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in archivio dal 10 dic 2005

Camilla Iannacci

21 febbraio 1948, Ururi

elementi per pagina
  • 10 dicembre 2005
    Come fiore di cappero

    Come fiore
    di cappero
    radico
    d'oro e nuda
    la pelle:
    marea
    l'intride
    di rose conchiglie
    e legni medusi:
    levigo l'attimo.

     
  • 10 dicembre 2005
    Ho veleggiato

    Ho veleggiato
    insenature bianche
    di schiuma,
    charis corporali
    mi accolsero
    silenziose:
    temporale eterna,
    assente balenante,
    il riso gorgogli
    e mi tieni
    in questa sera
    arsa e breve.

     
  • 10 dicembre 2005
    Una piuma, una goccia

    Una piuma,

    una goccia,

    la tua palpebra

    velata,

    le pieghe

    della tua bocca

    ho racchiuso

    nell'ambra:

    cristallino

    pianto,

    fossile,

    brillava.

    E stavi

    docile

    presente

    in quiete.

     
  • 10 dicembre 2005
    Abito il non luogo

    Abito
    il non luogo,
    biancoviso:
    la perdita,
    il viaggio,
    il lontano.
    Sono
    l'ospite,
    la visitatrice,
    lo sguardo.
    Vivo,
    viandante,
    le vestigia.
    Non
    è
    balsamo
    la parola.

     
  • 10 dicembre 2005
    Rosa, di mattina

    Rosa

    di mattina,

    nei campi di grano

    al sole

    obliquo,

    nella radura

    ti doni.

    Qui,

    allora,

    il da-sein

    offriva

    inerte,

    un altro giorno

    alla mia memoria.

     
  • 10 dicembre 2005
    Ti coglie, l'evento

    Ti coglie

    l'evento,

    celate

    sorprende

    e sfibra

    le rose:

    lacera

    i gialli

    d'autunno

    ed il volto.

    Meraviglia

    siede

    ridente,

    nella tua

    assenza

    presente.