username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Aurora Cantini

in archivio dal 12 apr 2012

11 maggio 1962, Gazzaniga - Italia

segni particolari:
 Ho ascoltato le poesie degli alberi che muovendosi nel tramonto estivo cullavano i miei sogni bambini, o quando, carichi di neve, svettavano al cielo e mi portavano fin lassù, nell'azzurro, con le loro lunghe dita di diamanti. Mi raccontavano, mi consolavano, mi inebriavano di vita

mi descrivo così:
 Sono legata alla mia terra di montagna come una radice sospesa, la sento vibrare in me in ogni respiro di vento, in ogni scricchiolare di foglia, in ogni sentiero nascosto. E ora che scrivo poesie e storie, so che lo devo alla Terra, alle mie montagne. Il mio cuore è l'orizzonte.

18 gennaio 2013 alle ore 14:13

Nella borsetta della mamma

Intro: Ogni donna ha la sua borsetta preferita, dentro la quale c'è tutto un mondo di vita. Da bambina, mi ricordo bene il profumo della borsetta di mia mamma: ad ogni intoppo, ad ogni contrattempo, lei cercava lì dentro e come per magia aveva la soluzione per tutto.Nelle attese di lei, mi sedevo composta accanto alla sua borsetta.

Il racconto

Ogni donna ha la sua borsetta preferita, dentro la quale c'è tutto un mondo di vita. Da bambina, mi ricordo bene il profumo della borsetta di mia mamma: ad ogni intoppo, ad ogni contrattempo, lei cercava lì dentro e come per magia aveva la soluzione per tutto.

Nelle attese di lei, mi sedevo composta accanto alla sua borsetta: ero al sicuro, sarebbe tornata. Ricordo che lisciavo la fragrante pelle scamosciata, come un velluto sulle mie mani, mi immaginavo grande, anch'io con la mia borsettina, ne ero orgogliosa.

I manici erano splendenti, ci giocavo come con una collana, e il profumo mi incantava, mi ricordava lei. Se la scuotevo appena appena, emetteva un suono canterino, un tintinnio di monete, chiavi, scatoline della cipria, borsellino a clip...

Raccontavo le mie storie bisbigliando, sbirciando all'interno dalla cerniera un poco socchiusa, come pensando di trovarci qualcuno di così piccino da passare inosservato, e che aiutava la mamma in ogni difficoltà.

Nei momenti tristi del dolore, la vedevo afferrare la sua borsetta con artigli forsennati, stringendosela al petto come fosse viva, ascoltava e chinava il capo alla messa delle Dieci e la sua borsetta era lì, appoggiata allo schienale del banco. Era il mio prezioso scudo contro il mondo, era il mio essere bimba amata, accanto ad una borsetta antica.

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento