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in archivio dal 16 mag 2011

Beppe Bresolin

Brindisi

elementi per pagina
  • 10 settembre 2012 alle ore 18:48
    Tre nodi

    Li vedrai
    sulle panchine di Peynet
    tra cuori che son fiori, pensieri o aquiloni
    bagnati dalla stessa pioggia
    sudati dello stesso calore
    appiccicati dallo stesso sudore
    baciati nelle parole di Prevèrt
    ad abitare portoni.
    Li vedrai
    percorrere la stessa spiaggia a piedi nudi
    dietro una scia di passi impressi
    sulla sabbia
    o volare in un quadro di Cezanne
    amandosi
    tre metri sopra il cielo tra le pagine di Moccia
    vento d’inchiostro che accarezza una roccia
    lama tagliente che affonda in un cuore
    o incide un albero sulla corteccia
    le iniziali in un inizio senza fine.
    Li vedrai
    incorniciati in un abbraccio dorato di Klimt
    o non li vedrai affatto
    mentre si tengono per mano
    e si raccontano sogni.
    Li vedrai
    innamorati
    occhi negli occhi
    labbra su labbra
    mentre il sole li bacia e crea un’unica ombra.
    Io li ho visti scritti nei versi
    vicini quasi a toccarsi
    e lontano tra loro una colonna di punti
    tre nodi del legno di una panchina.

     
  • 10 settembre 2012 alle ore 18:48
    Lo stesso sguardo

    C’è sempre un numero da prendere
    e sono tutti diversi.
    Siamo nella stessa fila
    nello stesso posto
    anche quando non ci siamo affatto.
    Dalle ascelle della massaia il suo sudore
    dai suoi capelli il pranzo soffritto.
    Il disgusto è condiviso.
    La donna anziana
    parcheggiata nella corsia.
    La radio.
    Una radiografia.
    Una tomografia assiale computerizzata
    nonostante il contrasto
    nonostante i contrasti.
    In mancanza di un letto
    puoi usare una sedia o un sedile.
    Un brano gracchia
    dagli auricolari della ragazzina.
    Ci viene da cantarlo, in coro, possibilmente.
    I miei denti
    i tuoi denti tra labbra,
    i nostri occhi sono la stessa risata.
    Le immagini nel tuo sguardo.
    Le immagini nel mio sguardo.
    I nostri sguardi.
    Lo stesso sguardo.
    Tu che numero sei?
    In quel momento mi accorgo
    di essere solo un numero.
    Sul display appare il mio
    il tuo sull’altro.
    Andiamo. In posti diversi.

     
  • 10 settembre 2012 alle ore 18:47
    In un posto qualunque

    Le parole van via
    sulle labbra bagnate
    inciampate
    nei passi da una lingua che brucia
    una gola che arde
    una corda che stona
    gli occhi troppo lucenti
    da aspettare l’aurora.
    Dammi il La
    che ti canto una nuova canzone
    Dammi un Do
    e ricambio la voglia di ridere
    che non ho...
    Io non guardo gli specchi
    loro guardano altrove
    in un posto qualunque
    i riflessi ognidove
    e in oceani di pugni
    stringi forte parole
    fracassate su costole
    gonfiate su labbra
    scritte in mare
    al limite della sabbia
    solo il tempo di leggerle
    e raccoglierne il sale...
    sulle ferite
    nei buchi del cuore
    brucia forte
    e fa ancora più male.

     
  • 10 settembre 2012 alle ore 18:47
    Muli e mulini

    Sorrido
    sono stupido
    e stupito
    della casualità
    di poesie scritte
    sempre alla stessa ora
    e ai pensieri brevi
    come una galleria
    Lazzaretto, A14
    col sole sulla faccia
    e l’ombra sotto il culo.
    Graffio
    la stupidità che resta
    la ruggine che non si può sabbiare
    vernice che si scrosta il giorno dopo
    tra i denti trinciature di tabacco
    e fumo
    e unghie
    come il tempo consumate.

    Si macina farina
    testardi e sudati di fatica
    a far girare i giorni
    della vita
    da muli legati sulla ruota
    quando il vento è spento
    quando va a dormire presto
    quando riprende
    la sua corsa e la sua strada.

     
  • 10 settembre 2012 alle ore 18:45
    Giorni senza vento

    Le foglie arrossiscono
    le foglie ingialliscono
    dondolano
    disegnando sorrisi
    le foglie danzano
    le foglie s’alzano
    le foglie avanzano
    inciampano
    su fili d’erba
    fili di voce
    corde alla gola
    le foglie perdono
    le foglie muoiono.

    Nei giorni senza vento
    le foglie cadono
    senza rumore.

     
  • 10 settembre 2012 alle ore 18:45
    In un attimo

    “...si baciano in piedi contro le porte della notte.”
    (Jacques Prévert)

    ...
    In un attimo
    si scatena l’inaspettato
    che non cercavi
    e che aspettavi.
    ...
    Vento che scompiglia i capelli
    stomaco che vola via
    eclissi di sguardi e occhi dentro
    lampi, tuoni, saette
    pioggia di emozioni
    goccioloni nella mente
    e dardi d’acqua sulla pelle
    frecciate addosso
    colpito
    stupito
    stupido
    Cupido
    e si ascolta con la bocca
    si parla col petto
    si trema con le mani
    ogni ruga del viso abbraccia il cielo
    lacrime di felicità
    confuse nel sudore.
    ...
    In un attimo
    quando un bacio racconta un amore
    e quando l’amore si incontra in un bacio
    all’angolo delle labbra...

     
  • 10 settembre 2012 alle ore 18:43
    Giorno di mercato

    Diligenze
    i furgoni del mercato
    che dopo il pranzo
    non c’erano più.
    Poco diligenti
    i ragazzini
    tuffati
    tra le vesti
    fruscianti delle donne
    affacciate
    su tavole di legno
    colme di reggiseni.
    La curiosità.
    Il peccato.
    La scoperta
    di vedersi crescere
    anche nell’età.

     
  • 10 settembre 2012 alle ore 18:42
    Caramelle

    Solo ieri...

    Era orzo o miele
    caramellati in strisce pendenti
    tasselli di desideri monocolore
    o palline di dolcezza infinita di frutta
    che riconoscevi dall’incarto
    e le promesse di farle durare
    che non duravano più della bugia...
    Era il solito passaggio obbligato
    della cresta sul salumiere o sul barbiere
    le praline gommose
    di zucchero lentigginose
    più dolci che in farmacia
    la liquirizia a spirale o ripiena.
    Se è bianca è vaniglia.
    Era come un treno e vagoni
    susseguirsi di aromi
    e sapori e saliva che colava
    desideri bambini incollati tra i denti
    e una gola come galleria.

    Poi...

    Ogni cosa si perde e ogni cosa va via
    resta solo l’amaro al palato
    dei banconi di vetro della drogheria
    che eran sempre più alti di noi...
    I sapori coniugati al passato
    e i desideri del bambino
    sono in buste di plastica in un supermercato
    troppo tempo è passato sui denti cariati
    e anche il gusto è cambiato...

     
  • 10 settembre 2012 alle ore 18:41
    Bi seicentododici

    Una sedia da sedersi
    una rosa e una pecora
    da accudire
    l’universo da contemplare
    in tramonti da contare...
    elefanti ingoiati in buffi cappelli
    un volo da volare
    cieli da attraversare
    pianeti da scoprire
    un re senza sudditi da governare
    un vanitoso da ammirare
    un ubriaco che vuol dimenticare
    un uomo d’affari che conta le stelle
    il lampionaio, lo scrittore, l’aviatore
    e una volpe da addomesticare
    gli occhi per vedere
    il cuore per guardare
    una frase da ricordare
    un deserto
    popolato di incontri
    da incontrare
    il sibilo della morte
    quando è tempo di andare
    e una notte per ridere
    stelle da accendere
    e abitarne una
    tutte le notti
    per farsi ricordare.

     
  • 10 settembre 2012 alle ore 18:40
    Il fuoco del santo

    Sento
    calore e folla
    fuoco e tormento
    mani che stringono
    il santo
    fiamme e fuoco
    e fuochi e musica tutta la notte
    riscalda il vento
    riscalda il cuore
    brucia il passato
    il fuoco dentro
    lapilli al cielo
    stelle accese
    la cenere è argento
    fiumi di gente
    fiumi di vino
    fumi di carne
    focara ardente
    non siamo niente
    davanti al fuoco
    meno di niente.
    Davanti al fuoco
    brucio i miei versi
    accendo il bicchiere
    verso da bere
    spengo la sete
    spengo la notte
    spengo le stelle
    spengo la luna
    ho spento tutto
    vieni a cercarmi
    domani
    nel vino versato.

     
  • 10 settembre 2012 alle ore 18:39
    Gabbiano

    Becco di sabbia
    occhi di sale
    foglio di carta
    che insegue
    la sua ombra sul mare
    sopra stracci di spiaggia
    in volo testardo
    controvento
    mentre arriva la pioggia.

     
  • 10 settembre 2012 alle ore 18:39
    Gabbiano

    Becco di sabbia
    occhi di sale
    foglio di carta
    che insegue
    la sua ombra sul mare
    sopra stracci di spiaggia
    in volo testardo
    controvento
    mentre arriva la pioggia.

     
  • 10 settembre 2012 alle ore 18:38
    A labbra serrate

    Com’è difficile
    esprimere i pensieri
    avendo poche virgole
    a disposizione
    quindi vai a capo
    ogni volta
    cercando parole
    mai dette
    tralasciando
    le inutili
    e le inascoltate
    le battute
    le sbattute sopra muri
    d’incomprensione.
    Com’è difficile
    scriverle
    e, a volte,
    anche solo pensare
    quando la dolcezza
    diventa rabbia
    la malinconia
    amarezza
    e un abbraccio
    involve a delusione.
    Non trovare
    le parole
    è un bacio
    a labbra serrate.

    Nella notte
    s’odono più forti
    i sussurri
    del silenzio.

     
  • 10 settembre 2012 alle ore 18:37
    Origami

    Il sole è un bacio sul viso
    attraverso
    una finestra chiusa.

    Scritte su un foglio
    frasi di rabbia
    e orgoglio
    leggere e rileggere
    niente da correggere
    piegare e ripiegare
    ciò che non sai spiegare.

    Tra le mani un aereoplano
    pronto a volare
    sulle ali
    solo due parole
    brevi
    d’amore.

    Solo un pezzo di carta
    letto e riletto
    piegato e ripiegato
    e poi ancora orgoglio
    e rabbia
    da accartocciare.

    Rabbia e orgoglio
    come una finestra chiusa
    in un giorno senza vento.

     
  • 10 settembre 2012 alle ore 18:35
    Senza ombra

    C’è fumo soffiato
    tra gli spifferi del cuore
    aliti di musica
    ad alleviare il dolore
    accendo
    l’accendo
    la vedo salire.

    Una nuvola
    non dà ombre
    la notte.

     
  • 10 settembre 2012 alle ore 18:35
    Vale la pena

    Per tutte le orme
    e le ombre di sole
    lasciate su una spiaggia
    per una maglia adornata
    di geografie salate di sudore
    per le sere d’estate
    e le mattine d’inverno
    costante ricerca di temperature
    opposte e miti
    per i pranzi esagerati
    ed i fiumi del vino
    da riempire i vuoti
    per i vuoti a perdere
    le frasi a vincere
    i giorni da giocare
    come una palla che rotola
    nella vita
    per le ore passate
    credendo di fare l’amore
    per tutto il tempo perso
    che hai cercato di pareggiare
    come il gas dell’accendino
    o la partita al noventesimo
    della tua squadra del cuore.

    Vale la pena credere
    che sia questa la vita.

     
  • 10 settembre 2012 alle ore 18:32
    Onde sulla testa

    Gusci di conchiglie
    nacchere silenziose
    aggrappate alla chiglia
    nascoste al sole
    come parole
    aggrappate ad un foglio
    le onde sulla testa
    inchiostro e petrolio
    alla finestra del cielo
    naviganti
    pirati e briganti
    fanti e ippocampi
    lampi e fulmini
    colpi
    senza colpa.
    Mare azzurro.
    Cielo azzurro.
    Orizzonti
    in superficie.
    Sotto
    dentro
    branchie di amanti
    tra branchi di vermi all’amo
    cercano
    a bocca aperta
    un respiro
    e un’altra bocca.

     
  • 10 settembre 2012 alle ore 18:31
    Anche il numero

    Hai il numero
    sbagliato
    o sei seduto
    al posto di un altro?

    A questo punto
    è difficile uscirne.
    Mura davanti.
    La vita che spinge da dietro.
    Nessuna porta.
    Seguo gli spifferi.
    Sullo schermo
    un paradiso a puntate
    dove leggere i titoli di coda
    e preferire l’inferno,
    per bruciare d’amore.

    Il telefono squilla.
    Qualcuno
    ha sbagliato.
    Anche il numero.

     
  • 10 settembre 2012 alle ore 18:30
    Cambiare nome

    Nel libro
    tra le mani
    solo parole in rincorsa
    l’attenzione
    fatica a camminare
    tra le righe
    i pensieri
    come parcheggi
    in seconda fila
    col motore acceso
    sulle cose da fare.
    Sul sedile posteriore
    un cappotto d’estate
    una sciarpa dimenticata
    il manifesto di un viaggio
    soltanto sognato.

    Segnalibri
    di sorrisi di labbra
    a sfinire
    sui denti.
    Le parole sottolineate
    e non ricordate
    come graffi sulla vernice
    all’incrocio del cuore
    come solchi del grano
    di lame affilate.

    In copertina
    la foto sbagliata
    e, da riscrivere,
    un titolo
    che vorrebbe cambiare nome.

     
  • 10 settembre 2012 alle ore 18:29
    Mood (II)

    C’è chi dice
    che ci vuole un forte acquazzone
    per colmare tutto il vuoto
    e assorbire
    come una spugna
    il dolore
    per poi scoppiarlo in lacrime...
    C’è chi dispensa consigli
    ma non ha mai avuto un vuoto
    mai si è lasciato bagnare
    da quella pioggia.

     
  • 10 settembre 2012 alle ore 18:28
    Doccia fredda

    Potrei morire adesso
    la schiuma sulla faccia
    la faccia nello specchio
    il rasoio in mano
    la barba nel lavandino
    lo shampoo
    nel rosso degli occhi
    e impronte di passi
    bagnati
    sul pavimento.

    Se morissi adesso
    di me resterebbe
    un accappatoio umido
    e un paio di mutande
    nel cesto della biancheria sporca.

     
  • 10 settembre 2012 alle ore 18:28
    Solo amico (VI)

    Nelle scarpe i calzini
    sopra il letto le note
    che la lira veloce
    ha lasciato cadere.

    Mi metto seduto.

    Non importa se è notte
    ed il bambino ha paura
    delle voci del buio.

    Ora so che la luce
    tarderà a ritornare:
    son felice ugualmente
    perchè sto ad aspettarla.

     
  • 10 settembre 2012 alle ore 18:27
    In un verso

    Quattro pareti
    una porta aperta
    una finestra aperta
    esce il calore
    il fumo
    le note
    entra la notte
    il vento
    foglie e zanzare
    e versi di animali
    che si chiamano.

    Chiusa la porta
    chiusa la finestra
    quattro mura
    dentro
    fumo
    calore
    note
    notte
    vento
    foglie
    zanzare
    e in un verso
    due parole
    che si amano.

     
  • 10 settembre 2012 alle ore 18:26
    Solo amico (II)

    Non riesco più a pensare.

    Il mare risuona
    in una conchiglia di vetro.

    Pseudestesia nel tatto.
    Lo specchio negli occhi.

    Le labbra
    hanno una sola voce
    a tratti corrotta
    ma pura
    (incrocio nelle ore di punta)
    puttana
    mai santa.

    Mi ascolto parlare.

    Non c’è distinzione
    tra prosa e poesia
    e la verità
    ha parole contorte.

     
  • 10 settembre 2012 alle ore 18:26
    Il vuoto

    Affacciato ad un balcone
    al piano più alto
    i piedi sul cemento
    venti centimetri di spessore
    lo sguardo sull’asfalto
    venti centimetri di larghezza
    la strada
    le auto così piccole
    da poterci giocare
    passanti come formiche.
    Orizzonte verticale.
    Sulla poppa di una nave
    guardi colonne di luci
    il semaforo è un faro.

    ...di colpo, il vuoto
    supera le scarpe
    attraversa l’epidermide
    si incanala nelle vene
    fino al cuore
    al cervello
    allo stomaco
    stormi di lepidotteri
    acido gastrico nella gola.
    Vomito
    in caduta libera
    l’amarezza.

    Il paio d’ali
    steso ad asciugare
    sulla corda
    di un funambolo.