username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Benjamin Franklin

in archivio dal 25 nov 2003

17 gennaio 1706, Boston - Stati Uniti

17 aprile 1790, Philadelphia - Stati Uniti

segni particolari:
Sono un politico prestato alla scienza: ho inventato il parafulmine ma ho contribuito anche alla Dichiarazione di Indipendenza del 1776.

mi descrivo così:
Un ottimo diplomatico che ha sfruttato la sua popolarità per ottenere vantaggi per il proprio Paese.

05 marzo 2012 alle ore 11:36

Consigli per scegliere un'amante

di Benjamin Franklin

editore: Nuovo melangolo srl

pagine: 48

prezzo: 5,10 €

Acquista `Consigli per scegliere un'amante`!Acquista!

Padre fondatore degli Stati Uniti d’America, alfiere dell’etica liberale fondata su “freedom and opportunity”, inventore del parafulmine e filosofo autodidatta, Benjamin Franklin ci fornisce dei suggerimenti su come affrontare e, possibilmente, risolvere – in maniera alquanto originale – alcuni dei problemi più comuni delle nostre società democratiche.
Perché Franklin si preoccupa di sottoporre alla pubblica attenzione le questioni da lui stesso, come da noi, sentite più urgenti. E non importa che, in questo tentativo d’approccio, la tranquillità oziosa del senso comune venga scossa: egli vuole che proprio tale sommovimento disorientante si produca nel lettore, in maniera tale che, col considerare punti di vista eliminati a prescindere, il cittadino responsabile e “politicamente corretto” possa avere coscienza dei propri pregiudizi.
E allora, perché noi uomini non consideriamo i vantaggi derivanti dal prendersi per amante una donna matura? La donna giovane è infatti delicata, pretenziosa e comporta una responsabilità non da poco – il matrimonio. Franklin non nega che sia dovuto il giusto rispetto ad una fanciulla e che anche nel matrimonio l’uomo goda di specifici diletti; ma perché non considerare anche l’altra opportunità? In fondo, una donna matura è più affidabile, ha meno pretese e ci sarà infinitamente grata della gioventù di ritorno che le permettiamo di vivere…
Franklin affronta così il conformismo dei benpensanti, con l’elogiare quei comportamenti ch’esaltano l’indipendenza tanto nel pensiero, quanto nell’azione: perciò la flatulenza è un problema sociale degno d’essere risolto con un approccio creativo – rendendo il peto profumato; e l’uomo di carattere, nonostante l’etica dell’altruismo formalmente accettata, è nel giusto qualora ostenti la propria superiorità sugli altri, tentando sempre di porli in uno stato subalterno; mentre l’aggressività spudorata e iniqua della stampa popolare, che lede la reputazione di uomini impossibilitati a difendersi, merita d’esser rintuzzata con un sistema altrettanto ingiusto: la libertà di clava. «Se un impudente scrittore attacca la vostra reputazione, a voi più cara della stessa vita, potete apertamente andare da lui e dargli una bella legnata.»
E questo, paradossalmente, Franklin lo afferma infine per esaltare la virtù della donna, la quale, anche se non regolarmente ammogliata, può preservare il proprio onore per il fatto di mettere al mondo dei figli, di crescerli e di incrementare con ciò i cittadini della nazione di cui fa parte.
Dunque, Franklin ci mostra, con magistrale ironia, come la libertà non sia questione da porsi soltanto in caso di formale scorrettezza delle regole; la libertà, invece, è quella capacità di ogni essere umano di saper gestire la propria esistenza col massimo dell’autonomia e della creatività, dimostrandosi anche capace, se necessario, di provocare disagio e imbarazzo nei propri consimili, nel momento in cui essi – e ciò avviene quasi sempre – non vogliano, per pigrizia, affrontare con coraggio la vita.

recensione di Marco Gabrielli

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento