Due porci in pizzeria
Era di domenica. Il paese era deserto e noi non avevamo un cazzo da fare. Avevo pranzato a casa di un amico e mi ero riempito come un bidone dell'immondizia. Anzi no,come un bidone di merda. Avevo mangiato bene e bevuto un buon vino dolce. Avevo comprato anche dei mignon per fare bella figura e c'ero riuscito. La madre di Carl mi fa: "Mi dispiace solo che non ho una figlia femmina" "Anche a me, signora" le dico mentre bevo un buon bicchiere di rosso. Finiamo di pranzare e andiamo in camera di Carl. Il computer era acceso, stava scaricando film porno da internet. "Da quando mi hai fatto vedere Briana"- mi fa Carl - "Mi hai rovinato" "Che fica che c'ha,vero?" gli dico mentre sto cercando nei Documenti i film che si è scaricato. "Mi sono riempito di seghe. Sto impazzendo, è troppo porca." "Secondo me." - gli faccio - "quella si è siliconata le labbra (della fica)" "Sì, anche secondo me." Briana è una pornoattrice americana di 25anni. È una maiala della madonna ma sono convinto che molti di voi hanno già avuto a che "fare" con lei. Vero? Mentre parliamo gli squilla il cellulare. "È un'amica" - mi dice dopo aver attaccato. "Ti dispiace se passo da lei un paio d'ore?" "Per me non è un problema, Carl. Basta che mi fai sapere se dopo esci o no." "Sì, sì, sono le sei. Sto con lei fino alle otto e ci vediamo da me verso le otto e trenta." "Beato te che chiavi. Io non scopo da 2 mesi. Mi sta scoppiando la patta nei pantaloni" "Non la scopo. Vado solo a salutarla"- mi dice mentre si sta cambiando e si sta spruzzando di profumo dappertutto. "Sì, col cazzo che non te la chiavi. Allora che fai ? vai a farti una partita a ramino?" - gli dico facendo con la destra su e giù a pugno chiuso. "E tu mo' che fai queste due ore?" - mi fa lui, finitosi di vestire. "Vado a casa e mi sparo una sega su Briana". Rido. Spegne il computer e scendiamo. "Beh" - gli faccio- "ci vediamo più tardi. Buona chiavata" "Non vado a chiavare" "Ok. Ciao. A dopo"
Giro la chiave nel cruscotto. Accendo la radio e parto. Nulla di particolare. Vado a casa, mi faccio una bella cacata,una doccia. Gioco un po' al computer. Gioco?… Mi vesto e scendo. Puntualissimo come al mio solito. 30 minuti di ritardo. Carl mi squilla. Rispondo e gli dico che sto arrivando. Arrivo. E'fuori che mi aspetta. Parcheggio. Chiudo a chiave la macchina. Mi si avvicina e ride. "Visto che hai chiavato?" gli faccio io mentre mi infilo le chiavi in tasca. "Solo una botta. Una sola" "Beh. Andiamo va'." "E tu cos'hai fatto?" "Mi sono fatto una sega su Briana." Ride. Arriviamo in pizzeria. Non vedevo l'ora. Fuori faceva così freddo che mancava poco che vedessimo i pinguini passeggiare. Che bel calduccio che c'era dentro. Io avevo la fobia del freddo. Non lo sopportavo proprio. Avevo trascorso troppo tempo al freddo. Ora mi rifacevo. Scegliamo un tavolo vicino alla finestra. Da lì si vedeva il mare. La pizzeria era stata costruita sulla spiaggia tipo palafitta. Il mare agitato mi faceva paura. Mi metto di spalle per non vedere le onde che si schiantano sui pilastri della pizzeria. Arriva la cameriera e che ve lo dico a fare: una porcella esagerata. Magra. Con l'armamentario a posto. Bel culo, begli occhi verdi, bei capelli biondi. Avrà avuto sulla trentina. Carl mi fa: "Carina, vero?" "Cazzo. Lo dici solo" "E'straniera. Viene dall'est" "Da dove viene viene io la metterei a pecora su quel tavolino" - e indicavo col dito il tavolo davanti a me. "C i ho provato con lei. Non me l'ha voluta dare". "Ha pure un figlio". "Ne farei un altro paio con lei" gli dico. Le faccio un cenno. Viene verso di noi. "Avete ordinare" ci fa. "Sì" le rispondo."DOBBIAMO ORDINARE". "Che volete" "Due pizze. Una col salame ed una con tonno e grana" le dico "E bere. Niente?" "Sì" fa Carl. "Due birre. Belle e bionde come te" Lei fa una smorfia compiaciuta. Si gira e si allontana sculettando. Troie, le femmine. Tutte troie. Se sono dell'est, dell'ovest, del nord. Tutte uguali. Basta un complimento giusto al momento giusto e zacchete, è fatta. Te la scopi. Amano essere prese per il culo le donne. Ecco spiegato il perché del mio poco sesso. Non riesco a prenderle in giro. Peccato. Sulla mia sinistra c'è una coppietta che cena a lume di candela. Sorridono. Lei fa la civettuola. Come sono vuoti. Mi danno la nausea. Mi giro a destra dove è seduto Carl. Lui stava giocando con un palmare e non riusciva a farlo funzionare. Chiede a me. Prendo il palmare, ci smanetto un pò, fallisco anch'io. Lo poso sul tavolo. Arrivano le birre. Le faccio un sorriso mentre le poggia sul tavolo. Cerco di vederle le tette mentre si abbassa. Intravedo qualcosa. Troppo poco. "Cazzo Carl" - gli faccio - attirando la sua attenzione - "Hai visto? Le si vedeva li reggiseno" " E sì! Aspettavo te!" Ci capivamo a volo io e Carl. Dietro di lui c'è una comitiva. Cinque ragazzi e una ragazza. "Che sfiga" - mi fa Carl - "loro in cinque con una e noi niente" "E che cazzo" - gli dico - "hai appena scopato." "Sono ancora arrapato" - mi fa - "ne ho fatto una sola" "Merda" - gli dico - "tu sei capace di finire di scopare una ed infilarlo subito in un'altra" I ragazzi dietro Carl facevano discorsi di merda. Parlavano di palestra, di calcio, di auto. Ma si può? Con una ragazza uno che fa? Si mette a parlare di calcio? Lei era PALESEMENTE annoiata. Lo dico a Carl. "Perché non la facciamo sedere qui?" - mi dice - "lo troviamo noi un bell'argomento di conversazione" "Eh sì" - gli faccio - "Venti centimetri di conversazione". Ritorna la cameriera con le pizze. E qui succede il miracolo. Chi ti entra in pizzeria? Una maialona mostruosa che avevamo beccato la sera prima in discoteca. Con un'amica. E subito dietro due ragazzi. I miracoli non esistono faccio tra me e me. Carl la vede. Vorrei farvi vedere la sua faccia in quel momento. Incredibile: un milione di smorfie. Un invasato. Stava per impazzire.
Balbettando mi fa: "A a a ai visssssto qu quell la bion" "Sì,è quella di ieri sera" "Dio esiste" - dice carl "E ci prende per il culo" - gli faccio io. Quella ragazza era il massimo. Tette e culo sproporzionatamente enormi rispetto al corpo magro. Era un specie di pornodiva per rimanere in tema. Si siedono alle mie spalle vicino alla coppietta. Meno male mi dico. Così non la vedo e sto tranquillo. Occhio non vede cazzo non duole. O giù di lì. Il problema è che la vedeva Carl e ogni due secondi mi faceva commenti del tipo "Frank. Mio dio che culo. Si prende tutta la sedia". "E che tette. Fra. Guarda che cazzo di tette. Girati, Fra. Girati" "Llasciami in pace, ti prego. Fammi stare tranquillo" Meno male che era vestita "seria". Aveva un jeans blu e una maglietta azzurra. Avreste dovuto vederla la sera prima con la minigonna e gli stivali lunghi bianchi. E poi dicono che le violentano… mah. Mica c'hanno tanto torto sa'. Mangio la pizza. Carl la divora la sua pizza. La rabbia. Si stava sfogando. A modo suo. "Mmmm" mi fa col boccone in bocca. "Non ce la faccio più. Mi scoppia il cazzo. Me la voglio prendere. T'immagini. Va nel cesso e ti fa un cenno. Come la combinerei. E che cazzo DIO. Me lo fai un miracolo una volta tanto?." "Tu sei malato" gli dico. "Carl. Tu non stai bene". Ironia del destino. Quella si alza per andare al cesso. E si alza pure l'amica. Passano vicino a noi E NON CI CALCOLANO PER NIENTE. "Merda. Merda. Merda." - fa Carl. "Come andrei ora in bagno. Come vorrei scoparle tutt'e due nel cesso" "A me una volta è capitato" gli dico. "Ma le ho dato solo tre botte". Poso il coltello e la forchetta nel piatto. "Carl" - gli faccio - "non ci crederai ma io devo andare veramente al cesso. Devo pisciare". "Vai. io sto quà" Mi alzo e mi avvio al cesso. Entro. Chiudo la porta. C'e'il lavandino sulla sinistra e i due bagni di fronte a me, uno per gli uomini ed uno per le femminucce. Mi avvicino al cesso delle donne e sporgo le orecchie. Speravo di sentire qualcosa. E LO SENTO. CAZZO SE LO SENTO. Le sento ansimare. Quelle due erano nel cesso insieme e le sentivo ansimare. Non poteva essere vero. Mi avvicino di più. Sento una mugolare. Al pensiero di quello che stavano facendo mi si drizza l'uccello. Mi avvicino con l'orecchio alla porta e con una mano sul cazzo che me lo toccavo. Non era possibile. Quello che stava accadendo superava ogni mia immaginazione. Mentre sto per appoggiare l'orecchio alla porta, col cuore a mille, scivolo e ci sbatto. La apro e le vedo spaventate dalla mia intrusione .la mora si stacca dalla bionda. La scena che mi si para davanti mi pietrifica. La bionda stava a gambe aperte, coi jeans abbassati, a pecorina. L'altra aveva le tette fuori. Presumo che gli stesse leccando la fica.Dopo lo spavento iniziale sembrano calmarsi. Mi fanno un sorriso. "Ehm, ciao ragazze" - le dico - "scusate l'intrusione. Non l'ho fatto apposta. Ho sentito mugolare. Sapete com'è..." "Sì che lo sappiamo" mi fa la bionda. Mi faccio coraggio. Anzi no, il mio cazzo che si era fatto beffe del mio imbarazzo si fa coraggio. Le dico "Che ne dite di una cosa a tre?" "No. Senti, vedi, noi." mi fa la mora. "Siamo lesbiche" continua la bionda. "Ma mi prendete per il culo. Bambine, ora vi sculaccio col mio pistolone" mi ero fatto audace. "No, fermo! Non stiamo scherzando" dice la bionda. "Siamo veramente lesbiche. Non lo facciamo con gli uomini." "E quei due lì fuori chi sarebbero? Sono due FROCI?" - in quanto a perspicacia non mi batteva nessuno. "No, sono due COGLIONI" - mi fa la bruna - "li abbiamo beccati ieri sera in discoteca. Sono pieni di soldi." "La patatina gliela facciamo solo annusare" fa la bionda con uno sguardo complice verso l'amica. "Senti. Abbiamo poco tempo" - mi dice la bionda - "sei un tipo simpatico. Non sto scherzando". "Ed hai un volto tragico e strano allo stesso tempo. Mi piaci." dice la bruna "Perché non rimani a guardare mentre noi finiamo?" mi fa la bionda. "Bimbe." - gli dico - "è meglio che vada. Se sto qui vi violento tutt'e due e non è una buona idea. Meglio che vada. NON èstato un piacere. Addio." Mi giro. Mi chiudo la porta alle spalle e vado nel cesso degli uomini. Tento di pisciare. Non ci riesco. Avevo il cazzo troppo duro. Lo smanetto un poco tanto per dargli un contentino. Lo richiudo nei pantaloni. Esco. Mi risiedo al tavolo. "Com'è che ci hai messo cosi tanto?" mi fa Carl. "Era lungo il fatto. Oppure?" "Niente oppure. Te l'ho detto. Tu sei malato." Non potevo dirgli cosa stava succedendo in quel momento nel bagno. Avrebbe fatto un macello. Si sarebbe fatto arrestare. Non l'avrebbe fermato nessuno. Decido di tenere l'accaduto per me. Finiamo. Paghiamo il conto. Carl saluta la cameriera. Io non la guardo nemmeno. Ne avevo avuto abbastanza per oggi. Usciamo. Fuori faceva ancora più freddo. Era una domenica di febbraio. Il giorno dopo iniziava la settimana e si ritornava a lavoro. C'era la neve e le strade erano ghiacciate. In giro non c'era un anima viva. Ci salutiamo. Entro in macchina. Giro la chiave e metto in moto. Accendo la radio mentre fischietto una canzone degli Smiths. Ritorno a casa. Briana era lì che mi stava aspettando. La serata si poteva aggiustare. Dopotutto. |