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Autore

Arthur Rimbaud

in archivio dal 07 feb 2002

20 ottobre 1854, Charleville - Francia

10 novembre 1891, Marsiglia - Francia

segni particolari:
Tanti, troppi per chiuderli in questa casella, chiedete a Paul Verlaine.

mi descrivo così:
Un poeta veggente alla ricerca dell'autentica lucidità attraverso un "lungo, immenso e ragionato sregolamento di tutti i sensi".

01 aprile 2006

I seduti

Neri di pustole, butterati, gli occhi cerchiati da anelli
Verdi, le dita bulbose rattrappite sui femori,
L'occipite piagato da vaghe astiosità
Come le fioriture lebbrose dei vecchi muri;

Hanno innestato in amori epilettici
La loro bizzarra ossatura ai grandi scheletri neri
Delle loro sedie; i piedi alle sbarre rachitiche
Attorcigliati mattina e sera!

Questi vegliardi sono sempre intrecciati alle loro seggiole,
Sentono i vivi soli lucidargli la pelle,
Oppure, gli occhi ai vetri dove la neve sbiadisce,
Tremano del doloroso tremare dei rospi.

E le seggiole con loro sono cortesi: incrostata
Di bruno, la paglia cede ai lati delle loro reni;
L'anima degli antichi soli si accende rinchiusa
Nelle trecce di spighe in cui fermentò il grano.

E i seduti, le ginocchia sui denti, verdi pianisti,
Le dieci dita che tambureggiano sotto la seggiola,
Si ascoltano sciabordare tristi barcarole
E le loro zucche cominciano un dondolio d'amore.

Oh! non li fate alzare! È il naufragio...
Si ergono, mugugnando come gatti schiaffeggiati,
Aprono lentamente le scapole, oh rabbia!
I pantaloni sbuffano sui fianchi rigonfi.

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