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in archivio dal 14 nov 2011

Arnold de Vos

20 settembre 1937, L'Aja - Olanda
Segni particolari: Arnold de Vos, scrittore migrante, scrive testi multilinguistici, ricchi di suggestioni provenienti dalle culture biblica, greca, latina.
Mi descrivo così: Adele Desideri su Arnold de Vos: ‘I suoi lemmi sono un “corpo a corpo con una lingua” che non gli appartiene'.
Mi trovi anche su:

elementi per pagina
  • 15 novembre 2011 alle ore 17:28
    Retablo

    Senza ammanto gli amanti

    si librano sull’altare dei corpi:

    è fiamma che nasce e servaggio

    ai turiboli dell’amore.

     
  • 15 novembre 2011 alle ore 17:26
    A Poros

    Hai generato Eros venendo meno alla saggezza

    congiuntoti alla materia in un accesso di ebbrezza

    nel giardino di Zeus festante

    la nascita di Afrodite con gli dèi.

    Nato da essere e bisogno di essere,

    allattato dall’indigenza in persona,

    tuo figlio è cresciuto con le pene d’amore

    avute in eredità, disseminandole con l’incanto

    nella sua temibile caccia

    che ci ministra a tutti con le sue frecciate

    le deiscenti brame degli dèi.

     
  • 15 novembre 2011 alle ore 17:24
    Accostamento

    Pencola nelle mie notti

    la stella sulla tua spalla

    con la sorgenza del resto del corpo:

    puer, adulescentulus, iuvenis, vir,

    sei tracimato nel mio sogno

    per la trafila degli occhi chiusi.

     
  • 15 novembre 2011 alle ore 17:23
    Orgasmo di luce

    What am I to do

    If love throws its arms around me?

    I too put my arms around it

    And take it to my heart.

    (Jalālu’d-Dīn Rūmī transl. Talat Sait Halman,

    Love is all [Istanbul 1983])

     

    Ho visto Dio nella tua forma

    prendere le distanze da me.

    Amore è ferita inferta dall’amato

    e divina melancolia

    per il rinculo della desianza

    dal destinatario renitente

    riverberata sul mittente.

     
  • 15 novembre 2011 alle ore 17:21
    Impurità ?

    Sembra che i farisei si lavassero le mani

    anche dopo aver maneggiato la scrittura

    (Ed Parish Sanders, Judaism. Practice and Belief)

     

    Se andassero lavate dopo aver spremuto un grappolo molle

    o fatto schizzare il vino della scrittura

    rese impure per una sorta di logica contraria,

    che pensare delle mie dita che hanno toccato

    il tuo corpo ? Mani innocenti e cuore puro non ho

    che me ne vado trasognato e appagato

    e le piego in un gesto di apprezzamento

    e ringraziamento percolato da ciò.

     
  • 15 novembre 2011 alle ore 17:18
    Dagherrotipo

    Volto sognante, corpo da caccabaldole

    avanzi nella stanza nuda.

    L’assolo sul pavimento lucidato

    distanzia le pareti e la mia persona

    asservite alla tua prestanza e come annientate

    dal tuo ego scontornato pieno di sé.

     
  • 14 novembre 2011 alle ore 12:01
    Tarabucche e zummare

    La poesia come la pratico, è iatromusica:
    sveglia il mio essere assopito
    per apatia, reso inappetente dai tristia
    di amore e vita. L’iatria dei suoni stimola
    come l’armonia digressiva di un bel corpo:
    la suggestione è la mia mazzuola
    tarantolata nell’inseguire strategie di vita.