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Autore

Andrea Onori

in archivio dal 22 gen 2009

13 febbraio 1984, Tivoli (RM)

22 gennaio 2009

Radi

Radi era un picchiatore esasperato
Un piccolo fomentatore d’odio
Radi era un feroce assassino
Era un barbaro, figlio di nessuno

 

Radi era uno sciacallo
Un pericoloso selvaggio
Radi era un rozzo
Un uomo ma un poco di buono

 

Cospirava contro qualsiasi individuo
Malediva il giorno in cui era nato
Odiava i suoi genitori
Gli avevano rovinato le mani,
la schiena il cuore il futuro

 

Radi odiava il suo passato
la sua brutale adolescenza
per lui non erano ricordi di giovinezza
ma solo crudi momenti di violenza

 

Aveva imparato a vivere in quel modo
Così brutale così crudele
Non trovava mai spazio
Neanche un angolino in tutto il mondo

 

Radi aveva gli occhi rossi di rabbia
Ed aveva perso la pazienza
Era un orco
E tutti avevano paura del suo volto

 

Radi non aveva mai avuto fortuna e felicità
Non aveva mai avuto un vero amico
Nessuno l'aveva mai capito
Ormai aveva già deciso

 

Desiderava per una volta scegliere
In prima persona le sorti del suo futuro
E lasciando un biglietto sulla riva del mare
Dal vento si lasciò trasportare

 

E mentre l’alba lo cullava
L’oceano lo divorava
E mentre si allontanava dalla vita
Il cuore batteva sempre di meno

 

Per Radi ora non c’era più scampo
Non c’era più ritorno
Ma per la prima volta
Era felice e sereno.

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