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in archivio dal 21 nov 2006

Antonella Turchetto

29 giugno 1982, Tolentino
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  • 21 novembre 2006
    Amo et Odio

    Amo,

    Amo le giornate interminabili d'estate,

     il profumo del mare, la pelle che sà di sale,

    amo il vento che mi accarezza la schiena,

    amo la musica che mi rasserena,

    amo la sincerità della gente che spesso si nasconde dietro ad una maschiera indecente.

     Amo me stessa più di ogni altra cosa al mondo,

    perchè da oggi ho imparato che bisogna lasciar scivolare tutto sullo sfondo

    Odio,

    Odio il freddo quando non hai nessuno che ti riscalda dentro,
    odio le giornate di nebbia, la gente che si accalca,
    e la sveglia che suona ogni santa mattina.
    Odio l'ipocrisia, la menzogna, la realtà quando non la si affronta.
    Odio me stessa più di ogni altra cosa al mondo,
    perchè non sempre riesco a far scivolare tutto sullo sfondo.

     
  • 21 novembre 2006
    Cambio

    Cambio,
    cambio pelle come la notte
    cambiano le stelle.
    Cambio,
    cambio anima come il mare
    cambia il suo lamento
    lento
    vento
    vento che soffia lontano
    una mano
    che mi tocca la schiena
    non sono serena
    ma almeno non mi sento più sola.
    Cambio
    o meglio vorrei cambiare,
    vorrei navigare in mari aperti
    con cieli tersi
    per vie sconosciute
    con parole sognate e vissute.
    Guardo lontano
    indietro
    nel buio del mi segreto.
    Vedo una ragazza innocente
    una bimba sognante
    in mezzo alla gente,
    una bimba che cresce veloce,
    che sente una voce
    che ama sognare,
    che vuol navigare.
    Una bimba che ormai non c’è più,
    fiore sbocciato, appassito,
    rubato, estirpato
    fiore deriso,
    tradito,
    umiliato,
    disonorato.
    Fiore di cristallo
    Cresciuto nell’asfalto e sommerso
    Dal cemento.
    Bimba che ormai è donna
    diversa
    ormai persa
    nei meandri della vita che l’ha sommersa.
    Tradita,
    scaraventata a terra
    depressa.
    Cambio
    Cambio pelle
    Come la luna cambia le sue stelle.
    Cambio pelle non perché la voglia cambiare,
    ma perché sono stanca di aspettare,
    di sognare,
    di aspirare ad un mondo che non c’è
    che non cambia accanto a me.
    Un mondo che mi ha fatto cambiare
    un mondo che mi ha fatto versare
    lacrime infinite.
    Ruscello tra le montagne,
    acqua che scorre e se ne va,
    canale secco ed arido nella città.
    Bimba, ragazza, donna,
    pelle che cambia e non si ricorda
    di lacrime, fiumi, ruscelli e tempesta,
    pelle che resta
    incisa
    sotto la pelle sdrucita.
    Marchio a fuoco
    che mai se ne andrà,
    fiore che non tornerà!

     
  • 21 novembre 2006
    Notte

    Notte,

    notte di novembre

    La mia vita lontana,

    i sogni, l'entusiasmo, la frenesia, la pazzia.

    La vita dei miei 14 anni cresceva,

    continuava,

    si rafforzava,

    mentre la tua si spezzava,

    finiva,

    moriva.

    Io lontana e tu lì, da solo.

    Stanza buia,

    freddo intorno,

    il silenzio,

    la paura.

    Paura che tu non hai mai avuto.

    La Morte non ti spaventava, mentre a me faceva impazzire il pensiero di perderti.

    Notte,

    notte di novembre in cui non ci sei stato più.

    Notte in cui quella stanza ormai non era più la tua.

    Io lontana,

    di nuovo, troppo

    per accompagnarti nella tua nuova vita,

    troppo per tenerti la mano,

    troppo per capire che anche in quel momento non avevi paura.

    Troppo lontana per l'ultimo abbraccio,

    l'ultima carezza,

    l'ultimo sorriso.

    Odio,

    odio per il mondo che ti ha buttato via,

    odio per la vita che non ti ha voluto più,

    odio,

    odio per me che ero tanto, troppo lontana per dirti ADDIO!

    Notti,

    notti intere passate a pingere,

    a pensarti,

    a sognarti.

    Notti,

    notti passate a gridare il tuo nome.

    Perchè non mi hai mai risposto?

    Forse perchè quella notte non ero lì con te,

    forse per che anche tu ce l'hai ancora con me.

    Troppo lontana
    troppo attenta ad iniziare la mia vita per pensare alla tua che finiva.

    Sempre insieme

    tua Anto

     
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  • 21 novembre 2006
    Tumtumm

    Come comincia: Tumtumm……………… Tumtumm………………Tumtumm………………..

     


    1000 profumi, 1000 volti, 1000 nazioni, 1000 emozioni… tutto racchiuso in una strana scatola in movimento.


    Quante storie, quante gioie e quanti dolori, quanti pezzi di vita che mi fluttuano accanto. Un ragazzo con l’orecchino in giacca e cravatta, un vecchietto in pantaloncini e calzettoni, un bambino con i libri di scuola ed uno con lo skate, una donna che sembra un uomo ed un uomo che sembra una donna, o magari lo è, un ragazzo di colore, una signora asiatica… Insomma: la vita nella sua stranezza e nella sua molteplicità, la vita che viaggia con me nella metro delle 8 meno 10!


    Entra una ragazza con il burka: avrà più o meno la mia età. La guardo. Mi guarda. In un attimo immagino la sua storia così lontana dalla mia e in un attimo mi accorgo che almeno per quel momento, almeno tra quei sedili, almeno in quel piccolo mondo che viaggia sulle rotaie roventi alle 8 meno 10 del 14 giugno 2006 io e lei stiamo vivendo esattamente lo stesso pezzo di vita.


    Strani pensieri. Idee bizzarre. Vedo una mamma che abbraccia il suo bambino. Penso alla mia. Lontana. Penso ai suoi occhi azzurri che mi fissano dolci, rassicuranti. Penso che mi manca. Mi manca averla accanto quando il mondo mi schiaffeggia. Mi manca averla accanto quando la gente è troppo crudele con me e mi butta a terra, e mi calpesta…


    Tumtumm……………… Tumtumm…………… Tumtumm………………..


    La metro continua a viaggiare incurante dei miei pensieri. Gli sguardi si incrociano, le teste si abbassano, la gente si scruta. SILENZIO.


    Una vecchietta fa difficoltà a d entrare. Si siede, stanca. Assomiglia a mia nonna che ormai non c’è più. Penso alla gente lontana, a quelli che ormai sono in un mondo parallelo, più grande e più incomprensibile del nostro. UN BRIVIDO. Momenti lontani mi tornano alla memoria, riesco a sentire profumi che se ne erano andati con lei…emozioni forti, ma BASTA!


    La porta scorrevole si apre. La gente esce ammassandosi l’un l’altra. La mamma corre via tenendo per mano il piccolino, probabilmente in ritardo per qualche appuntamento. La ragazza con il burka sparisce tra la folla e la nonnina si ferma per il timore di essere scaraventata a terra dalla calca impazzita. Il piccolo mondo della metro delle 8 meno 10 scompare… così… in un attimo, come in un attimo si era creato. E sopra… lassù… in cima a quella scalinata mi aspetta il Mondo Vero, quello che a volte sembra troppo grande, quello che spesso spaventa, quello che sa essere tanto meraviglioso, quanto crudele. Al di sopra delle rotaie c’è la Vita che ogni giorno mi riempie di emozioni indescrivibili. La vita che scorre veloce ed intensa come la metro delle 8 meno 10!

    Tumtumm……………… Tumtumm…………… Tumtumm………………..