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Autore

Antonella Turchetto

in archivio dal 21 nov 2006

29 giugno 1982, Tolentino

21 novembre 2006

Tumtumm

Intro: Il rumore della metro è ipnotico, i pensieri si affollano e si confondono coi ricordi. Come le persone che si accalcano nel vagone e mischiano etnie, culti, lingue. Almeno fin quando non si apriranno le porte...

Il racconto

Tumtumm……………… Tumtumm………………Tumtumm………………..

 


1000 profumi, 1000 volti, 1000 nazioni, 1000 emozioni… tutto racchiuso in una strana scatola in movimento.


Quante storie, quante gioie e quanti dolori, quanti pezzi di vita che mi fluttuano accanto. Un ragazzo con l’orecchino in giacca e cravatta, un vecchietto in pantaloncini e calzettoni, un bambino con i libri di scuola ed uno con lo skate, una donna che sembra un uomo ed un uomo che sembra una donna, o magari lo è, un ragazzo di colore, una signora asiatica… Insomma: la vita nella sua stranezza e nella sua molteplicità, la vita che viaggia con me nella metro delle 8 meno 10!


Entra una ragazza con il burka: avrà più o meno la mia età. La guardo. Mi guarda. In un attimo immagino la sua storia così lontana dalla mia e in un attimo mi accorgo che almeno per quel momento, almeno tra quei sedili, almeno in quel piccolo mondo che viaggia sulle rotaie roventi alle 8 meno 10 del 14 giugno 2006 io e lei stiamo vivendo esattamente lo stesso pezzo di vita.


Strani pensieri. Idee bizzarre. Vedo una mamma che abbraccia il suo bambino. Penso alla mia. Lontana. Penso ai suoi occhi azzurri che mi fissano dolci, rassicuranti. Penso che mi manca. Mi manca averla accanto quando il mondo mi schiaffeggia. Mi manca averla accanto quando la gente è troppo crudele con me e mi butta a terra, e mi calpesta…


Tumtumm……………… Tumtumm…………… Tumtumm………………..


La metro continua a viaggiare incurante dei miei pensieri. Gli sguardi si incrociano, le teste si abbassano, la gente si scruta. SILENZIO.


Una vecchietta fa difficoltà a d entrare. Si siede, stanca. Assomiglia a mia nonna che ormai non c’è più. Penso alla gente lontana, a quelli che ormai sono in un mondo parallelo, più grande e più incomprensibile del nostro. UN BRIVIDO. Momenti lontani mi tornano alla memoria, riesco a sentire profumi che se ne erano andati con lei…emozioni forti, ma BASTA!


La porta scorrevole si apre. La gente esce ammassandosi l’un l’altra. La mamma corre via tenendo per mano il piccolino, probabilmente in ritardo per qualche appuntamento. La ragazza con il burka sparisce tra la folla e la nonnina si ferma per il timore di essere scaraventata a terra dalla calca impazzita. Il piccolo mondo della metro delle 8 meno 10 scompare… così… in un attimo, come in un attimo si era creato. E sopra… lassù… in cima a quella scalinata mi aspetta il Mondo Vero, quello che a volte sembra troppo grande, quello che spesso spaventa, quello che sa essere tanto meraviglioso, quanto crudele. Al di sopra delle rotaie c’è la Vita che ogni giorno mi riempie di emozioni indescrivibili. La vita che scorre veloce ed intensa come la metro delle 8 meno 10!

Tumtumm……………… Tumtumm…………… Tumtumm………………..

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