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in archivio dal 29 mag 2006

Antonio Sangervasio

10 settembre 1970, Roma
Mi descrivo così: Amo troppo la poesia per poterla descrivere con parole.

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  • 16 luglio 2009
    viso

    La piega delle tue idee
    si riflette
    dall'iride
    dischiusa da tante incomprensioni.
    Il pensiero
    al tuo sorriso è servo.
    Inizia al giorno
    e non desiste
    finché i sogni
    blu cobalto
    lo tramutano in coraggio.
    Le tue fossette
    come catini
    carichi di sale
    raccolgono
    amari lacrime disilluse.
    Ritiro il mio sguardo da te
    e accarezzo le gote
    con il dorso delle mie emozioni
    sul viso tuo
    splendente
    dell'avorio della luna.

     
  • 31 marzo 2009
    Essenza

    E
    sarai bacio
    sulle mie labbra ardenti,
    lembi di fuoco,
    magneti permanenti,
    mani di rose petali e spine,
    rosolio dolce di una alba senza fine,
    chicco di uva in fermentazione,
    ninfa di bosco che appena conosco.
    E
    sarà un sogno
    questo sogno mio,
    il cosmo è un pezzetto da raggiungere assieme,
    il tempo un consenso
    in fondo ad un accordo,
    il caldo un incrocio di mani sfiorate.
    E
    sarai vita
    in questa vita mia,
    una consegna di regali di natale,
    da scartare vicini,
    da sentire emozioni
    nei ricordi futuri
    avvenuti domani.
    che appena scalfisco.

     
  • 31 marzo 2009
    Giochi

    Del resto lo si sa, viva i bambini,
    se giocano a pallone nei giardini,
    se fanno un po' a spallate nel sorriso,
    se fango e terra copron loro il viso.
    Del resto vorrei esser come loro,
    scoprire il mio futuro in un tesoro,
    che quando sono stanco gioco a biglia,
    e c'è chi mi si abbraccia e mi consiglia.
    Per loro il mondo è come se esplodesse
    con dentro tutte quante le promesse,
    e quando il tutto è rovesciato addosso,
    afferro un sogno a caso e me lo indosso.
    Sapessi ancora andare in bicicletta,
    con le gambine agili, di fretta,
    vedrei la strada alta e misteriosa
    vorrei toccare il cielo ed ogni cosa,
    T'abbraccio stella è un sogno di bambino,
    vorrei t'accompagnasse nel cammino,
    e tu bambino allegro guarda avanti,
    non siamo in fondo poi cosi giganti.
    Prometti allor che sogni il mio futuro?
    Vedrai che schiariremo quando è scuro,
    ed un colore solo tieni in stanza,
    il verde che colora ogni speranza.

     
  • 14 luglio 2008
    invocando solitudini

    Teneramente,
    mia graziosa solitudine,
    ricordo solubile
    estasi di un sorriso domo,
    ti penso.
    Sogno che si addensa addosso,
    delirio di una preghiera,
    argine di una sera
    prigioniera,
    scomposta pergamena di un era vissuta
    le lettere,
    mi scivolano in mano.
    La storia in goccia
    stavolta non bagna
    le vesti,
    eri voce,
    inalienabile promessa,
    scarnifichi l'aria
    per cadermi viva.
    Ora
    promessa non mantenuta,
    ti piangi dentro.
    Vorrei vederti ancora un solo istante
    e dirti addio.

     
  • 11 luglio 2008
    La veglia dei sensi

    Veloce avverto,
    percorso e disincanto,
    umano affetto,
    cielo nero,
    verde,
    compianto,
    brucio un evento
    dopo che si fa sera,
    cerco di colpo un accento
    per questa mia rima prigioniera,
    mi brucio alle ortiche il petto,
    respiro la tua anima
    estraendone il concetto,
    svetto sul muro del mondo con i miei artigli,
    passo la notte alla luna
    per decifrare i consigli,
    chiedo al signore il motivo di tutti
    i miei sbagli
    e prego a tutti i miei sogni
    di rimanere svegli.

     
  • 23 aprile 2008
    Leggiadria

    Appare come incompiuto
    talvolta il creato,
    anche se non è vero,
    come un bambino sollevato guarda
    suo malgrado il cielo,
    come restare al mare a respirare
    nelle ore indecise del tramonto,
    come un inverno fatto di sole,
    come le stelle di un sogno limpido
    che cambiano forma quasi tutte le ore,
    come una chiazza di vuoto
    su un albero in fiore,
    come volare con il pensiero senza avere ali
    e sognare di sopravvivere
    ai falsi ideali,
    come guardare una foglia al vento
    e provare a dire al pianto
    quanto sono contento.

     
  • 12 aprile 2008
    Aquilone tra gli uccelli

    Non t'avvedi
    d'aver filo tra le zampe,
    chiesero in mille voli quattro uccelli
    ad un aquilone,
    sarai legato a vita e senza sogni,
    guidato ad un destino senza scampi.
    Io son sicuro disse l'aquilone
    che il mio destino
    è quel del mio padrone
    e vuole Dio guidar l'anima mia
    ed ascoltare ancor la sua parola, semmai mi onora.
    Ma non avrai più tregua o libertà!
    Ma ho tutto dico io
    persino amore.
    Ho il vento di colui
    che mi farà volare
    e son guidato a gioia
    in ogni cuore.

     
  • 10 aprile 2008
    La croce

    Mi suggerisce l'anima
    di osservare il crocifisso
    alla parete,
    e cresce la mia sete di sapere
    se questi sogni
    rimarranno veri,
    invoco l'eterno in ogni cosa
    che faccio
    e taccio al buio delle mie paure.
    Osservo,
    il mio Gesù e ne canto le lodi.
    Osservo il suo volto
    e le sue pupille
    e quasi ne temo
    il giudizio,
    nei miei problemi infinitesimali
    rispetto al mondo.
    Ma sono debole
    e ne prego i miracoli,
    a mani giunte.
    Ora chiedo,
    sono flebile e voglio amore,
    magari un istante
    mio signore
    e tutto ha un nuovo senso,
    e rido di gioia
    avanti alla tua immagine che
    disegna il senso delle cose.

     
  • 10 aprile 2008
    La sigaretta

    La sigaretta
    Il fumo ingiallito
    di una sigaretta
    mi urta il viso
    e nelle lacrime apparenti
    degli occhi
    è solo il cuore a piangere.
    Come le mie guance
    la cenere si accende ed arrossisce
    e fugge via
    timidamente.
    Questo mio sguardo
    che sfugge al tuo,
    nei sorrisi biondi
    di questa notte,
    scende.
    Domani i fumi
    saranno ricordi
    e polvere d'oro
    da poter soffiare
    sul palmo di una mano

     
  • 10 aprile 2008
    Sbirciando te

    Un buco nel muro
    e un manto di vetro
    avvolge
    la più futile mia passione.
    Potrei infrangere
    quelle tiepide
    voglie di te.
    Se tu mi amassi
    mia tenebra destino
    scenderei per la strada
    ed esploderei.
    Impenetrabile sogno
    austero volare
    incastonerei i momenti
    celesti e zaffiri,
    azzeri
    il confine tra cielo e mare
    come confine
    dei miei desideri.

     
  • 29 marzo 2007
    Delirium3

    Orde,
    capelli soffiati,
    stati di materia,
    un giorno,
    avviene.
    Coltri, apogei,
    risse di venti.
    Dimentica,
    ascolta la sera.
    Roditori nei palazzi vuoti,
    cantilene e pollini,
    il domani e mani e mani.
    Catapulte di parole,
    ardenti,
    evita, gambe a fuggire,
    incontri incontri,
    tu ami me nel covo dei serpenti,
    niente da me,
    nelle circospezioni della luce,
    un tempo che fummo.

     
  • 29 marzo 2007
    Amami

    Amami,

    almeno in questo giorno di sole,

    sollevami verso l’infinito volare,

    pensami.

    Son fiori

    I miei pensieri.

    Mi basta il brivido

    Del tuo calore,

    neve di viole che non scioglie.
    Pensami,

    lasciami l’onirica sensazione

    d’essere eterno in cuore tuo,

    guardami, negli occhi,

    almeno oggi,

     
  • 29 marzo 2007
    Era la guerra

    Tanti nomi a distanza
    Inseguono a memoria
    Le evoluzioni della voce.
    Deliri di fischi di bombe,
    dei profili di sabbia,
    volti indefinibili, divisi solo
    dal colore di una divisa,
    intrisa di odori acri, senza ritorno.
    Difficile riconoscere
    La luna e i tragitti della mente,
    troppo fango, troppo.
    Le mani lo afferrano,
    le armi lo affondano.
    Sguardi divisi a metà
    Tra cielo e terra,
    un cielo che appena si intuisce,
    tra buio e luce.
    Gli ultimi canali portano acqua arsa
    Ed erosa,
    ove scorrono
    i secondi che rimangono.

     
  • 26 febbraio 2007
    Volo disperso

    Volo disperso
    Come uccelli volammo seguendo le correnti ascensionali.
    Vedemmo dall'alto gli umani ricordi.
    Nel nobile disfarsi delle nuvole
    Con lo sguardo capimmo già tutto.
    Librammo di nuovo sui fitti boschi e udimmo paure. Gelidi scenari già visti.
    Perdemmo la vista ed il senso dell' orientamento. Scomparve il mondo e le immagini.
    Rimase solo un cielo bianco ed i ricordi, che sono gli ultimi a disfarsi e li guardammo.

     
  • 13 febbraio 2007
    Poesia

    Taccio,
    con dignità e rispetto.
    Ogni tuo verso è attesa,
    è come il destino.
    Interrogo il silenzio,
    che grava sulle mie spalle prone.
    In fondo,
    una pozza di luce porta la ragione,
    alla fine dei corpi le parole,
    al volgere dei misteri una idea.
    Lacero
    Le mie inibizioni,
    fuori dal tempo
    forse,
    per il terrore delle frasi
    non dette,
    oppure perché è appena passata la notte.
    Taccio,
    nell’attesa degli eventi.
    Ogni intuizione
    È presa nella mano,
    è retina e farfalla.
    Ma nella mano è sabbia
    E non si impugna.
    Guardo una rosa ancora
    E l’attraverso,con la brama
    Incerta del voler ripetere
    Tutti i quesiti che mi presenta il mondo

     
  • 22 gennaio 2007
    Pensieri in prima linea

    Pensieri in prima linea

    E' nel mio silenzio

    che ritrovo un senso

    dove parlo al mondo

    da un cuscino di un letto.

    E' nell'essere nudo nell'anima avversa,

    nella lavagna di una vita

    che tutto mi ha dato,

    nello sfumare di un creato che mi ha assistito,

    che rivedo le immagini.

    Scenografie son stati la pioggia ed il sole,

    la nebbia ed il mare e la luna.

    La luna,

    che mi ha consigliato, che mi ha perdonato,

    ha visto che il tempo non concede spiraglio,

    nemmeno l'abbaglio di chiare risposte.

    Il mare,

    che mi ha cullato, coccolato e viziato,

    mi ha sciolto il bianco

    della pace di neve.

    La nebbia,

    che mi ha confuso,

    che mi ha fatto gioire e che poi mi ha deluso,

    ha ascoltato il richiamo dei vapori,

    ha svanito per sempre i colori.

    Il sole,

    che mi ha abbagliato,

    che mi ha scaldato nei freddi rimorsi,

    ha bruciato un istante il filo che unisce speranze.

    La pioggia,

    che ha lavato tutto,

    che a volte ha creato e a volte ha distrutto,

    stavolta ha diluito i sensi e prepara

    la terra ad un nuovo inizio fertile.

     
  • 06 novembre 2006
    Mare agitato

    Cave


    E sanguinanti


    Sono le strade delle vie delle ragioni.


    Siamo stati inganni


    Dai nastri di partenza,


    delusi promontori invalicabili,


    lidi solitari,


    esposti alla rabbia degli elementi.


    Noi,


    senza varchi,


    abbiamo le nostre menti occluse,


    dal cielo e dal mare.


    Siamo stati puniti


    Dalla luna nascosta,


    dal bisogno inespresso di valutare,


    l’adesso delle ore,


    senza aspettare oltre,


    la fretta che mi nasconde questo cielo uggioso.


    Prego alla scogliera


    Che ci ripari


    Dalle onde dell’orrore,


    e che sbuchi dal fondo del mare,


    la chiave che apre,


    il custodir


    geloso


    dei segreti.

     
  • 06 novembre 2006
    Il viaggio dei poeti

    Il poeta non viaggia nei luoghi,


    il poeta è già nei luoghi.


    Il viaggio lo ha già vissuto,


    il poeta in fuga


    ha strappato mille mondi,


    i dettagli li ha già ingranditi,


    oppure li ha ridotti a graziose miniature.


    E’ già un qualcosa valorizzare il mondo fuori,


    secolarizzare i valori della vita.


    Il viaggio della storia si ripropone perenne,


    con le stesse ombre e giochi di luce,


    come una mattina in treno.


    La religione li fa attraversare


    Tutti gli strati fino al Dio Cuore.


    Il poeta cerca nei luoghi,


    in via d’estinzione, senza propagande alcune.


    Osserva le alternanze di comparse e dissolvenze,


    fluttuazioni del corpo


    oltre che della mente.


    La poesia è il luogo che si pensa


    Non arrivi,


    senza una meta.


    L’unica strada che un poeta


    Vuol scoprire,


    è quella dove si insegna


    il linguaggio universale dei bisogni.

     
  • 09 ottobre 2006
    I quesiti

    Quale è il rumore del silenzio,


    il profumo


    del vuoto,


    il mistero e l'allucinazione del giorno?


    Quale è il limite dell'immenso,


    il confine dello spazio,


    il mio ruolo nel progetto,


    di una vita già vissuta?


    Quale è la zattera


    che mi porta al largo,


    il sudore che copre le mani,


    per la gioia e le emozioni?


    E il colore delle gote


    per sentirsi ancora vivi?


    Forte è ancora la passione nascente,


    sapere tutto e niente,


    di questo mio brivido, inconscio,


    costante.

     
  • 12 luglio 2006
    Il paesaggio

    Cerco il ricordo nel vento,

    tra le file di ulivi;

    cosi’ m’assopisco

    e qui riconosco il posto

    E' la babele

    delle umani insicurezze,

    sono le brezze

    che spazzano le certezze,

    cosi’ mi desto .

     

    ***

    Battiti primordiali ed. il filo 2005

     
  • 12 luglio 2006
    Per la natura 2

    Ho netta sensazione

    di credere in te,

    amica nebbia,

    che il volto appena scorgi

    e non raggiungi

    e di pensare a te ,

    amica Luna,

    che limpida compari quando hai voglia.

    Ho voglia dell’ovunque,

    neve nitida,

    che avvolgi penetrante

    monti e laghi.

    Insieme dipingetemi

    un bel quadro,

    che possano

    ammirar futuri ed avi.

     

    ***

    da Battiti Primordiali ed. IL FILO 2005

     
  • 12 luglio 2006
    il senso delle cose

    Il senso delle cose

    E’ bastato un attimo

    Per svelare la vita,

    pochi giorni d’ospedale

    per cambiare,per capire.

    Ecco,

    adesso ho compreso

    la nostra direzione,

    son piu’ forte del richiamo della morte,

    Siamo uguali tutti immensi,

    siamo intensi nell’amore,

    col dolore si convive

    e il coraggio lo sconfigge,

    no non serve l’illusione dell’ avere,

    che la notte sul cuscino puoi vedere

    tutto cio’ che è stato flebile,

    il rincorrersi del labile,

    stabile,

    mi ritrovo a mutar versione.

    Pochi secondi e m’appare chiara

    La via fiorita

    Dalla ragione.

     
  • 12 luglio 2006
    Regno Purgatorio

    Un gabbiano in volo

    Apre nuovi orizzonti.

    Stupisce l’assenza dei rumori,

    totale.

    Il sole va giu’

    Inarrestabile.

    Niente rumori,

    una scultura in bronzo graffia il cielo.

    Ognuno cerca qualcuno da essere.

    Un’arcata due bandiere,

    separano i destini,

    sopra al fiume delle pene e delle gioie,

    sotto al monte delle risorse,

    che di umano hanno solo il nome..

    Tiepidi venti leniscono

    Le coscienze su gocce

    Sospese ed incognite.

    Non si capisce se sono

    Gocce di sudore o lacrime di speranza,

    brillano intensamente,

    come coi semi siamo piante,

    da ergere,alimentate dal rincorrersi

    perpetuo degli eventi,

    nelle fotosintesi

    delle vite vissute.

     
  • 21 giugno 2006
    Destino di Nausicaa

    Imprimo utopia,

    coperta di fiori,

    ripasso la sorte striata di pace e babele.

    Rinchiudo in un solo momento,

    eruditi sapienti misteri.

    Anguste son le emozioni.

    Dov'è che potrei collocare

    l'eco delle tue paure?

    Tra i tanti libecci che mi porta il cielo,

    ho scelto la nube che bisbiglia,

    sapiente,

    suggerisce la scelta dell'amore.

     
  • 21 giugno 2006
    La scoperta di Troia

    Potrei vederti al buio più discreto,

    mostrandoti

    il più forte mio rispetto.

    Di certo stai espiando le tue colpe,

    non ho sguardo,

    ma questa mia passione è assai curiosa,

    vorrei vederti ancora.

    Mi chiedo,

    che cosa più significhi

    per te il giorno,

    se il centro del destino è già sommerso.

    Fragile tuo cielo taciturno,

    ricopre la tua veste arcobaleno

    e questa nuova luna

    che imbratta i ricordi,

    sarà il tuo eterno vento nei capelli.

     
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  • 12 dicembre 2006
    Storia di Alzheimer

    Come comincia: Diario di Alzheimer

     

    E' dietro di me, è a un piede, un passo. La nebbia è davanti e toglie i colori.
    La forza non c'entra, non è una questione di volontà, sono i ricordi che sciolgono, l'eterno diventa un attimo.
    Io che di paure ne ho avute tante, temo il sorpasso, temo che il mio sguardo vaghi in un mondo disperso, che le voci attorno provengano da un deserto.
    E' dietro di me, è questione di ore.
    La mia casa sembra bisbigliare qualcosa, gli amici, i parenti, i miei gatti, sono perplessi, mi vogliono bene.
    Credono che il mio diventi il mondo dell'astenia, del dolce limbo.
    Ancora non so o forse manca poco.
    I ricordi li tengo rinchiusi a duplice mandata di chiave, forse non mi sfuggiranno, il sole me lo ricordo ed anche il tempo.
    Le urla dei bimbi qua sotto mi fanno allegria, come le carezze dei miei figli.
    Snobbo la tv, non perché io non l'apprezzi per carità, non perché
    io non mi concentri, ma soltanto per il fatto che io ami il canto.
    Allora accendo una radio ed ascolto un motivo a caso e cantucchio e strimpello delle note afone.
    I libri li guardo, son sempre qui avanti a me, guardo le copertine
    ordinate da anni.
    Di ognuno conosco i segreti il colore ed il verso, son parte di me e del mio essere.
    E' dietro di me, mi ha quasi raggiunto.
    Non temo per me ma per chi mi sta attorno.
    In fondo il mio mondo è quello di sempre, un mio ricordo rimane nel cassetto, un mio stato d'animo rimane il mio concetto di perfetto.
    Chissà che diranno dietro ad un mio sorriso che per sempre
    conserverò intatto.

     
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