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in archivio dal 30 mag 2009

Barbara Jennifer America Bald*****

31 maggio 1991, Prato

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  • 30 maggio 2009
    Destino o casualità?

    Come comincia: C’è chi crede nel destino... e chi invece pensa che la vita sia pura casualità. Erano ormai lontani i tempi del liceo, durante i quali Jack aveva vissuto la sua prima vera storia d’amore con Hannah, e sembrava che la vita gli avesse dato tutto ciò che desiderava: un ottimo lavoro, ricchezza, amore. Mai e poi mai avrebbe pensato di venire di nuovo sconvolto da quella ragazza che gli aveva fatto battere il cuore per la prima volta dieci anni prima. Si perché a quella cena di lavoro, a cui Jack non voleva neanche andare, c’era lei, Hannah, bellissima come sempre. Sedeva vicino alla finestra, e nel momento in cui i loro sguardi si incrociarono, le labbra della giovane si sciolsero in un radioso sorriso. 

    “Jack, quanto tempo! Sei proprio tu?” disse. “Proprio io! Che bello rivederti.” Jack cercò di restare impassibile, di non far trasparire alcuna emozione. Non voleva far capire ad Hannah quanto rivederla gli avesse fatto piacere. Il suo cuore intanto però batteva all’impazzata. “Lui è Eric... il mio fidanzato. Presto ci sposeremo.” Queste parole risuonarono nella mente di Jack.
    Perché gli dava così fastidio che Hannah fosse fidanzata? Ormai erano passati dieci lunghi anni da quando si erano lasciati. E perché era così nervoso? Perché non sapeva che dire? Perché appena si avvicinava a lei il suo batticuore si faceva più forte? “Congratulazioni”, rispose.

    Per tutta la sera non fece altro che fissarla e chiedersi come sarebbe stato se le cose tra loro avessero funzionato. Anche Jack però era fidanzato, e con Hilary stava bene. Erano stati amici ancor prima che fidanzati. Lei lo capiva, sapeva come prenderlo. Jack cercò di convincersi che era stupido fantasticare sul passato, e che doveva vivere il presente. E il presente era Hilary. Sapeva però in fondo al suo cuore cosa stava succedendo, e perché si sentiva così stordito. Hilary era fantastica... ma non era Hannah. E lui in tutti questi anni aveva cercato di dimenticare quella ragazza dai riccioli biondi e dai grandi occhi verdi, ma in realtà non aveva mai smesso di amarla.

    Erano ormai quasi le undici quando Jack decise di andare a fumare una sigaretta. Qualche tiro lo avrebbe aiutato a scaricare la tensione. Stava lì, solo, appoggiato a una colonna. Pensava, rifletteva, sognava. “Jack... sei qui. Che ne dici se parliamo un po’?” Hannah portava i riccioli raccolti in una crocchia ed era ancora più bella del solito. “Hannah. ..sei tu. Vieni, sediamoci.”
    Jack era imbarazzatissimo. Forse ancor più della prima volta che le chiese di uscire. “Ti ricordi il nostro primo bacio?” chiese Hannah. “Come potrei averlo dimenticato?! Eravamo sotto casa tua, dopo il primo appuntamento. Io ero nervosissimo perché non sapevo se potevo baciarti o no e aspettavo un tuo segnale. Allora tu hai preso la mia mano e l’hai stretta forte, hai chiuso gli occhi e ti sei avvicinata a me. E io ho capito che era il momento giusto... e ti ho baciata. E’ stato perfetto.” I ricordi di Jack erano nitidi. Ricordava ogni minimo dettaglio.
    “E’ strano sai – continuò Hannah – che io mi stia per sposare e non provi nemmeno la metà dell’emozione che provo quando ripenso al nostro primo bacio. Ti confesso che dopo la fine della nostra storia non ho amato nessuno in modo serio e quindi ho deciso di far felici i miei genitori... li conosci, per loro il denaro è tutto. E conosci anche James, per cui non c’è bisogno che ti spieghi altro. Ma stasera.. io ho sentito qualcosa quando ti ho visto. Non credo che ti importi, ora hai tutto ciò che hai sempre voluto ma io avevo bisogno di dirtelo.”
    Erano le parole più belle che Hannah poteva dire. 
    “Hannah la mia vita sembra perfetta ma non lo è affatto. Il lavoro mi tiene occupato giorno e notte e Hilary, beh lo sa anche lei che in fondo siamo solo amici.” disse Jack.
    “Stasera quando mi hai detto che ti stavi per sposare con Eric... beh quell’Eric mi ha fatto proprio ingelosire. Ero venuto qua fuori per riflettere, e ormai mi è chiaro che provo ancora qualcosa per te.” Hannah lo abbracciò. C’erano le stelle.
    “Fai finta che ci sia una stella cadente e esprimi un desiderio.” disse Hannah.
    “Voglio stare con te” sussurrò Jack.
    “Questo desiderio è già realtà.”
    Hannah strinse la mano di Jack e chiuse gli occhi, proprio come in quella sera d’estate dieci anni prima. Jack capì che era il momento giusto. Chiuse gli occhi. La baciò.
    Le loro strade si erano di nuovo incrociate.
    Casualità? O era colpa del fato? A Jack non importava. L’unica cosa che importava ora era Hannah. Ora era Hannah il suo presente.