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in archivio dal 20 apr 2007

Antonio Machado

1875, Siviglia
1939, Collioure, Francia
Segni particolari: Il mio esordio risale al 1903 con il libro di poesie "Soledades".
Mi descrivo così: Sono stato uno dei maggiori poeti spagnoli di tutti i tempi appartenente alla cosiddetta "Generazione del '98".

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  • 03 aprile 2012 alle ore 12:52
    Io non respiro

    Io non respiro più, nella tiepida aria d'estate,
    i profumi del tuo corpo e dei tuoi capelli;
    ma come una vampa segreta al fondo di un bruciore
    il desiderio delle tue labbra è restato fra le mie labbra!

     
  • 03 aprile 2012 alle ore 12:50
    Primaverile

    Nuvole, sole, prato verde e case
    Sull'altura, confusi. Primavera
    argine. Ha messo nell'aria fredda dei campi
    la grazia di quei pioppi lungo l'argine.
    Dalla valle i sentieri vanno al fiume:
    là, sul ciglio dell'acqua, amore aspetta.
    Per te indossano i campi questa veste
    di giovane, oh invisibile compagna?
    E quest'odore del faceto al vento?
    E quella prima bianca margherita?
    Sei con me dunque? Nella mano
    sento un doppio battito e il cuore mi grida
    e nelle tempie mi assorda il pensiero:
    si, sei tu che fiorisci, che resusciti.

     
  • 03 aprile 2012 alle ore 12:49
    Poeta, nel tramonto

    Nuda è la terra, e l'anima
    ulula contro il pallido orizzonte
    come lupa famelica. Che cerchi,
    poeta, nel tramonto?
    Amaro camminare, perché pesa
    il cammino sul cuore. Il vento freddo,
    e la notte che giunge, e l'amarezza
    della distanza... Sul cammino bianco,
    alberi che nereggiano stecchiti;
    sopra i monti lontani sangue ed oro...
    Morto è il sole... Che cerchi,
    poeta, nel tramonto?

     
  • 03 aprile 2012 alle ore 12:48
    Ogni amore è fantasia

    Ogni amore è fantasia;
    inventa l'anno, il giorno,
    l'ora e la sua melodia;
    inventa l'amante e anche
    l'amata. Non è una prova
    contro l'amore che l'amata
    non sia mai esistita.

     
  • 03 aprile 2012 alle ore 12:46
    Se io fossi un poeta

    Se io fossi un poeta
    galante, canterei
    agli occhi vostri un canto così puro
    come sul marmo bianco l'acqua chiara.
    E in una strofa d'acqua
    tutto il canto direbbe:
    "So già che non rispondono ai miei occhi,
    che vedono e guardando nulla chiedono,
    i vostri chiari; hanno i vostri occhi
    la calma buona luce,
    luce del mondo in fiore, che un mattino
    ho visto dalle braccia di mia madre".

     
  • Fuori la luna inargenta
    cupole, torri e tetti;
    dentro, la mia ombra passeggia
    per i muri imbiancati.
    Con questa luna, sembra
    invecchi perfino l'ombra.
    Evitiamo la serenata
    d'una molesta cenestesi
    e una vecchiaia inquieta,
    e una luna di latta.
    Chiudi il tuo balcone, Lucilla.

     
  • 20 aprile 2007
    Il mare

    Lo scafo consunto e verdiccio
    della vecchia feluca
    riposa sul lido...
    sembra la vela mozzata
    che sogni ancora nel sole e nel mare.
    Il mare ribolle e canta...
    Il mare è un sogno sonoro
    sotto il sole d'aprile.
    Il mare ribolle e ride
    con le onde turchine e spume di latte e argento,
    il mare ribolle e ride
    sotto il cielo turchino.
    Il mare lattescente,
    il mare rutilante,
    che risa azzurre ride sulle sue cetre d'argento...
    Ribolle e ride il mare!...
    L'aria pare che dorma incantata
    nella fulgida nebbia del sole bianchiccio.
    Palpita il gabbiano nell'aria assopita, e al tardo
    sonnolento volare, si spicca e si perde nella foschia del sole.