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in archivio dal 27 ott 2006

Bruno Gasparri

18 luglio 1940, Pola - Italia
Mi descrivo così: Non smetto di cercare l'amore per non finire d'amare quello che ho trovato.
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  • 25 agosto 2014 alle ore 19:47
    Parlo al silenzio

    Insensata notte nel scorrere d’ore
    compagno mi è questo foglio
    paziente attende pensate parole
    confuso è il ricordo che parla di noi
    invisibile sulla fronte scorre silente.

    La all’orizzonte il cielo piange
    l’anima oramai fugge da questo mio cuore
    mi trastullo con visioni fallaci
    inabissano nel buio di un nulla d’illusioni
    freme il mio corpo nel timore dell’abbandono.

    Vera lacrima sul bianco cade
    la guardo espandere, punto iridescente
    vivo nel suo inutile riflesso
    forse era tutto un sogno.

    Dov’è finito l’entusiasmo nella bellezza
    il piacere dell’alba profumata
    il tuo dono profuso in un bacio
    l’abbraccio all’albero che attende primavera
    l’inno alla vita, nel canto soave d’usignolo
    i colori d’artista dipinti sulla tela rimangono
    la poesia nei libri rimane come un lusso d’autore.

    Tutto passa senza ragione apparente
    resta solo il silenzio che parla di se.

     

     
  • 24 luglio 2014 alle ore 19:55
    La tua mano

    La tua mano

    La stringo, mi guardi
    dimmi, come è il mio mare oggi?
    agitalo con rinnovato ardore
    lascia che il tuo vento mi porti con se
    assieme navigando sull’onda
    nell’avventura verso nuove mete.

    Guarda amore
    ti ho portato dove sono nato
    un’altra alba colora il cielo
    l’aurora come d’incanto ravviva il sogno
    tocca questa pietra che i miei avi hanno riposto
    il tempo l’ha segnata con solchi e crepe
    nella storia d’atri vissuta
    vi è celato l’intimo di imponderabile Dio
    a piene mani il dono ha diffuso
    in questa terra che l’onda accarezza
    il pino profuma e il sole risplende.

    Vedi quella casa dalle ante socchiuse
    li nell’accogliente ombra di una sua stanza
    ho visto la prima luce del sole di luglio
    mentre brezza dal mare mescolava
    al profumo del pino sapore d’alga e mare.

    Il soffio dell’alito del tempo
    tra gli anfratti di muri corrosi
    nel profondo silenzio lento avanza
    filtra dalla finestra aperta
    irrompe nell’aria mescolandosi
    al nuovo battito del mio cuore.

    Questa è la mia terra
    dolcemente a ritroso cavalco l’attimo
    come atteso eco il mio ieri irrompe
    sopiti ma intatti ricordi non mutano le cose.

    Travolto, come troppi altri, da anonime scelte
    ritrovo qui la pace che ho cercato sui lastricati del mondo
    di posti nascosti in solitario delirio
    tra dune di rosso deserto e l’onda blu del grande oceano
    tra volti di brulicante folla in citta piovose e fredde
    luminoso orizzonte del primo sole e notte di punteggiate stelle.

    A te confido tutti i miei sogni
    tu sola oggi puoi ascoltarmi
    ti racconto dell’infanzia, dell’ardore dei vent’anni
    falsi e veri amori, trionfi e amare sconfitte
    i tradimenti a riposta fiducia
    l’attesa della prima stella compaia al tramonto
    ti confesso un intimo dove il voglio supera ogni pudore
    mentre il piacere della bellezza supera l’amore.

    Lo so che ti sarà difficile lasciarmi andare
    stai tranquilla l’amore in eterno resta
    ora sono a casa, salirò nella stanza
    dalla finestra aperta attendendo il tramonto
    e quando la nell’universo apparirà la mia stella
    mi unirò alla sua sfavillante luce là nel tempo infinito.

    Bruno Gasparri

     
  • 15 luglio 2014 alle ore 23:43
    Hotel

    Hotel

    Stanza
    come caverna vuota
    fredda e senza storia
    solo anonimi ricordi
    di gente senza volto
    cancellati da fresche lenzuola.

    Il tempo mi ha tradito
    come uragano vortice
    travolto i miei vent’anni
    eppure in questa stessa stanza
    con te nella prima notte di nozze
    ti ho amato con tutto l’ardore del giovane cuore.

    Ora qui ti cerco scavando nel silenzio
    un pianto represso di nulla l’anima dipinge
    in frammentati riflessi, mutevoli sfumano
    attratti dal sfavillante specchio
    dove oramai vivo in ciò che mi nasconde.

    Eppure allora, a te abbracciato in intima ora
    nel dono d’amarti in perenne istante
    i colori rimangono dipinti su candita tela
    e poesia scritta su preziosi libri.

    Dal lago fredda brezza serale
    soffia sui miei cocci d’esistenza
    cerco impossibile icona in questo vuoto
    la tua immagine, è confusa nel ricordo
    resta solo intatto stupore, m’appartiene
    come un sogno colmo d’amore
    tu resti l’unica che nel tempo rimani
    pur astratta diletto dell’anima.

    Bruno Gasparri 
     

     
  • 12 luglio 2014 alle ore 12:46
    Shandra

    Shandra
     
    Vi voglio parlare solo dell’amore
    sperso nell’infinito oceano blu
    rapito dall’onda che lo porta lontano.
     
    La c’è la mia isola
    immersa nell’azzurro e silenzio
    l’approdo è avvolto nell’ombra
    ha la forma di un sogno
    dove scivolo lentamente
    spalmando movimenti e disusi diari.
     
    Solo una nuvola in cielo
    muschiate rocce
    delineano sabbioso sentiero
    sontuose alte palme l’incoronano.
     
    Sussurro dell’attimo è musica
    di diapason, vibrante nota espande
    il silenzio improvviso prelude il tuono
    è lecita l’attesa del rombo dell’onda
    possente s’infrange scavando anfratti
    profonde cale e buie caverne
    di gabbiani porti dal stridulo richiamo
    risacca accarezza lunghe brune alghe
    brezza leggera come mano le sfiora
    porta intenso profumo m’avvolge.
     
    Brucia il senso, parole non trovano voce
    per raccontare la musica dell’acqua
    gonfio il petto in un insensato respiro
    nulla s’addice all’incombente buio
    solo inutili ricordi, cose smisurate
    qualche clamore, fievole eco di persa battaglia
    mi chiedo: “sono invecchiato troppo presto?”
    senza il gesto o l’atto che incide
    sempre in fuga da cio che appartiene
    l’ansia, l’attesa della voce che spiega ogni cosa.
     
    Non avrò più il mio tempo
    attimo unico pieno di presenze
    l’amico vivo solo nel ricordo
    Lei che mi ha detto t’amo
    la carezza della mia dolce madre.
     
    Per questo sono tornato da “ Shandra”
    per fondermi nel suo frastuono silenzio
    in balia tra cielo duna e vento
    poi…
    …nel buio di notte  senza luna
    punteggiata da mute stelle
    immaginare nuova luce
    sarà lecito dire: domani…
    …(un giorno senza dover sempre fuggire).

    Brunouk
    “Shandra” è un’isola corallina sita nell’oceano Indiano In Somalia a pochi km. Dall’ equatore.

     

     
  • 10 luglio 2014 alle ore 16:38
    Prima alba 2014

    Sembra uguale, il posto dove mi ritrovo
    attendo immerso nel scivolar d’ore
    per me, attento all’utile dettaglio
    mollemente avvolgente e luminoso.

    Chiaro sento l’eco dei miei passi
    quando istinti avventurieri
    accendevano nuove mete
    lontano nell’orizzonte del cielo.

    Il tempo mescola utili pensieri
    gesti rapidi più delle parole
    mutevoli come amori passeggeri
    nel, di maggio nuovo sole.

    Il fatto, che più mi piace
    sentire l’ansia del divenire
    tempi di giochi e nuovi amori
    nella gioia nell'essere vivo.

    Il tepore di questo ultimo sole
    riscalda questo mio riflesso
    nello specchio un volto
    non sarà mai più lo stesso.

    Scandisce l’ora il ticchettio del tempo
    mentre si inabissa nel suo stesso senso
    piano l’ombra prende a dilagare
    nell’oscurità si cancella integralmente.

    Buio triste, ma brevemente
    poi un tripudio sorprendente
    l’universo invade la mia stanza
    e la luna risalta tanto sfavillio.

    Il freddo luccichio
    scolpisce l’ombra vaga e misteriosa
    in realtà però m’appartiene
    nella gioia attento veglio.
    2014
    Il sole ha già incendiato il cielo
    in questo azzurro particolare
    nel tripudio mi commuovo
    abbraccio l’alba nel sereno.

    Bruno Gasparri
     

     
  • 02 agosto 2011 alle ore 12:18
    Solitudine

    Ho sepolto in questa stanza diurna luce
    offro petto inerme all’ombra
    la bella età persa tra urla e fato
    ottenebrati solo ricordi spenti
    bianchi volti, d’umana gente
    confusi in deserta notte
    tra una e altra sciagura travolti
    persi attenti vuoti sguardi
    in cesta di Diva carica d’altrui doni.

    L’ultima esigua fiamma
    agita esangui vene
    mentre, come ultimo addio,
    sento tue vergini braccia
    stringermi al petto
    dove Amor raccolse
    ora, racchiuso in gelido amplesso,
    nell’essenza dell’attimo concesso
    da Te a me donato
    nello spazio di questo mio tempo
    ho scolpito su freddo marmo:

    “Per Te
    il mio amore
    forever.”

     
  • 08 luglio 2011 alle ore 19:45
    Atrium Vestaee

    Atrium Vestaee

    Ho acceso un fuoco
    nel braciere del cuore
    in modo che tu,
    nel nuovo tempio di Vesta,
    possa custodirlo
    ravvivando la sua luce
    con il tuo amore.

    Brunouk

     
  • 27 novembre 2010
    Autunno

    Il vento muove rosse foglie
     un tempo carico di dolcezza,
    ne assaporo melodico fruscio
    rilassante come chill-out music
    assieme all’ombroso bosco
    allieva quotidiane ferite
    anima mie percezioni estreme
    creando un mondo di semplicità
    dove solo parole nitide
    esprimono l’amore
    avvolgendolo in un leggero velo incantato
    come di involucro dono
    intarsiato in colori a contrasto.

     

    E tu vento del nord
    che porti freddo preludio
    in modo che l’inverno brinato non mi colga,
    ora tutto mi appare definito
    ordinato dal tempo nel tempo
    ugualmente s’insinua un’ansia sottile
    è solo sete d’aria per sentirmi vivo,
    mi siedo su una pietra sporgente
    immobile galleggio
    sospeso nel chiaro mattino.

     

    l’ora sembra fermarsi virando nell’azzurro
    in trasparenza
    una sola nuvola nello spazio
    sembra persa come in magica scena.

     

    Mi abbandono a un ripetuto eco della mente
    attendendo che il silenzio
    mi desti in una nuova primavera.

     
  • 23 novembre 2010
    Mattino

    Il tuo sguardo d’ambra
    brilla specchiandosi nel nulla
    distesa in ombra rosa
    tra diafane lenzuola,
    il corpo riflette luce platino
    tonalità scomposte
    insolente stravaganza
    di donna madreperla
    lampi pietosi abbaglianti
    come bianchi camici mi catturano,
    emergono da un sogno slabbrato
    ammaliano i sensi in un tempo rovescio
    nebbioso si liquefa ingoiato dal niente.

     

    Esamino accenti di spazio
    mi stringe violento
    in ondeggiante precario equilibrio
    cristallizza inquietanti ideogrammi
    in era brinata condensata in gocce.

     

    Parole implodono in silenzio
    muoiono nell’aria fattasi ostile,
    attese da un amore ossidato
    svuotato dalla sua linfa poetica,
    restano solo scorie abbandonate dalla risacca.

     

    Nell’aria persiste profumo di te
    mentre si allunga altro fragile mattino
    risvegliando sopiti motivi d’amore,
    si stendono suadenti catturando orizzonti
    di eleganti trasparenze intriganti
    perse nell’ombra della quotidianità
    accentuando latenti futili visioni
    in intimità senza tempo.

     
  • 13 gennaio 2010
    Immaginando d'esistere

    Sento il lento respiro di questa vita
    chiusa in un tempo atemporale
    dilatato in sottile spazio di deserto urbano,
    una fragile emozione
    cattura orizzonte avaro del lato azzurro del cielo
    avvolto nello spoglio silenzio
    di un viale senza alberi.

     

    Mi disturba
    questa realtà sfocata
    sospesa in un cielo giallo,
    svela un’intimità senza tempo
    mentre mi abbandono a una lenta deriva
    come in una magica scena di Salvador Dali’,
    disegna spirali senza fine
    trasformano in vuote architetture
    lucide e scure come ardesia.

     

    È il silenzio che mi culla,
    la stanza si apre nell’azzurro
    mi abbandono nella brezza calda
    all’improvviso
    una visione, chiara nell’essenza,
    un pigmento d’amore
    sovrasta ogni altro sentire.

     

    Galleggio, nell’infinito universo
    valico ogni chimerico sogno
    oltre questo mio umano tempo
    mi ritrovo a percorrere ombrose navate
    di un tempio senza eco
    iridescenti visioni, osservo in abitato blu
    partecipe del “tutto” io divengo
    immaginando d’esistere.

     
  • 04 settembre 2009
    Credito d' Amore

    Fermarmi
    a un passo da te
    per sentire sulla pelle l’attesa
    di questo amore senza poesia.
    Alienare mimetici ricordi
    dispersi in un universo trasparente.
    Eppure ancora ne seguo il ritmo
    d’epidermico amore
    lo so, è solo sesso
    racchiuso tra la notte e un fragile mattino
    distratto da ozioso rito ossessivo
    dilatato in spazio sottile
    miraggio disperso in ambiguo narcisismo
    risveglia emozioni di sopiti impulsi d’amore.
    Scivolo nudo senza difesa
    in questo tuo offerto spazio
    catturando colori e respiri suadenti
    senza arredo, pensiero e codice d’accesso
    in un esigente sedotto
    credito d’amore.

     
  • 25 febbraio 2009
    Il mio "viaggio"

    È tempo di riprendere il mio
    “viaggio”
    nell’azzurro
    sospinto da un vento leggero
    oltre ogni spazio
    nel tempo infinito
    dopo l’inutile brusio
    di voci senza eco
    udite nel lento ritorno della risacca
    ossidate da amori senza poesia
    dettagli di vite senza scopo
    come sabbia che scorre
    tra le dita di una mano.

     

    Non c’è rimpianto
     per un palcoscenico
    d’iridescenti aloni
    specchiati nel nulla
    come diafano miraggio
    di sdrucite lenzuola
    da un corpo di donna
    in epidermici amori
    note acide d’impalpabili sogni.

     

    Nel ricordo di un inizio
    filtrato, sospeso in nebbioso orizzonte
    ma nato nel libero essere
    brillante ologramma d’alba
    dai liquidi raggi di sole.

     
  • 23 febbraio 2009
    Mercenario Amore

    Lieve tintinnio di sabbia
    sospinta da brezza di mare
    l’ipnotico lento susseguirsi
    di parallele larghe onde.

     

    Non resta che assistere in silenzio
    arginar l’angoscia che si fa dettaglio
    confusa tra la foschia di un fragile mattino.

     

    Mi appari evanescente,
    un viso
    qualche frammento ad effetto ombra
    bagliori asessuati fermati nel ricordo
    di tempi sovraesposti da altri amori.

     

    Uno spazio dalle labirintiche trame
    dove scivolo nudo
    travolto da intrigante spirale
    un vortice d’impalpabile seta screziata
    evanescente drappeggia il tuo corpo
    troppo avaro nel donare piacere.

     

    Fremo al riaffiorar di questa debolezza subita
    lampo innaturale di lascivo possesso
    s’insinua un’ansia sottile
    sospesa nella mente a sgretolate illusioni.

     
  • 16 luglio 2008
    A come Amore

    Nel tempo del mio senziente inizio
    fatto d’incanto d’assonnata alba
    lacera il velo d’ombre azzurre
    lascia filtrare fiori colorati
    iridescenti lame di luce.
    Ricordo l’azzurro lago
    colori sfumati dei gialli limoni
    tra il verde pieno di vita
    il sentiero come nastro dorato
    si inerpica sul monte
    tra alberi e rocce.
    Io bambino libero
    in un immenso giardino
    catturavo orizzonti
    in un tempo incantato
    tra caldi giorni e notti serene
    come passero felice solo d’esistere.
    Poi venne il mio tempo
    vestito d’azzurro da trepida mano di mamma
    preso per mano da padre, con burbero fermo cipiglio
    recalcitrante come puledro al suo primo morso
    costretto da una lunghina al banco di scuola.
    Stordito da grida d’altri scolari
    sui vetri della finestra gocce di pioggia
    lacrime iridescenti di nuvola sola nello spazio
    persa nell’azzurro del cielo.
    D’improvviso, silenzio levigato da stupore provato
    sei arrivata incredibile dono mandato dal cielo
    maestra di scuola della vita e dei sogni.
    Come angelo fluttuavi tra i banchi
    voce d’incanto come soffice sospiro
    profumata come prato fiorito.
    Il tuo ricordo è un petalo di rosa
    fatto d’incanto nell’assonnata luce
    mentre da dietro con mano ferma
    sospesa come nebbia mi guidi
    a delineare prospettive regolari d’aste
    sul mio primo quaderno
    in un ritmo calligrafico sessuale
    solo preludio di metrica
    rimane nell’aria e sulla pelle
    il morbido sapore senza alcun contatto
    quando con primo sguardo e gesto
    sul nero intatto della lavagna
    scandendo nella semplice eleganza d’idioma
    nel filtro a maglie larghe di quotidiani riti
    la prima lettera di parole scritte
    come poetico fraseggio sospiro e forma
    del bianco gesso è nata
    "A"
    come Amore.

     
  • 14 luglio 2008
    Primo Amore

    Pezzi strappati di una tua immagine
    sbiadita dal tempo
    che mai, come ora mi appare confusa
    cerco di ricomporla, scavando nel ricordo
    impossibile collage dai tasselli mancanti.

     

    Eppure questa brezza serale
    con il suo profumo di mare
    porta tuo riflesso dipinto nell’anima
    intagliato d’aria e sole vestito d’amore.

     

    Di lunghe attese ho rivestito i giorni
    mentre nuvole capricciose
    giocano in nuovi cieli
    avare, aride di pioggia
    mentre il sole tramonta e si leva
    incurante di mie notti e albe in fasce
    ansimando in compatti pendii
    tra autunni e gelidi inverni.

     

    Ho vissuto tra altri profumi
    immerso in regole e destino
    quotidiana ricerca del tuo sognato amore
    resta stupore intatto a colmare la  mia vita
    anche sbiadito il primo amore
    non si scorda mai.

     
  • 04 dicembre 2007
    Chi sono?

    Perso in un tempo non mio
    perfezione di un attimo
    troppo breve nel suo stesso essere
    mentre l’ombra accentua il grigio
    silente preludio d’alba promessa.

     

    Conosco il tempo
    il profumo della mia terra
    e storie di gente
    che visse mill’anni orsono
    orbite vuote di teschi seza nome
    pietre corrose da una storia che non ha tempo;
    è come un tempo senza storia,
    una collana di anelli dorati
    dal filo d’argento come raggio di luna
    che sale in cielo senza apparente méta
    se non ricerca di stella lontana
    testimone silente di nomi e grido
    pianto e gioia, gloria e disfatta
    fatto d’orgoglio d’Italico essere.

     

    Come arto strappato
    sepolto in terra consacrata
    persa per vile baratto d’idiologia corrotta
    mentre naturale riverbero ricompone il paso.
    Ogni uomo sa d’essere chiuso nel suo attimo,
    poi solo polvere dispersa nell’universo
    freddo vuoto fatto di silenzio
    rotto solo dal suono di mille e mille voci
    prigioniere in una tomba
    senza piú il calore del sole
    e peggio nel buio della memoria.

     
  • 29 maggio 2007
    Vestita di pioggia

    Vestita di pioggia
    soffiata dal vento
    sulla pelle calda
    dall'amore accesa
    rossa la tua bocca
    avida di baci
    lieve sboccia in un sorriso.

     

    Sulle voluttuose labbra
    sensuale soffio alita
    occhi lucenti
    dalla passione ardenti
    brilla eterna luce di stella.

     

    Timida goccia scorre
    tra la valle del seno
    trepida vibra
    scossa dal battito scomposto del cuore
    s' unisce in un amplesso
    al rivolo che scorre
    sul capace vellutato ventre
    tra le cosce roventi
    nel vergine antro indugia
    s'infrange in mille gocce
    come velo di sposa
    lieve ai piedi si posa
    lasciando il tuo corpo
    vestito di pioggia.

     
  • Ho scritto il tuo nome sulla sabbia
    attendendo che sorga la luna
    e salga la marea.

     

    Guardo l'onda
    dolcemente accarezzare l’arenile
    in un lento crescendo possesso
    mentre il sole lentamente cala
    prima d’addormentarsi
    dona al cielo colori caldi
    mentre brezza
    dal sapore d’alga e mare
    mescola eterno preambolo gioco d’amore.

     

    Nell’attimo sono l’onda
    brezza, alga e mare
    e tu spiaggia, sole e luna
    voglio amarti nel ripetersi dell’onda
    avvolto nel tuo vestito rosso
    inebriato dal profumo
    e salsedine sapore
    mentre tu luna
    sulla tua spiaggia mi attrai
    per restare nella notte
    abbracciato a te.

     
  • 02 aprile 2007
    Tela

    Tela attende firma d'autore
    per poi tramandare ai posteri
    la gioia dell’arte nel colore.

     

    Il pennello pulito, sospeso nell’aria,
    indeciso l’inizio tra tanti pastelli;
    vi é il rosso del sangue dell’uomo
    nero per il buio mistero
    bianco di vergine fiore
    giallo del deserto infuocato
    verde del quadrifoglio disperso nel prato
    blu del profondo oceano infinito
    marrone dello spoglio bosco d’inverno.

     

    Con molto cipiglio, spinto dal cuore
    fuso il blu dal sapore di sale
    con il bianco profumato di rosa
    ho dipinto l’azzurro del cielo sereno,
    poi senza più freni
    immerso nel verde del prato
    spruzzato dal rosso del sangue dell’uomo,
    dipinto la valle scomparsa di fiori,
    con l’ultimo tocco d’umana speranza
    mischiato il nero del buio mistero
    con tutti gli altri in tripudio d’arcobaleno
    ho dipinto all’orizzonte l’alba
    e l’ultima stella nel cielo.

     

    Mi sono seduto, guardando ammirato
    senza paura la tela firmato.

     
  • 29 marzo 2007
    Perché Amo?

    Ai miei giorni e notti legato
    accarezzando ogni minuto
    dispersi in eterni ricordi
    animati dal sapore d’antico
    di polvere e mucchi d’ossa calcinate
    nella brezza infuocata
    di landa riarsa dal sole.
    Senza apparente ragione
    se non ricerca nel nulla silenzio
    o intima inutile vittoria
    nel guardare il cielo
    dalla vetta di scalata montagna.
    Mi ritrovo viandante
    in questa terra lontana
    smarrito nella stessa ricerca
    chiusa nell’attimo concesso
    troppo grande per trovare risposta
    ma sentita latente
    nel battito del cuore.
    Forse in battito d’ala
    o sorriso di bimbo
    nell’amplesso
    nell’aurora
    nell’amico lontano
    o timore di mamma
    nel buio della notte
    o stella dispersa.
    D’improvviso, inaspettato
    smentendo la duna
    come unica presenza
    nell’aria pura come vergine vestale
    diffuso dolce sensuale profumo
    chiaro richiamo d’offerto amore.
    Attratto come ape
    dal fiore sbocciato
    pensando; ricerca finita.
    Ho trovato
    lui,
    l’albero piú vecchio del mondo.
    Maestoso, possente
    anche se provato dal fato
    vivo nell’amore che l’ha generato
    nell’alto del ramo proteso al cielo
    un unico fiore dal petalo rosato
    da lì nasceva il suo richiamo d’amore.
    Mentre il sole con tuffo improvviso
    lasciava all’ombra
    stendere mantello cosparso di stelle.
    Cercando conforto,riparo
    dal buio diffuso
    scaturito d’anima che cela ogni cosa
    abbracciato all’albero che sa solo amare
    senza chiedere perché.

     
  • Questa notte
    non voglio dormire
    troppo bello il manto stellato
    l’ho cercato correndo lontano
    dove il sole lascia il posto alla luna.

     

    Solo, sulla mia strada
    che m’ha portato lontano da te.

     

    Ma, tra il tempo infinito
    brilla la stella dove tu ora vivi.

     

    Voglio correrti incontro
    con il vento tra i capelli
    per riabbracciarti
     amarti
    in questa notte
    che per sempre
    mi ha riportato da te.

     
  • 09 marzo 2007
    Ti ho detto t'amo

    Ti ho detto t’amo
    guardandoti negli occhi
    mentre il tuo profumo
    m’annebbiava la mente
    e il cuore perdeva il suo ritmo
    lasciando che la passione
    occupasse il posto della ragione.

     

    Invitante, calda
    come giorno d’estate,
    misteriosa, buia
    come notte senza luna,
    profonda, blu
    come il mare senza fine,
    sconvolgente, turbine
    come uragano tropicale,
    delicata, bianca
    come rosa di maggio,
    splendente, preziosa
    come diamante gioiello.

     

    Quanto tempo sprecato
    cercando l’amore sulle strade del mondo,
    lontano, dove la luce del sole tormenta,
    nelle caverne senza uscita e fondo,
    risalendo il fiume fino la sorgente,
    nell’albero spoglio attendendo primavera.

     

    Sì, ho amato ogni attimo,
    ogni filo d’erba, prato e savana,
    sasso e roccia dell’imponente montagna,
    l’onda dell’oceano infinito,
    l’agile gazzella, l’aquila, la grande balena,
    il sorriso di bimbo, aurora di nuova vita.

     

    Così, salito all’apice del mondo
    ho gridato al vento  "vi amo",
    il vento ha rapito il grido e portato lontano.

     

    Poi, silenzio di un mondo senza uguali,
    meraviglioso, pieno di vita e grido
    ma solo, sperso nel buio universo
    come viandante senza meta,
    tra stelle senza tempo, voce ed eco.

     

    Tu sei il mio eco,
    voglio prenderti per mano,
    lasciare che l’attimo m’avvolga,
    nell’attimo sussurrare t’amo,
    basta che, non più solo,
    anche tu mi dica t’amo.

     
  • 08 febbraio 2007
    Amore troppo amato

    Mentre l'ora scorre
    consumando la notte
    scrivo ricordi 
    affiorano nel buio del tempo
    evocati, animati
    dalle note di una vecchia melodia.

    Dove sei amore troppo amato?

    Danzi etereo
    nella foschia dell' attimo
    mentre cerco,
    nell' abbraccio di un tempo,
    di trattenere quel dolce tepore
    che ancora riscalda l' essenza di vita
    acceso,donato
    quasi per gioco
    a questo mio cuore
    che d' allora batte contando ogni tocco.

     
  • 19 dicembre 2006
    Essere "Maria"

    Viandanti, industriali, mercanti,
    impiegati, operai,onesti e ladri,
    donne, uomini, bambini
    e... ”POETI”:
    vi voglio raccontare:............

    Vi è un “popolo” temprato dal tempo
    variopinto da troppi colori
    riunito in un drappo d’arcobaleno
    dove “PACE” è scritta in tutte le lingue.
    Questa è una storia triste,
    non ridete, non piangete
    perché c’è chi ride e... piange più di voi.
    Ricordate?
    Di re e giudici e di gente
    che visse mille e mille anni fa,
    ricordate nomi di
    buoni e cattivi,
    tempi di balli e feste,
    banchetti e tornei,
    lacrime e morte,
    croce e perdono,
    ricordate?
    Questa è una storia che non ha tempo
    si ripete e ripete
    come scala infinita
    che sale in cielo.
    Dio, se pure esisti
    perché non fermi la mano dell’uomo?
    Dio, se pure esisti
    perché non fermi il tempo?
    Qualcuno ha scritto,
    per tramandare ai posteri,
    racconta di
    “MARIA”
    fanciulla e poi Donna,
    Lei ha accettato nel suo essere
    il compito supremo di Madre
    Unica e Uguale.
    In nome di un unico perché
    L’AMORE.
    L’amore per il Padre&Figlio
    tanto grande, incondizionato
    da ergersi
    “Esempio, monito e speranza”
    Maria è il Nome,
    invocato, amato, deriso e tradito.
    Così, nell’insieme del ricordo
    “ESSERE MARIA”
    tra amore e indifferenza,
    tra gente e giudici
    senza memoria e fede,
    dal cuore arido,
    laici nell’odio,
    rinnova un perché?
    per tanto “Amore”
    disperso al vento.


    Nota dell’autore
    Questa mia “poesia” è dedicata alla piccola “Maria”, nome non suo ma molto appropriato nell’essenza dell’immaginario Amore.

    Naturalmente non vi sono paragoni possibili se non nel nome imposto ad una piccola bambina, travolta da un’ideologia di un sistema che una minoranza vuole imporre come rivincita a una naturale emarginazione.

    Il vero problema é nel “Silenzio” di un intero popolo, indifferente e con troppi lavelli da Ponzio Pilato.

    Vi é un pericolo concreto di una nuova “Sodomia e Gomorra”, spero solo che l’intelligenza dell’uomo prevalga, evitando l’incombente disastrosa punizione.

    Tra pochi giorni ricorre il Natale, auguro ai coniugi Alessandro Giusto e Maria chiara Bornacin, di riunire completando la loro famiglia con la piccola Maria.

     
  • 20 novembre 2006
    Donna mia

    Danza, danza nel vento

    nel turbine rapisci il cuore

    Lucia donna mia.

    Cresciuta lontano in altro mondo

    dietro di te brina si scioglie

    mentre l’alba fiorisce nell’aurora

    regalando rugiada a prati e fiori.

    Voli sulle note dolci dell’amore

    la tua figura é l’ombra della mia

    come foglio bianco non scritto

    orfana di poesia, muta del grido.

    Sono rocce le mie nubi

    e l’onda s’infrange

    sul mio mondo d’attesa e silenzi

    non é bastato l’amore di una vita

    dove solo le stelle sanno parlare.

    Cosa serve conoscere il volto della vita

    quando solo un sospiro vola più lontano

    e non essere capace di dire ti amo

    quando ti stringevo tra le braccia

    pensando di donarti una nuova vita

    legata dall’amore del mio regno.

    Un regno dal cancello dorato

    gelosamente custodito

    dove solo il sogno sale all’apice del mondo

    e vive di luce e calore

    senza età e senza dolore
    di un amore riflesso ma muto.