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Poesie di Calogero Restivo

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  • 14 gennaio 2010
    Le favole

    Hanno rubato le favole
    ai bambini.
    Evanescenti fantasmi
    impacchettati in rettangoli
    di niente
    parlano del tempo che verrà
    come leggendo in un libro.
    Dicono che la neve
    che di tanto in tanto
    allieta le piazze
    di giochi di bambini e di grida
    è solo combinazione di venti
    e giochi astrali
    senza sorprese e senza fantasia.
    Dicono che la primavera
    a risvegliare
    dal lungo letargo l'inverno
    ritorni a vivere
    se solo  un momento
    sosta a giocare ad alternare
    l'antico di vecchie stagioni.
    Di principi azzurri e di fate
    di cenerentole ed orchi
    che vanno per strada
    più nessuno si cura
    e la stessa befana vaga sui tetti
    orribile nella sua nudità
    la cesta piena
    di carbone e giocattoli.
    Non sa a chi regalarli.

  • 22 dicembre 2009
    Nodosi mandorli

    All'ombra di mandorli nodosi
    arsi d'acqua e di sole
    e sferzati dal vento
    che sabbia di deserto
    seminava sulle messi
    appena mietute
    trascorrevo le estati
    inseguendo
    storie di principi e di eroi.

    Sognavo ad occhi aperti
    e sul libro che leggevo
    scorrevano come in un film
    panorami nuovi ed esotici
    e mari e monti
    che con il pensiero trascorrevo.

    Po l'autunno insidiava i tramonti
    di nuvolaglia sempre più fitta
    fino a cedere il passo
    al noto inverno che faceva strage
    di illusioni e speranze.

    A testa bassa
    come i girasoli al tramonto
    ciechi di troppa luce
    ma pronti a girare di nuovo
    attorno al sole
    appena disegnato agli orizzonti.