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Autore

Andrea Spiezia

in archivio dal 16 giu 2013

22 giugno 1975, Napoli - Italia

16 giugno 2013 alle ore 21:01

Un sogno tenace

Il racconto

- Vuoi dire che sono un sogno?
- Sì, è così, sei un mio sogno.
- Quindi non esisto?
- Esisti in questo sogno, se questa si può chiamare esistenza.
- Ma io provo dei sentimenti, ti amo come non ho mai amato nessun altro, lo sento qui nel profondo del cuore, è un sentimento così struggente, come è possibile tutto questo ad un sogno?
- Non sei tu che mi ami, sono io che amo te, o meglio amo la donna che tu rappresenti, ed il mio amore per te si rispecchia nel tuo per me.
- Come fai a sapere che non sono io che stò sognando te?
- Mi è successo altre volte in altri sogni, domani mi sveglierò e sarò io non tu ad esistere.
- Vuol dire che quando ti sveglierai io non esisterò più?
- Esatto.
- Morirò?
- Non è corretto, in realtà non sei mai nata, quindi non puoi morire.
- Ma che ne sarà dei miei ricordi, della mia infanzia, dei miei affetti, gli amici, i posti che ho visto? Andrà tutto perduto?
- Quei ricordi, gli amici e tutto il resto sono i miei ricordi o al più mie fantasie, sogni. Forse riorneranno in altri sogni, o forse scompariranno per sempre appena aprirò gli occhi.
- Non ti ricorderai neanchè più di me? Del nostro amore, dei nostri progetti per il futuro, di tutte le cose fatte insieme?
- Tu sei parte dei miei pensieri e dei miei ricordi, sei una combinazioni delle mie paure e dei miei desideri, delle mie fantasie, dall'infanzia ad oggi. Tu non morirai mai finchè io sarò vivo.
- Allora baciami adesso, io chiuderò gli occhi, e aprili tu prima che lo faccia io, voglio andarmene tra le tue braccia.

Una lacrima le rigò la guancia.

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