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Autore

Carlo Sabelli

in archivio dal 09 set 2006

14 ottobre 1983, Roma

segni particolari:
I particolari non bastano a tracciarmi (ho 256 caratteri diversi)

mi descrivo così:
Amo il Gusto Retrò In Gola, Amo L’arte in Ogni Sua Epifania, Amo i Limiti Quanto Basta Ad Essere Trasversale, Amo Il Gotico E il Barocco, i lumi Della Ragione E Della Candela, Amo TroppO: è La Mia Perversione..

09 settembre 2006

L'incertoPiacere

Steso il tuo corpo tra i mille rovi che osano palparti

Come è il capello sciolto la prima cosa che nel corpo tocca

Storce e trema la trama dei suoi grovigli sulle caviglie

Tacita la forma nel viso pervaso di voluttuoso sospirare

dai capezzoli a capezzali udito come conchiglie

Sanguina l’inguine deposto in papille deliranti

Vela le tue spoglie il fosco che nelle tue palpebre imprigiona

E allorché sogni la via traboccante dei tuoi desideri ti sveli

Sotto le rose e sotto la terra come seta oltre al tuo collo assopisciti

custode del tuo respiro la mia ombra sarà a vegliarti

Solo il giorno saprà svegliarti, tutti alla luce dei tuoi spiragli

riusciranno a cogliermi, a sottrarmi dalle dune del tuo manto

dove il tuo volto sprofondando sorge e brilla da un lato soltanto

le dita serpentine serpeggiano da laddove

mi sono assetato per condurre il mio ritorno a ritroso

le cupe orme ormeggiate, recuperando

levandole come si leva il sole quando mi eclisso

senza marcar la mia traccia negata

e a bandirmi anche a una sola stagione

ma se è del buio che tu hai da temere

Sarò la tua dolce paura.

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