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Poesie di Andrea Monaldi

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  • 22 dicembre 2009
    Viola

    "Sento il tuo ritorno,
    i tuoi occhi verdi e veri
    guardare la solita strada
    dondolata
    fatta di curve e salite,
    pennellata di  locande
    di cartelloni, di nuovi bastioni
    di gente affrettata
    in perenne ritirata.


    Sento il tuo ritorno,
    che vuole silenzio,
    la cena del bacio,
    il camino dell'abbraccio,
    la disponibilità del racconto perdersi nel fuoco dell'intesa.
    Sento il tuo ritorno,
    dal riflesso della candela, dalla musica nella stanza,
    dal letto che ti accoglierà,
    dal gatto vagabondo che miagolerà
    una carezza.


    Sento il tuo ritorno,
    chilometro dopo chilometro
    zona dopo zona, come una sinfonia che si avvicina
    e suona la tua presenza.


    Sento il tuo ritorno,
    come l'avanzata della ricompensa,
    la tappa della rivoluzione,
    l'ideale senza corruzione, l'impegno senza alienazione.


    Sento il tuo ritorno... bianco viso che  vede correre le luci dei lampioni
    e il tempo che ci separa,
    persa in pensieri da donna guerriera.
    Sento il tuo ritorno...
    sento il tuo ritorno...
    mi guardo attorno...
    mi guardo intorno...
    ... eccoti!"

  • 06 dicembre 2008
    Bosaxi

    ... Solo questo suono
    di sax
    c'è
    a tenermi compagnia.
    Dolce, struggente  come deve essere,
    amaro, seducente.
    Viene attraverso il vetro
    umido,
    lo sento nel mio viso schiacciato
    il ricordo del tuo viso  andato...

    Solo così
    con questo suono
    posso ancora guardarti
    dannarmi,
    baciarti
    e continuare a darti
    un appuntamento
    orfano di te...

    Solo così
    ancora
    non ti perderò.

  • 07 febbraio 2008
    Estremo onore

    L'oggi è per i morti
    morti oggi che non ho conosciuto
    morti gentili e discreti
    che hanno unito alla sofferenza una liberazione
    sofferenza per i loro cari oggi vuoti tristi e pensanti
    l'oggi è per i morti, al di là dei santi,
    che ho  magari incrociato qualche volta
    e altri che non ho mai conosciuto
    ma che rimangono quest'oggi
    dedicato a loro
    morti in guerra o al lavoro
    per malattia o per caso fortuito
    per troppa gioia o troppo dolore
    uccisi da una strage
    o vittime di un assassinio
    non voluto o pianificato.
    Morti illustri o sconosciuti
    quest'oggi è per voi
    e per i vostri cari che piangono
    vicini o lontani da dove sto scrivendo.
    Oggi è per voi
    e questa voglia ebbra di capire
    dove si va a finire
    cosa si è fatto o non fatto
    potuto o non potuto fare
    prima che qualcosa di troppo semplice e grande
    vi venisse a chiamare.

  • 07 febbraio 2008
    Murò : l'ultimo oste

    Te ne sei andato!
    come una cultura stampata
    su un libretto patrocinato
    accasciato, nel tuo regno
    intatto e protetto...
    E questo lutte è forte e sano
    vino di dolore nell'otre del tempo
    che se ne infischia e tutto ci lascia
    il silenzio sonoro ora,
    l'immagine tua tutta
    che travalica l'assenza
    tuonare nella via rimasta muta.

    Come ti ricordo così
    con la fatica che sa di ricompensa
    e il tuo sguardo di festa che accoglieva la tua dispensa
    accarezzata dal tempo sospeso,
    ancora testardo di semplice silenzio.

    Torna! Ancora una volta
    a versarci l'ultimo bicchiere
    torna, a rinfrancarci dal dolente banchetto della vita
    con la tua discreta presenza
    e il tuo passo lento da taverna...

    Prendila per il collo la morte!
    mettila a sedere
    per farla ubriacare, la sorte.

  • 31 gennaio 2008
    Forse

    Non è il fumo
    dell'ennesima sigaretta
    che epigrafa la mia fretta
    né il rumore
    del pendolare treno
    senza anima
    viaggiatore a tempo...

    fratellino
    io maggiore sono solo un lampo
    perso nel ritrovarsi
    a girovagare
    in tempi sparsi  forse
    come fogli arsi
    da riordinare, rimare
    sapendo che quel forse
    è da reinventare.

  • 24 gennaio 2008
    L'enigma nell'aria

    Strade vuote
    svuotate di parole
    solo i cartelloni sembrano invitare
    con forza a comprare.


    Strade solite
    di solito ritmo...
    che lascia i sogni a casa,
    casa sudata
    dal sacrificio
    che premiò il diritto di abitare.
    Ma per noi nuovi vecchi
    cosa dovremmo mai inventare
    per avere diritto  di stare?


    In un luogo sicuro
    fosse anche duro
    alzarci di buon mattino
    col chiarore delle ore
    e dire: "Ne vale la pena
    futuro!".

  • 11 dicembre 2007
    Passat

    Male che va avrò
    quel poco che rimane
    spiccioli e tasche piene,
    scadenze e scemenze alla porta
    dell'imminente.
    Male che va avrò
    ancora quel tratto impertinente
    che ancora rimanda,
    rimando rimanda
    a quasi una lunghezza dai trenta
    quel che in pratica sono...

    un indiano
    che il Tirreno scambia per il Gange
    e si bagna a  dicembre.

  • 11 dicembre 2007
    9 dicembre

    Verrò ad accenderti la notte
    sei sei sola e confusa
    per ciò che gli altri si aspettano da te

    Vengo a stringerti forte
    per cancellare dai tuoi occhi tremanti
    i vili disegni di chi vuole farti e disfarti

    Non c'è costa né superstrada
    per il cuore
    ma un  carro verso il sole...
    fiero di dileguarsi
    a far l'amore con lo spavento...
    a lussureggiare con la paura  e il vento...
    a scardinare il portone anche se l'atrio
    è spento...
    per l'odore di chi attende
    un soffice abbraccio.

    Lascia pure sgorgare
    una lacrima al mio cospetto
    dopo l'amore è già mattino,
    lasciati guidare dal disincanto
    e il tempo...
    sarà sospeso.

  • 11 dicembre 2007
    Intermezzo

    Se ti fermi,
    corre la gente
    nelle strade sempre hanno fretta di andare
    bruciare anche pochi metri
    sfrecciare frenare
    per poi ripartire
    veloci fino al prossimo incrocio
    di vite rapide manovre
    e vai!
    con l'affondare il piede cuore e costanza
    sul pedale
    FORZA FORZA
    ANDALE ANDALE!

    Se ti fermi,
    corre il niente
    che fa correre la gente
    e nelle strade sempre il brulicare
    è bruciare
    ripartire sfrecciare
    per poi frenare
    veloci fino al prossimo tricolore
    dove rapide vite
    manovrate dal vai
    affondano braccia coscienze e nervi
    nel viale
    FORZA FORZA
    ANDALE ANDALE!

    Ma se ti fermi...
    fermi realmente....
    vedrai che avanza
    il tempo per te.

  • 04 dicembre 2007
    Deja vù

    C'è sempre
    quell'attimo perenne
    che ferma e rammenta,
    che c'è fortunatamente tanto
    da fare tra le lacrime,
    rabbia e dolori millenari
    entusiasmi passeggeri,
    e l'amore...
    che vuole solo amore
    e l'amica ricerca che dice "vuoi continuare?"
    Sì, devo devo
    devo ,
    sulle antiche spalle portare
    vittorie da concludere

     

    Tra le tante memorie in cui sguazzare
    come implacabili forme
    stampate su un vuoto foglio
    colmo d'assenza

     

    E l'spirazione...
    che deve essere afferrata
    come una malafemmina da accontentare
    nel giusto tempo,
    come il tempo deve essere preso
    sfruttando,
    il tempo che rimane.