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Autore

Aurora Cantini

in archivio dal 12 apr 2012

11 maggio 1962, Gazzaniga - Italia

segni particolari:
 Ho ascoltato le poesie degli alberi che muovendosi nel tramonto estivo cullavano i miei sogni bambini, o quando, carichi di neve, svettavano al cielo e mi portavano fin lassù, nell'azzurro, con le loro lunghe dita di diamanti. Mi raccontavano, mi consolavano, mi inebriavano di vita

mi descrivo così:
 Sono legata alla mia terra di montagna come una radice sospesa, la sento vibrare in me in ogni respiro di vento, in ogni scricchiolare di foglia, in ogni sentiero nascosto. E ora che scrivo poesie e storie, so che lo devo alla Terra, alle mie montagne. Il mio cuore è l'orizzonte.

05 dicembre 2012 alle ore 14:08

Davanti al presepe

Il racconto

L'Angelo

In quella notte di dicembre in Palestina ben pochi viandanti erano in viaggio. Tra coloro che proseguivano troviamo i due sposi di Nazareth. Stanchi e infreddoliti, sentivano crescere dentro mille dubbi e interrogativi sul compito gravoso che li attendeva, mentre gli zoccoli incespicavano sui ciotoli della pista carovaniera. Possiamo immaginare i loro sguardi guizzanti e impauriti lungo i contorni in ombra delle colline, possiamo sentire la morsa di angoscia che attanagliava il respiro. Ma su tutto regnava l'attesa di qualcosa di immenso e incomprensibile.

Il Censimento

Anche i legionari romani si muovevano in quelle ore, pieni di dubbi sul valore del Censimento e rimpiangendo il calore della caserma a Gerusalemme. Anch'essi stranieri in una terra straniera, valorosi eppur fragili dietro la loro corazza di silenzio.

 La Locanda

Il momento più drammatico del cammino di Maria e Giuseppe resta il loro tentativo di ospitalità alla locanda di Betlemme. Il luogo di incontro diventa il simbolo del rifiuto verso chi è debole o straniero. E' facile quindi associare la Sacra Famiglia alla famiglia emigrante: quella dei nostri nonni, con la valigia di cartone chiusa con lo spago, e quella del nostro tempo, con il rumore degli spari negli orecchi, ancora più sola in questo nostro muoversi frenetico.

Per questo Gesù scelse come luogo di incontro e amicizia un posto senza porte e senza confini: l'immensità del mondo, la terra degli uomini.

I Pastori

Alcuni pastori osservavano dalle rupi il passaggio dei forestieri lungo le immense praterie steppose della regione di  Betlemme, a mezzanotte. Si trovavano nella più completa solitudine, induriti da una vita di intemperie, vagabondi negli affetti, solitarie presenze in un mondo severo e sferzato dal vento. Non chiesero spiegazioni agli strani eventi di quella Notte, ma offrirono aiuto senza riserve, nel modo più completo e totale. Dietro la scorza ruvida e taciturna brillava la tenerezza più morbida.

 I Beduini

Alcuni nomadi venuti dalle terre del Sinai si spostavano seguendo il miraggio di una fuga dalla povertà. Impolverati e stanchi cercavano un sogno di speranza al loro vagabondare senza tregua. Nei loro sguardi si raccoglie tutta la desolazione dei profughi di ogni tempo, sperduti ma sempre pronti a riprendere il cammino.

 Il dormiente

V' era un anfratto poco fuori la città dove i viandanti trovavano sollievo. Anche Maria appariva provata dal lungo viaggio e desiderava stendersi a riposare. Le fecero posto nel piccolo spazio tra le rocce, ma quando le sue mani si posarono sul volto di chi in silenzio attendeva la nuova alba, lieve il suo tocco alleggerì ogni pena e confortò ogni cuore, perché, anche se tacita,  aveva ascoltato le loro invocazioni.

In cambio offriva a tutti gli uomini ciò che aveva di più caro: Suo Figlio.

I Contadini

I contadini che quella Notte offrirono i loro pochi cibi a Giuseppe avevano sulle spalle il ritmo delle stagioni, i semplici gesti della vita quotidiana, la capacità di adattarsi al mutare degli eventi, e quella di conservare intatto il valore degli affetti, delle cose care. Essi, con la loro offerta, volevano esprimere l'antico legame di solidarietà del mondo contadino e rinfrancare un uomo sperduto ma saldo nel suo impegno più grande.

Il Casale

Nel passato le strade, acciottolate e fangose, erano percorribili solo a dorso d'asino o con i carretti. I viandanti sapevano però di poter contare sull'ospitalità della gente dei casali sparsi lungo i pendii o nelle vallate. Il fuoco sempre acceso scaldava i cuori e le menti, avvolgeva come una calda coperta quegli uomini induriti dalle fatiche e gli sguardi legavano al mondo i solitari giorni di chi era perso.

I Taglialegna

Accanto al giaciglio col bambino alcuni taglialegna accesero un fuoco: subito il chiarore s'irradiò ad avvolgere il Neonato addormentato. Gli uomini intanto osservavano con occhi sgranati il mistero che si presentava loro e che scaldava i loro cuori e le loro menti come un fuoco acceso. Questi semplici taglialegna scoprirono che il loro fuoco di legna aveva trovato sublime corrispondenza con il fuoco dell'anima scaturito da Dio.

Il Fornaio

Le mani del fornaio richiamano l'idea della purezza. Sono l'anello che lega il chicco di grano all'uomo e portano vita, offrendo pane. Anche Gesù userà sempre il pane quando vorrà esprimere i suoi messaggi più profondi. Il pane deposto vicino a Maria racchiudeva il sapore della fatica e della gioia, il gioco di un bimbo che cresce, il pianto di chi ha fame, l'amore di Dio. Nulla si perde, tutto si stempera nell'eternità del Cristo.

Le Lavandaie

Lungo il cammino di Gesù troviamo molte figure di donna e queste sconosciute lavandaie sono tra le più dolci: nel crepuscolo della terra di Palestina esse per prime videro riflettersi nell'acqua le gocce lucenti della magica Stella. Chissà con quale tremore quelle mani screpolate e ruvide strinsero i panni bagnati, per poi sollevarsi gocciolanti verso il fulgido richiamo, mute di suppliche e desideri, ancora pronte a cullare e fasciare il più piccolo degli indifesi.

E mentre le agili mani sfioravano l'acqua, piccole perle calde scesero a impreziosire i bianchi camicini come pegno d'amore materno e devoto fino al dolore della Croce.

I Magi

Nella gelida notte della Palestina apparvero in lontananza tre stranieri. Erano partiti pieni di incertezze, guidati soltanto da un effimero miraggio e dalle parole scritte da chi era morto ormai da tempo. Ma il loro destino è tracciato: porteranno luce all'uomo nuovo, speranza al figlio perduto, rinascita al seme gettato. Si inginocchieranno e onoreranno il loro unico agognato angelo, il solo che potrà alleviare il loro inquieto vagare come stella, la sola Stella per inquieti viandanti del tempo.

 

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