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in archivio dal 10 feb 2001

Bertolt Brecht

10 febbraio 1898, Augusta - Germania
14 agosto 1956, Berlino - Germania
Segni particolari: Ho lavorato con Giorgio Strehler.
Mi descrivo così: Uno dei pochi ad essersi opposto apertamente al regime nazista.

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  • Quello che amo
    Mi ha detto
    Che ha bisogno di me

    Per questo ho cura di me stessa
    guardo dove cammino e
    temo che ogni goccia di pioggia
    mi possa uccidere

     
  • Se durassimo in eterno
    Tutto cambierebbe
    Dato che siamo mortali
    Molto rimane come prima.

     
  • 21 marzo 2006
    Il cambio della ruota

    Sto seduto ai margini della strada.
    L'autista cambia la ruota.
    Non sono volentieri lì da dove vengo.
    Non sono volentieri lì dove vado.
    Perché vedo il cambio della ruota
    Con impazienza?

     
  • Non ho bisogno di una lapide, ma
    Se voi avete bisogno di una per me
    Vorrei che ci fosse scritto:
    Ha fatto delle proposte. Noi
    Le abbiamo accettate.
    Con una tale incisione saremmo
    Onorati tutti quanti.

     
  • 21 marzo 2006
    Il fumo

    La piccola casa sotto gli alberi sul lago.
    Dal tetto sale il fumo.
    Se mancasse
    Quanto sarebbero desolati
    La casa, gli alberi, il lago!

     
  • Sulla mia parete è appesa una xilografia giapponese
    La maschera di un demone cattivo, dipinta con la lacca d'oro.
    Pieno di compassione vedo
    Le gonfiate vene frontali, segno di
    Quanto è faticoso essere cattivo.

     
  • 21 marzo 2006
    Alba

    Non per caso
    L'alba di un nuovo giorno
    Inizia col grido del gallo
    Che fin dai tempi antichi indica
    Un tradimento.

     
  • 21 marzo 2006
    Hollywood

    Ogni mattina, per guadagnarmi da vivere,
    Vado al mercato dove si comprano le bugie.
    Pieno di speranza
    Mi metto tra chi vende.

     
  • Sì, lo so: solo il felice
    È amato. La sua voce
    È ascoltata con piacere. La sua faccia è bella.

    L'albero deforme nel cortile
    È frutto del terreno cattivo, ma
    Quelli che passano gli danno dello storpio
    E hanno ragione.

    Le barche verdi e le vele allegre della baia
    Io non le vedo. Soprattutto
    Vedo la rete strappata del pescatore.
    Perché parlo solo del fatto
    Che la colona quarantenne cammina in modo curvo?
    I seni delle ragazze
    Sono caldi come sempre.

    Una rima in una mia canzone
    Mi sembrerebbe quasi una spavalderia.

    In me si combattono
    L'entusiasmo per il melo in fiore
    E il terrore per i discorsi dell'imbianchino.*
    Ma solo il secondo
    Mi spinge alla scrivania.


    * Con "l'imbianchino" Brecht si riferisce a Hitler

     
  • Ho sentito che non volete imparare niente.
    Deduco: siete milionari.
    Il vostro futuro è assicurato - esso è
    Davanti a voi in piena luce. I vostri genitori
    Hanno fatto sì che i vostri piedi
    Non urtino nessuna pietra. Allora non devi
    Imparare niente. Così come sei
    Puoi rimanere.

    E se, nonostante ciò, ci sono delle difficoltà, dato che i tempi,
    Come ho sentito, sono insicuri
    Hai i tuoi capi che ti dicono esattamente
    Ciò che devi fare affinché stiate bene.
    Essi hanno letto i libri di quelli
    Che sanno le verità
    Che hanno validità in tutti i tempi
    E le ricette che aiutano sempre.

    Dato che ci sono così tanti che pensano per te
    Non devi muovere un dito.
    Però, se non fosse così
    Allora dovresti studiare.

     
  • Veramente, vivo in tempi bui!
    La parola disinvolta è folle. Una fronte liscia
    indica insensibilità. Colui che ride
    probabilmente non ha ancora ricevuto
    la terribile notizia.

    Che tempi sono questi in cui
    un discorso sugli alberi è quasi un reato
    perché comprende il tacere su così tanti crimini!
    Quello lì che sta tranquillamente attraversando la strada
    forse non è più raggiungibile per i suoi amici
    che soffrono?

    È vero: mi guadagno ancora da vivere
    ma credetemi: è un puro caso. Niente
    di ciò che faccio mi da il diritto di saziarmi.
    Per caso sono stato risparmiato. (Quando cessa la mia fortuna sono perso)

    Mi dicono: mangia e bevi! Accontentati perché hai!
    Ma come posso mangiare e bere se
    ciò che mangio lo strappo a chi ha fame, e
    il mio bicchiere di acqua manca a chi muore di sete?
    Eppure mangio e bevo.

    Mi piacerebbe anche essere saggio.
    Nei vecchi libri scrivono cosa vuol dire saggio:
    tenersi fuori dai guai del mondo e passare
    il breve periodo senza paura.

    Anche fare a meno della violenza
    ripagare il male con il bene
    non esaudire i propri desideri, ma dimenticare
    questo è ritenuto saggio.
    Tutto questo non mi riesce:
    veramente, vivo in tempi bui!

    Voi, che emergerete dalla marea
    nella quale noi siamo annegati
    ricordate
    quando parlate delle nostre debolezze
    anche i tempi bui
    ai quali voi siete scampati.

    Camminavamo, cambiando più spesso i paesi delle scarpe,
    attraverso le guerre delle classi, disperati
    quando c'era solo ingiustizia e nessuna rivolta.

    Eppure sappiamo:
    anche l'odio verso la bassezza
    distorce i tratti del viso.
    Anche l'ira per le ingiustizie
    rende la voce rauca. Ah, noi
    che volevamo preparare il terreno per la gentilezza
    noi non potevamo essere gentili.

    Ma voi, quando sarà venuto il momento
    in cui l'uomo è amico dell'uomo
    ricordate noi
    Con indulgenza.

     
  • 21 marzo 2006
    Alla vigilia di Natale

    Oggi siamo seduti, alla vigilia
    Di Natale, noi, gente misera,
    in una gelida stanzetta,
    il vento corre fuori, il vento entra.
    Vieni, buon Signore Gesù, da noi, volgi lo sguardo:
    perché tu ci sei davvero necessario.

     
  • vogliono la guerra.
    Chi l'ha scritto
    è già caduto

     
  • 21 marzo 2006
    La guerra che verrà

    Non è la prima. Prima
    ci sono state altre guerre.
    Alla fine dell'ultima
    c'erano vincitori e vinti.
    Fra i vinti la povera gente
    faceva la fame. Fra i vincitori
    faceva la fame la povera gente egualmente.