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Autore

Aurora Cantini

in archivio dal 12 apr 2012

11 maggio 1962, Gazzaniga - Italia

segni particolari:
 Ho ascoltato le poesie degli alberi che muovendosi nel tramonto estivo cullavano i miei sogni bambini, o quando, carichi di neve, svettavano al cielo e mi portavano fin lassù, nell'azzurro, con le loro lunghe dita di diamanti. Mi raccontavano, mi consolavano, mi inebriavano di vita

mi descrivo così:
 Sono legata alla mia terra di montagna come una radice sospesa, la sento vibrare in me in ogni respiro di vento, in ogni scricchiolare di foglia, in ogni sentiero nascosto. E ora che scrivo poesie e storie, so che lo devo alla Terra, alle mie montagne. Il mio cuore è l'orizzonte.

23 aprile 2012 alle ore 14:29

Nel migrar dei giorni

Come un’edera
m’avviluppo di ricordi
e lascio che le membra
trovino un’ombra di frescura
dove smarrirsi in smorzati pianti.

Poi libero gli occhi
sui deserti sentieri
che fuggono lontano
come strisce d’aquilone

-radenti voli di pomeriggi
che hanno strattonato il tempo
e ferito il tramonto
con macchie d’ambrate pervinche
cadute tra le zolle.-

poi libero le mani
chiuse a coppa
su quelle piccole lacrime

-velluto d’ombra che langue e freme
nell’intrico del vento
e consola altre lacrime
come rugiada sul boccio.-

Verde l’edera alfin
m’arrenderò al migrar dei giorni
nascosta allo smarrito passo
una pervinca d’ambra
in un fragile eco di attese
alla primavera.

Da “Nel migrar dei giorni” 2000

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