal basso

    e innalza

    a tutto il mondo,

    senza confini,

    il suo canto

    di vita.

     

    E finchè

    lo schifo

    di questo sistema

    non finirà

    il mio grido

    di Rivolta

    non morirà.

     
  • 12 luglio 2006
    Fuori di testa

    Di abnorme anormalità

    mi vanto.

     

    Fuori

    dentro

    e fuori dalle righe.

     

    Di caro incenerito ardore

    rincaro la dose in stupore,

     

    puntualmente

    fuori di testa;

    stranamente

    fuori dal dolore.

     
  • 12 luglio 2006
    Attesa

    Cerchiamo la vita,

    anche se,

    rinchiusi in quest'attesa,

    possiamo solo guardare

    le nostre anime

    che si purificano,

    le nostre immagini

    inquiete

    riflesse nello specchio.

     

    Sono solo in te

    Sento il tuo freddo

     

    Immersi in noi,

    in pensieri confusi

    nascondiamo l'attesa

    tra le nostre labbra

    e nessuno potrà mai

    cancellare

    questi momenti,

    poichè le stelle

    hanno visto ciò che siamo.

     

    Testo tratto dalla raccolta "Le urla"

     
  • Fuori dal tempo

    gli occhi fissano un orizzonte mai così vicino:

    stai solcando i mari verso un sorriso mai così reale.

    Quello che ti sei lasciato dietro ricade nell'astratto

    e per una volta ti senti bene.

    Il tuo nonè più il sonno tormentato di un ubriaco;

    stai tranquillo, ma questo è il tuo limite e lo sai.

    Non ti sei mai spinto oltre per ritrovarti nelle parole

    di qualcun altro.

    Ma finalmente hai urlato e sai dov'è il tuo posto:

    non uno qualunque, perchè la tua verità non è per chiunque.

     

    Un punto rosso in una moltitudine oscura.

     

    Testo tratto dalla raccolta "Le urla"