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in archivio dal 14 mar 2012

Cesare Moceo

29 settembre 1953, Palermo - Italia
Segni particolari: Ho impresso in faccia l'amore per mia moglie.
Mi descrivo così: Sono servo della mia famiglia. I miei scritti possono contenere qualche citazione da sottoporre agli obbighi di legge.
Inserito nell'antologia poetica "Voci d'autore 2013" edita da Pagine srl e nella collana dei poeti contemporanei 29/012 e 6/013.
Pubblico poesie sul giornale telematico "cefalunews"

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  • Ieri alle 21:46
    Cieco di luce

    Tènera è l'alba
    che appena s'appresta
    e regala colori
    casini e amori
    e le voglie contorce
    nei brividi a scorrer
    Sogni di chiari pensieri reali
    invadono i prati
    i piaceri e le menti
    riarse dal sudore
    dei cuori che soffron
    nel chiacchiericcio soave
    tra blocchi di fango
    e colate di terra
    E quando i cancelli
    si schiudono alla vita
    diviene dolce la sera
    ,
    cesare moceo
    tutti i diritti riservati

     
  • lunedì alle ore 20:37
    Stirpe fuori natura

    Seduto disteso su di una panchina del mio lungomare

    col sole di fronte a levigarmi i languori

    domando al destino

    ancora un premio per le fatiche

    che possa distogliermi dai mali che soffro

    Accecato dai raggi e confuso nel cuore

    mi vengono incontro

    le anime dolci del mio passato
    alle quali il mio cuore è da sempre legato

    E scrivo

    e riscrivo per dir quel che voglio
    nell'espressione sincera d'ogni mio sentimento

    a eludere al corpo

    i supremi soprusi che invadon la mente

    al vedere accoppiarsi violenza e malizia
    e assistere inerme alla stirpe che nasce

    malanimo e empietà
    .
    cesaremoceo
    Tutti i diritti riservati

     
  • domenica alle ore 20:39
    In nome della felicità

    O Cefalù
    nel tuo lucido splendore
    che il calore di questa primavera esalta...
    e lascia il segno tra le ombre lunghe dei ricordi
    avvicinati ai nostri giacigli
    che il lavoro dell'estate rallegra
    e allontana i fantasmi agitati
    dai funerei venti che soffiano sull'odio
    E nel tuo capo di pietra scolpito
    che il tempo affanna ansima e scalpita
    fai conoscere il tutto di noi
    a noi stessi

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

     
  • domenica alle ore 20:37
    Solitaria veglia

    Solitaria veglia(21/05/17-ore 06,30)

    Sono qua
    ad ascoltare il vento e i miei mal di pancia
    a sentire il mare che gorgoglia
    e le sue onde differenti
    che mi parlano con indifferenza

    Lassù nel cielo

    filari di nuvole mi guardan stupite

    camminando veloci verso il loro destino

    salutando all'incontro e far lor da Paradiso

    gabbiani festanti

    nelle ali carezzate dal turbinio dell'aria fresca del maestrale

    Follia di morte trasporta la brezza

    e non si placa e aumenta nel sale che sale

    e vince l'amore di questa mia solitaria veglia

    Cesare Moceo copyright
    Tutti i diritti riservatiAltro...
     

     
  • sabato alle ore 21:39
    L'asciutto riflesso del Nulla

    Stanco

    del mio mentire al tempo che corre

    continuo a rivivere nei sogni

    il sognare dell'anima mia

    Dolci pensieri

    in notti brulicanti d'insonnie

    giocano a rimpiattino

    con il futuro colorato di niente

    mentre lacrime intrise di sdegno

    minacciose d'amari tormenti

    mi riportano a quelle menzogne

    baciate dal loro putrido orgoglio

    E non sento più il tuo nome

    non vedo più il tuo volto

    ma solo l'asciutto riflesso del Nulla

    cesare moceo

     
  • sabato alle ore 21:37
    Lacrime per una cagnolina

    Stasera soffro il bisbiglio
    dell'anima in pena
    nell'ombra sbranata
    d'un morso in poltiglia
    sul lezzo di questa sera di maggio
    accesa d'amore
    che lascia nel cuore
    il suggello di un pianto struggente
    Io l'ho visto quel sangue
    e c'ero in quel dolore cieco
    a insinuare silenzio e tormento
    Limpido e fresco
    era il vento della speranza
    a soffiar felice all'arcobaleno
    e al suo ponte
    e ringrazio la madre di tutte le madri
    per la luce immensa concessa
    a quella piaga di rosso languente

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

     
  • sabato alle ore 21:34
    Ereditaria-mente

    Restauro il mio volere
    nell'ironia buia e sconsacrata

    di farne rivoluzionario spirito
    d'ogni tempo

    e regalarne gli estremi frutti
    a contrastare e combattere

    con la loro essenza

    l'ingordigia affamata
    e le trasgressioni

    di finte tradizioni
    e falso umanitarismo

    La' uomini e situazioni
    convivono con il mio pensare più impuro

    dove tormenti e tumulti
    impazziscono d'odio

    e qua nascondo tutte
    le mie interiori tensioni

    in questa volontà e nell'illusione
    di una felicità... conquistata

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

     
  • sabato alle ore 21:32
    Grazie mamma,io non dimentico

    Ricordo ancor il vecchio borgo
    e quel catoio

    dove la dignità maritata alla fame
    v'abitava

    Candele di tenue luce
    a picciolo lume

    rischiaravano quelle notti
    cupe di paura

    tra ratti affamati e pertugi scoperti
    per pietre dimenticate

    e giù improperi e botte

    a noi imberbi figli
    innocenti di presunta colpevolezza

    E sogni e nitide immagini
    d'un separato destino

    avesti tu Madre

    nella fede ai giuramenti
    della tua memoria

    tra le bandiere ammainate

    del tuo pensare agli orizzonti in fuga da quel presente

    E nell'atto d'amore più bello

    schernito dal mondo
    e benedetto dai sospiri insalubri del tuo Cielo

    ci cacciasti fuori dal seno
    sbattendoci dentro il nostro avvenire

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

     
  • sabato alle ore 21:30
    E così passano le stelle

    Smarrito nei sogni

    piango i miei pianti
    eternamente uguali

    nel tormento e la tristezza

    del mio perire
    e del mio rinascere

    E tu Luna

    che dall'alto mi copri
    e mi proteggi

    e nelle fulgide notti m'esalti

    aiutami a capirmi

    nel mio errare
    tra le strade impervie
    della malinconia

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

     
  • sabato alle ore 21:28
    Viaggi senza domani

    Pensieri adescanti meraviglie

    a scollinare verso drammatici patemi

    sazi di nulla

    frullano nel piacere intrinseco
    dei godimenti della coscienza

    Logorato nei sentimenti e infermo nell'ozio

    tra l'armi della vita

    sopporto tormenti bili e delusioni

    dibattuto nel desiderio d'oblio

    E aspetto rassegnato

    d'arredarmi del bastone del mio andare

    nell'abbigliamento di nuvole
    che ostacolano i riflessi del mio sole

    "io che come un sonnambulo cammino"

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

     
  • sabato alle ore 21:26
    Il mio inferno

    Con l'ambizione d'infondere
    generosi umori

    a questa fallace realtà

    rimango rinchiuso
    sotto il mio torbido cielo

    di volontario pessimismo

    immerso nell'orgoglio smisurato

    di trasformare i miei versi
    in orazioni di piazza

    a ritornarmi equivoci in ricompensa

    E prediligo volare ancora
    con le mie ali

    caduche di felicità disperata
    nella solitudine più profonda

    e costruire tra le sofferenze
    il mio inferno

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

     
  • sabato alle ore 21:22
    Il mio essere diverso

    Fumi variopinti si dileguano
    svelando i miei "salti" in "dopo" indistinti

    nuovi e diversi pensieri
    regalati al futuro

    nell'ansia della spiritualità che m'assale

    inquieta e rinnovatrice

    e che solletica ogni mia baldanza creativa

    Velleità intrinseche dell'anima
    che danno impeto a desideri di meditazione

    in cui m'avvolgo di mescolanze
    di impure erezioni dei miei versi

    varietà di sconnesse meraviglie

    a cercar la gloria
    per compensare umiltà e avvilimento

    sentimenti fossilizzati ma necessari
    per elevarmi alla diversità

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

     
  • sabato alle ore 21:21
    Amaro amore

    Copro d'un sol fiato
    rampe irte di tormenti

    che martellano l'anima

    nei miei sguardi verso il Cielo

    Suppliche pietose

    quasi a divertirsi come un bambino al primo regalo

    assistono al "piacere" quotidiano
    d'apprezzare

    il grande spettacolo dei giorni che scorrono veloci

    sempre uguali e sempre diversi

    E lassù

    immobile

    attraversato da lievi brezze di ricordi
    dolci e pazienti

    mi vedo affacciato alla finestra del mio vissuto

    abbracciato ben stretto

    alle ante delle mie passioni

    E con questo corpo

    non ancora annoiato
    e geloso della sua indipendenza

    assisto inerme a ogni alba del mondo e al mio tramonto

    Cesare Moceo
    Tutti i diritti riservati

     
  • sabato alle ore 21:19
    Amare conclusioni

    Immobile

    attraversato da lievi brezze
    dolci e pazienti

    sto affacciato alla finestra del mio vissuto

    abbracciato ben stretto

    alla borsa delle mie passioni

    E da questo corpo

    non ancora annoiato
    e geloso della sua indipendenza

    assisto inerme alle albe e ad ogni tramonto

    Cesare Moceo
    Tutti i diritti riservati

     
  • sabato alle ore 21:17
    La passione del villino

    E tu gentil
    danzi per me

    pel mio
    e'l tuo piacer

    e indugi ancor
    nel cuor cocente

    sfuggente agli occhi
    e ai versi d'amor

    a confinar lo spirito
    ove talvolta ti confondi

    e tramar i fili
    di consueti ricordi

    Io immerso in te
    e in te perduto

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

     
  • sabato alle ore 21:15
    E libero le mie ali

    Solitario

    a tu per tu col mio Dio
    e con i sensi intrisi delle sofferenze del mondo

    vivo nel piacere di regalare a Voi
    i miei versi d'estasi e singhiozzi

    a rivelare rapimenti d'anima e sussulti interiori
    nel mio abbandono soave e inerme alla vita

    E nel piacevole miscuglio tra il dire e il fare
    in cui tutto amo

    libero le mie ali

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

     
  • sabato alle ore 21:12
    Laudata sii...

    Laudata sii per la tua saggezza, Senescentia,e per l'argenteo essere dei tuoi consigli

    Fanciullo sovversivo
    a soffrire nei languori della mia adolescenza

    ho vissuto da ragazzo
    tra i rimasugli di sontuosi versi

    con la felicità celata

    tenue e sincera

    di carpirne i piaceri e le emozioni

    Cresciuto a botte e pane duro

    dentro suggestivi involucri d'infelicità

    con per unico godimento

    i sospiri vuoti della mia coscienza

    ho fatto del mio vivere furore eloquente

    nel turbine d'incalzanti incandescenze

    non soltanto vagheggiate

    ma anche fermentate in brame
    d'azione

    dove fiotti di sentimenti hanno vagato

    e vagano ancor ora nella mia spontanea malinconia

    Cesare Moceo
    Tutti i diritti riservati

     
  • sabato alle ore 21:09
    Il mio sognare

    Servo della mia passione

    e malato nella voglia di mostrare
    il piacere nell'orgoglio dei miei versi

    vivo la vita immerso in questo mio sterile sogno

    e nella mortificazione interiore di definirmi poeta

    E mi piace il mio giuocare polemico con gli umori

    oppure con l'autodistruzione delle emozioni e dei pensieri

    nel desiderio malcelato di poter divenire un giorno

    il medico curante di questa mia infermità

    e donarmi al mondo con ciò che potrò essere

    e non soltanto nei sogni

    Cesare Moceo © ®

     
  • sabato alle ore 21:07
    Le avventure della fantasia

    Leggende intime

    nel mio sguardo rivolto al Cielo

    balenano tra le pieghe d'un enigmatico destino

    nel vago incrocio tra la certezza dei sentimenti
    e la probabilità delle passioni

    E soffro in quella visione

    dell'intridersi nella mia vita interiore di utopistici mostri

    che vivono nei meandri della mente

    a comporre il senso riflesso di questo mondo

    che mi trasporta verso lumi d'apocalittiche inquietudini

    nelle avventure che si costruisce la fantasia

    unica coscienza del mio Essere

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

     
  • sabato alle ore 21:05
    Il mio vivere

    Con la paura a invadermi
    il corpo i pensieri e le parole

    conservo il tempo che mi resta nei gesti

    all'aperto dell'anima

    a fissare le gocce d'eternita'
    che bagnano il mio vivere

    e elevare e avvicinare
    quanto più è possibile

    il mio Spirito al Mistero
    che tutto avvolge

    nella trascendenza dell'Essere

    E m'immergo nei tramonti
    che non tramontano mai

    di chi ha vissuto fuori dalla vita
    e che ha perso ancor prima di vivere

    E oltre quel buio
    cercare e trovare una Speranza
    .
    cesaremoceo
    Proprietà intellettuale riservata
    Copyright

     
  • sabato alle ore 21:03
    Scatti in partenza

    Vivaci spiritualità della mente

    divenute nel tempo crepuscoli pendenti
    verso dimesse quotidianità

    pensieri lievitati oltre le amarezze della vita

    nell'accettazione ironica dell'aldilà

    E mi ritornano alla mente
    commosse supposizioni

    a regalarmi la loro fuggevole consolazione

    e tentarmi negli anfratti delle ansie

    con ritmo soave e a volte violento

    irto di rime e lamenti

    a raccogliermi nei miei momenti di perdizione

    Cesare Moceo

     
  • sabato alle ore 21:01
    Il meglio di me

    E così ho scoperto
    il valore dell'ozio e della contemplazione

    del piacere di conversare col mondo
    nel mio edonismo spicciolo

    per superare logoramenti e crisi
    arrivate con la mia mutata situazione

    E m'accorgo d'incarnare
    tutto ciò che rimproveravo agli altri

    e che invece era nascosto

    assopito anzi addormentato in me

    a cominciare dalla mia pigrizia

    incapace ormai di creare ancora la mia storia

    Ma intanto vivo

    trasmutando in arte tutti i miei vizi

    vivo in desideri da opporre ai difetti

    a trasformarli in versi che ripuliscono la coscienza

    e fanno venir fuori il meglio che ho in me

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

     
  • sabato alle ore 20:59
    Banditismi dell'anima

    Mattini

    che invitano a pagare in anticipo
    il conto della responsabilità dei gesti e delle parole

    Schegge d'umore preziose

    a aiutare i battiti delle passioni
    a vivere di piccole razzie morali

    e di queste farne rendita vitalizia

    Aloni di fantasticherie e autocostrizioni
    coltivate alla luce della serenità

    che dovrebbero conciliare ogni espiazione delle colpe

    e che invece sfociano
    in stanchezze mistiche oltreché artistiche

    a invadere gli estetismi delle emozioni

    con parabole sentimentali ignobili

    pronte a scatenare la guerra
    tra la fede che e' in me e l'amore ho per l'umanità

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

     
  • sabato alle ore 20:54
    Il sommo piacere

    E mi piacerebbe

    nel nostro vivere di parole e d'emozioni
    che ci scambiassimo la nostra passione

    Io scrittore Tu lettore

    nella nostra genuinità divenuta eccellenza

    a impiegare il nostro tempo a conoscerci

    nelle nostre fioriture intellettuali

    senza limiti né miserie

    E vorrei che t'arricchissi d'emozioni e baciassi le tue frustrazioni

    le manchevolezze e le insoddisfazioni

    e godessi di sommo piacere

    col mio inchiostro

    nei tuoi occhi

    nella nostra mente

    Cesare Moceo
    Tutti i diritti riservati

     
  • Rabbuiati brusii

    levigati di fioca volontà
    s'ingegnano tetri tra i moti dei sentimenti

    a inscenare scaltramente
    equivoci e doppi sensi

    senza porsi il problema di quanto porci siam diventati

    Noi sensibili per interesse
    ai fremiti minimi della vita

    finiremo per reincontrarci con la nostra gioventù

    in quell'urgenza inseguita raggiunta e consolidata

    dei nostri scialbi pensieri verso i trepidi e dolenti viaggi della mente

    Cesare Moceo

     
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  • 21 giugno 2016 alle ore 20:13
    Pensionamento

    Come comincia: Cesare e Piero Moceo si fermano e vanno in pensione. Chiude il ristorante “Da Nino” che per quarantacinque anni sul lungomare ha servito pranzi e cene a turisti, visitatori e cefaludesi. L’annuncio della chiusura si trova in una lettera che Cesare Moceo ha inviato al nostro direttore. «E’ difficile in questi casi esternare i sentimenti che pervadono due persone come me e mio fratello Piero che hanno servito per quarantacinque anni bisnonni, nonni, figli e nipoti in una clientela che per nove lustri si è succeduta ai tavoli del nostro Ristorante Da Nino». La decisione è stata riflettuta e sofferta. «Rimaniamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito per le nostre famiglie in quarantacinque anni di lavoro insieme; noi, che lasciamo in eredità quarantacinque anni di fraterna società, abbiamo pensato che prima che il futuro potesse fregarci, abbiamo voluto anticiparlo, perchè è giusto così». I fratelli Moceo si fermano in allegria, senza rimpianti, senza rimorsi, senza debiti e principalmente senza discussioni. Un fatto davvero raro e da sottolineare in una società dove sono tanti i sodalizi familiari che si chiudono fra debiti e problemi. «Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti, che sono stati gli artefici del nostro successo, convinti che il futuro del lungomare parlerà ancora e sempre di noi, nei discorsi della gente a passeggio; nei ricordi della moltitudine di dipendenti che abbiamo avuto e ai quali abbiamo donato tutto il nostro ultracinquantennale mestiere e che rimarranno indelebili nei nostri cuori». Era il 1978 quando i fratelli Moceo rilevavano sul lungomare il “Ristorante da Nino” che aveva aperto i propri battenti cinque anni prima. Nel corso di questi anni era diventato uno dei ristoranti più caratteristici del lungomare. Vi si fermavano quanti per mangiare cercavano un clima familiare. Ai tavoli del ristorante di Cesare e Piero Moceo si sono seduti Claudio Baglioni, Wess, Dori Ghezzi e tanti altri personaggi importanti del mondo della musica, dello spettacolo e dello sport. All’interno del locale campeggiava la foto dei giudici Falcone e Borsellino. «Crediamo nella legalità» rispondevano i due fratelli a chi chiedeva loro il perchè di quella all’interno di un ristorante. La lettera che Cesare Moceo ha inviato al nostro Direttore. Caro Mario, ti scrivo queste poche righe per comunicarti che un pezzo di storia del nostro lungomare è andato…in pensione. E’ difficile in questi casi esternare i sentimenti che pervadono due persone come me e mio fratello Piero che hanno servito per quarantacinque anni bisnonni, nonni, figli e nipoti in una clientela che per nove lustri si è succeduta ai tavoli del nostro «Ristorante Da Nino». Ebbene si… ci siamo fermati… largo alle prossime generazioni. Noi, che nella nostra felice decisione riflettuta e sofferta, rimaniamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito per le nostre famiglie in quarantacinque anni di lavoro insieme; noi, che lasciamo in eredità quarantacinque anni di fraterna società, abbiamo pensato che prima che il futuro potesse fregarci, abbiamo voluto anticiparlo, perchè è giusto così! Noi, che abbiamo voluto chiudere il nostro ciclo d’amore e d’accordo, ci siamo resi conto che non poteva esserci seguito al nostro fare e quindi la decisione è stata conseguenziale. Ci fermiamo in allegria, senza rimpianti, senza rimorsi, senza debiti e principalmente senza “discussioni”, cosa di non poca importanza nell’esperienza della società moderna. Vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti, che sono stati gli artefici del nostro successo, convinti che il futuro del lungomare parlerà ancora e sempre di noi, nei discorsi della gente a passeggio; nei ricordi della moltitudine di dipendenti che abbiamo avuto e ai quali abbiamo donato tutto il nostro ultra cinquantennale mestiere e che rimarranno indelebili nei nostri cuori. Grazie Cefalù.

     
  • 06 ottobre 2012 alle ore 20:26
    Mai verità più vera

    Come comincia: Una giovane coppia di sposi novelli andò ad abitare in una zona molto tranquilla della città. Una mattina mentre bevevano il caffè, la moglie si accorse, guardando attraverso la finestra, che una vicina stendeva il bucato sullo stendibiancheria. "Guarda che sporche le lenzuola di quella vicina! Forse ha bisogno di un altro tipo di detersivo... Magari un giorno le farò vedere come si lavano le lenzuola!" Il marito guardò e rimase zitto. La stessa scena e lo stesso commento si ripeterono varie volte, mentre la vicina stendeva il suo bucato al sole e al vento. Dopo un mese, la donna si meravigliò nel vedere che la vicina stendeva le sue lenzuola pulitissime, e disse al marito "Guarda, la nostra vicina ha imparato a fare il bucato! Chi le avrà fatto vedere come si fa?" Il marito le rispose "Nessuno le ha fatto vedere; semplicemente questa mattina io mi sono alzato più presto e mentre tu ti truccavi ho pulito i vetri della nostra finestra".

    Così è nella vita, tutto dipende dalla pulizia della finestra attraverso cui osserviamo i fatti. Prima di criticare, probabilmente sarà necessario osservare se abbiamo pulito a fondo il nostro cuore per poter vedere meglio. Allora vedremo più nitidamente la pulizia del cuore del vicino....

    baci...e...allegorie...per il mondo intorno a noi...

     
  • 14 agosto 2012 alle ore 11:04
    Una famiglia solo per l'anagrafe

    Come comincia: Ringraziando prima Dio e poi le mie capacità mi sono "elevato" rispetto al resto della mia famiglia acquistando un ristorante  che ancora oggi gestisco assieme all'unico fratello che ha creduto nelle idee.Da quel momento la mia vita è diventata un inferno,tutti,dico tutti hanno cominciato a pretendere,anche se posso recitare solo il "mea culpa" perchè nella mia bontà volevo aiutare chi stava peggio di me.E invece il mio mettermi a disposizione per risolvere i problemi che si presentavano di volta in volta,ha finito per autorizzare il resto della famiglia a fregarmi,dimenticando tutto un passato fatto di elargizioni continue fino a rubarmi una proprietà che,per il bisogno manifestato da una mia sorella,,abbiamo pensato,io e mio fratello,di intestare,con la testimonianza di nostro padre,a Lei e al marito.E' finita che il caro paparino,che nel frattempo è volato all'inferno,ha negato tutto rimangiandosi tutte le promesse fatte e facendo la più grande vigliaccata che un padre possa fare:mettere i figli gli uni contro gli altri con la scusa che la mia "elevazione" era diventata tanto alta che giustificava il ladrocinio.Ma loro,davanti a Dio e agli uomini,sanno il furto che hanno fatto e sanno anche le maledizioni che,da allora,ogni giorno,gli mando.A voi,cognato e sorella,solo per l'anagrafe,vi chiedo:vi ricordate quante volte mi sono messo a diposizione?vi ricordate quanti soldi vi ho regalato fino a chiamarmi zio Tom?Non vi dico Queste cose per rifacciare,ma solo per farvi sapere che da allora sto tutti i giorni con un'ipotetico bicchiere di vino in mano per brindare con Dio e bere alla Sua salute per il benesse mentale e fisico che Lui mi ha dato.Allo stesso tempo aspetto con ansia tutte le più brutte vostre notizie che possano pervenirmi,per gioire di una giustizia fatta nel tempo.Io non ho niente da rimproverarmi e se c'è qualcuno che ha qualcosa da dire su me o sulla mia famiglia,lo faccia pure.Noi siamo puliti,mentre voi siete sporchi,sporchi dentro.Anzi siete tutti sporchi e se è vero come è vero che esiste una giustizia divina non dovete godere di niente in questa vita ne voi ne i vostri discendenti,questo è l'anatema che io vi lancio.Se avete qualcosa da dire o da farmi sapere,abbiate il coraggio di farlo,io vi aspetto e vi aspetterò fino all'ultimo dei miei giorni.Non meritate altro.Questo è quanto volevo farvi sapere ,per liberarmi di quello che ho dentro.