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Autore

Antonio Sangervasio

in archivio dal 29 mag 2006

10 settembre 1970, Roma

mi descrivo così:
Amo troppo la poesia per poterla descrivere con parole.

12 luglio 2006

Regno Purgatorio

Un gabbiano in volo

Apre nuovi orizzonti.

Stupisce l’assenza dei rumori,

totale.

Il sole va giu’

Inarrestabile.

Niente rumori,

una scultura in bronzo graffia il cielo.

Ognuno cerca qualcuno da essere.

Un’arcata due bandiere,

separano i destini,

sopra al fiume delle pene e delle gioie,

sotto al monte delle risorse,

che di umano hanno solo il nome..

Tiepidi venti leniscono

Le coscienze su gocce

Sospese ed incognite.

Non si capisce se sono

Gocce di sudore o lacrime di speranza,

brillano intensamente,

come coi semi siamo piante,

da ergere,alimentate dal rincorrersi

perpetuo degli eventi,

nelle fotosintesi

delle vite vissute.

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