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Autore

Aurora Cantini

in archivio dal 12 apr 2012

11 maggio 1962, Gazzaniga - Italia

segni particolari:
 Ho ascoltato le poesie degli alberi che muovendosi nel tramonto estivo cullavano i miei sogni bambini, o quando, carichi di neve, svettavano al cielo e mi portavano fin lassù, nell'azzurro, con le loro lunghe dita di diamanti. Mi raccontavano, mi consolavano, mi inebriavano di vita

mi descrivo così:
 Sono legata alla mia terra di montagna come una radice sospesa, la sento vibrare in me in ogni respiro di vento, in ogni scricchiolare di foglia, in ogni sentiero nascosto. E ora che scrivo poesie e storie, so che lo devo alla Terra, alle mie montagne. Il mio cuore è l'orizzonte.

25 giugno 2012 alle ore 16:46

Lascia che la fatica... (per tutti gli emigranti)

Lascia che la fatica
scorra sul cuore
e scenda fino a lambire
i solitari segreti
di un uomo stanco.

Raccolto in un intimo pudore
il sospiro scava
filigrane argentate
nei capelli.

Lascia che la fatica
conceda al tuo cuore
di deporre i suoi accorati silenzi
nelle mie mani.

  Da “Fiori di campo” 1993 rieditato 2011

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