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Poesie di Cesare Moceo

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  • 20 maggio alle ore 21:34
    Ereditaria-mente

    Restauro il mio volere
    nell'ironia buia e sconsacrata

    di farne rivoluzionario spirito
    d'ogni tempo

    e regalarne gli estremi frutti
    a contrastare e combattere

    con la loro essenza

    l'ingordigia affamata
    e le trasgressioni

    di finte tradizioni
    e falso umanitarismo

    La' uomini e situazioni
    convivono con il mio pensare più impuro

    dove tormenti e tumulti
    impazziscono d'odio

    e qua nascondo tutte
    le mie interiori tensioni

    in questa volontà e nell'illusione
    di una felicità... conquistata

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 20 maggio alle ore 21:32
    Grazie mamma,io non dimentico

    Ricordo ancor il vecchio borgo
    e quel catoio

    dove la dignità maritata alla fame
    v'abitava

    Candele di tenue luce
    a picciolo lume

    rischiaravano quelle notti
    cupe di paura

    tra ratti affamati e pertugi scoperti
    per pietre dimenticate

    e giù improperi e botte

    a noi imberbi figli
    innocenti di presunta colpevolezza

    E sogni e nitide immagini
    d'un separato destino

    avesti tu Madre

    nella fede ai giuramenti
    della tua memoria

    tra le bandiere ammainate

    del tuo pensare agli orizzonti in fuga da quel presente

    E nell'atto d'amore più bello

    schernito dal mondo
    e benedetto dai sospiri insalubri del tuo Cielo

    ci cacciasti fuori dal seno
    sbattendoci dentro il nostro avvenire

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 20 maggio alle ore 21:30
    E così passano le stelle

    Smarrito nei sogni

    piango i miei pianti
    eternamente uguali

    nel tormento e la tristezza

    del mio perire
    e del mio rinascere

    E tu Luna

    che dall'alto mi copri
    e mi proteggi

    e nelle fulgide notti m'esalti

    aiutami a capirmi

    nel mio errare
    tra le strade impervie
    della malinconia

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 20 maggio alle ore 21:28
    Viaggi senza domani

    Pensieri adescanti meraviglie

    a scollinare verso drammatici patemi

    sazi di nulla

    frullano nel piacere intrinseco
    dei godimenti della coscienza

    Logorato nei sentimenti e infermo nell'ozio

    tra l'armi della vita

    sopporto tormenti bili e delusioni

    dibattuto nel desiderio d'oblio

    E aspetto rassegnato

    d'arredarmi del bastone del mio andare

    nell'abbigliamento di nuvole
    che ostacolano i riflessi del mio sole

    "io che come un sonnambulo cammino"

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 20 maggio alle ore 21:26
    Il mio inferno

    Con l'ambizione d'infondere
    generosi umori

    a questa fallace realtà

    rimango rinchiuso
    sotto il mio torbido cielo

    di volontario pessimismo

    immerso nell'orgoglio smisurato

    di trasformare i miei versi
    in orazioni di piazza

    a ritornarmi equivoci in ricompensa

    E prediligo volare ancora
    con le mie ali

    caduche di felicità disperata
    nella solitudine più profonda

    e costruire tra le sofferenze
    il mio inferno

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 20 maggio alle ore 21:22
    Il mio essere diverso

    Fumi variopinti si dileguano
    svelando i miei "salti" in "dopo" indistinti

    nuovi e diversi pensieri
    regalati al futuro

    nell'ansia della spiritualità che m'assale

    inquieta e rinnovatrice

    e che solletica ogni mia baldanza creativa

    Velleità intrinseche dell'anima
    che danno impeto a desideri di meditazione

    in cui m'avvolgo di mescolanze
    di impure erezioni dei miei versi

    varietà di sconnesse meraviglie

    a cercar la gloria
    per compensare umiltà e avvilimento

    sentimenti fossilizzati ma necessari
    per elevarmi alla diversità

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 20 maggio alle ore 21:21
    Amaro amore

    Copro d'un sol fiato
    rampe irte di tormenti

    che martellano l'anima

    nei miei sguardi verso il Cielo

    Suppliche pietose

    quasi a divertirsi come un bambino al primo regalo

    assistono al "piacere" quotidiano
    d'apprezzare

    il grande spettacolo dei giorni che scorrono veloci

    sempre uguali e sempre diversi

    E lassù

    immobile

    attraversato da lievi brezze di ricordi
    dolci e pazienti

    mi vedo affacciato alla finestra del mio vissuto

    abbracciato ben stretto

    alle ante delle mie passioni

    E con questo corpo

    non ancora annoiato
    e geloso della sua indipendenza

    assisto inerme a ogni alba del mondo e al mio tramonto

    Cesare Moceo
    Tutti i diritti riservati

  • 20 maggio alle ore 21:19
    Amare conclusioni

    Immobile

    attraversato da lievi brezze
    dolci e pazienti

    sto affacciato alla finestra del mio vissuto

    abbracciato ben stretto

    alla borsa delle mie passioni

    E da questo corpo

    non ancora annoiato
    e geloso della sua indipendenza

    assisto inerme alle albe e ad ogni tramonto

    Cesare Moceo
    Tutti i diritti riservati

  • 20 maggio alle ore 21:17
    La passione del villino

    E tu gentil
    danzi per me

    pel mio
    e'l tuo piacer

    e indugi ancor
    nel cuor cocente

    sfuggente agli occhi
    e ai versi d'amor

    a confinar lo spirito
    ove talvolta ti confondi

    e tramar i fili
    di consueti ricordi

    Io immerso in te
    e in te perduto

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 20 maggio alle ore 21:15
    E libero le mie ali

    Solitario

    a tu per tu col mio Dio
    e con i sensi intrisi delle sofferenze del mondo

    vivo nel piacere di regalare a Voi
    i miei versi d'estasi e singhiozzi

    a rivelare rapimenti d'anima e sussulti interiori
    nel mio abbandono soave e inerme alla vita

    E nel piacevole miscuglio tra il dire e il fare
    in cui tutto amo

    libero le mie ali

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 20 maggio alle ore 21:12
    Laudata sii...

    Laudata sii per la tua saggezza, Senescentia,e per l'argenteo essere dei tuoi consigli

    Fanciullo sovversivo
    a soffrire nei languori della mia adolescenza

    ho vissuto da ragazzo
    tra i rimasugli di sontuosi versi

    con la felicità celata

    tenue e sincera

    di carpirne i piaceri e le emozioni

    Cresciuto a botte e pane duro

    dentro suggestivi involucri d'infelicità

    con per unico godimento

    i sospiri vuoti della mia coscienza

    ho fatto del mio vivere furore eloquente

    nel turbine d'incalzanti incandescenze

    non soltanto vagheggiate

    ma anche fermentate in brame
    d'azione

    dove fiotti di sentimenti hanno vagato

    e vagano ancor ora nella mia spontanea malinconia

    Cesare Moceo
    Tutti i diritti riservati

  • 20 maggio alle ore 21:09
    Il mio sognare

    Servo della mia passione

    e malato nella voglia di mostrare
    il piacere nell'orgoglio dei miei versi

    vivo la vita immerso in questo mio sterile sogno

    e nella mortificazione interiore di definirmi poeta

    E mi piace il mio giuocare polemico con gli umori

    oppure con l'autodistruzione delle emozioni e dei pensieri

    nel desiderio malcelato di poter divenire un giorno

    il medico curante di questa mia infermità

    e donarmi al mondo con ciò che potrò essere

    e non soltanto nei sogni

    Cesare Moceo © ®

  • 20 maggio alle ore 21:07
    Le avventure della fantasia

    Leggende intime

    nel mio sguardo rivolto al Cielo

    balenano tra le pieghe d'un enigmatico destino

    nel vago incrocio tra la certezza dei sentimenti
    e la probabilità delle passioni

    E soffro in quella visione

    dell'intridersi nella mia vita interiore di utopistici mostri

    che vivono nei meandri della mente

    a comporre il senso riflesso di questo mondo

    che mi trasporta verso lumi d'apocalittiche inquietudini

    nelle avventure che si costruisce la fantasia

    unica coscienza del mio Essere

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 20 maggio alle ore 21:05
    Il mio vivere

    Con la paura a invadermi
    il corpo i pensieri e le parole

    conservo il tempo che mi resta nei gesti

    all'aperto dell'anima

    a fissare le gocce d'eternita'
    che bagnano il mio vivere

    e elevare e avvicinare
    quanto più è possibile

    il mio Spirito al Mistero
    che tutto avvolge

    nella trascendenza dell'Essere

    E m'immergo nei tramonti
    che non tramontano mai

    di chi ha vissuto fuori dalla vita
    e che ha perso ancor prima di vivere

    E oltre quel buio
    cercare e trovare una Speranza
    .
    cesaremoceo
    Proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 20 maggio alle ore 21:03
    Scatti in partenza

    Vivaci spiritualità della mente

    divenute nel tempo crepuscoli pendenti
    verso dimesse quotidianità

    pensieri lievitati oltre le amarezze della vita

    nell'accettazione ironica dell'aldilà

    E mi ritornano alla mente
    commosse supposizioni

    a regalarmi la loro fuggevole consolazione

    e tentarmi negli anfratti delle ansie

    con ritmo soave e a volte violento

    irto di rime e lamenti

    a raccogliermi nei miei momenti di perdizione

    Cesare Moceo

  • 20 maggio alle ore 21:01
    Il meglio di me

    E così ho scoperto
    il valore dell'ozio e della contemplazione

    del piacere di conversare col mondo
    nel mio edonismo spicciolo

    per superare logoramenti e crisi
    arrivate con la mia mutata situazione

    E m'accorgo d'incarnare
    tutto ciò che rimproveravo agli altri

    e che invece era nascosto

    assopito anzi addormentato in me

    a cominciare dalla mia pigrizia

    incapace ormai di creare ancora la mia storia

    Ma intanto vivo

    trasmutando in arte tutti i miei vizi

    vivo in desideri da opporre ai difetti

    a trasformarli in versi che ripuliscono la coscienza

    e fanno venir fuori il meglio che ho in me

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 20 maggio alle ore 20:59
    Banditismi dell'anima

    Mattini

    che invitano a pagare in anticipo
    il conto della responsabilità dei gesti e delle parole

    Schegge d'umore preziose

    a aiutare i battiti delle passioni
    a vivere di piccole razzie morali

    e di queste farne rendita vitalizia

    Aloni di fantasticherie e autocostrizioni
    coltivate alla luce della serenità

    che dovrebbero conciliare ogni espiazione delle colpe

    e che invece sfociano
    in stanchezze mistiche oltreché artistiche

    a invadere gli estetismi delle emozioni

    con parabole sentimentali ignobili

    pronte a scatenare la guerra
    tra la fede che e' in me e l'amore ho per l'umanità

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 20 maggio alle ore 20:54
    Il sommo piacere

    E mi piacerebbe

    nel nostro vivere di parole e d'emozioni
    che ci scambiassimo la nostra passione

    Io scrittore Tu lettore

    nella nostra genuinità divenuta eccellenza

    a impiegare il nostro tempo a conoscerci

    nelle nostre fioriture intellettuali

    senza limiti né miserie

    E vorrei che t'arricchissi d'emozioni e baciassi le tue frustrazioni

    le manchevolezze e le insoddisfazioni

    e godessi di sommo piacere

    col mio inchiostro

    nei tuoi occhi

    nella nostra mente

    Cesare Moceo
    Tutti i diritti riservati

  • Rabbuiati brusii

    levigati di fioca volontà
    s'ingegnano tetri tra i moti dei sentimenti

    a inscenare scaltramente
    equivoci e doppi sensi

    senza porsi il problema di quanto porci siam diventati

    Noi sensibili per interesse
    ai fremiti minimi della vita

    finiremo per reincontrarci con la nostra gioventù

    in quell'urgenza inseguita raggiunta e consolidata

    dei nostri scialbi pensieri verso i trepidi e dolenti viaggi della mente

    Cesare Moceo

  • 20 maggio alle ore 20:51
    Aulicità e ornamenti

    Nel piacere di trovare punti d'equilibrio tra il dire e il fare

    e salvare ogni attimo delle mie esperienze

    vivo i miei ideali nell'amorevole costruzione
    di solidi legami tra l'anima e il corpo

    esaltando il mio vivere con la passione per l'essenzialità

    celata negli anfratti della mente intrisa d'umanità

    Là mi lascio guidare nelle mie esigenze più disordinate e convulse

    scapigliate tra i fermenti della mia diversità

    a fondersi ancora oggi nelle ingenue volontà

    saltellanti in quelle ansie rinnovatrici

    E trovo rifugio nell'aulicita' eternamente viva

    che nella bontà di quegli ideali

    mi dona l'intelligenza di misurare i vuoti e le angosce

    e arrivare con la massima serenità alla fine
    di questo mio romanzo

    Cesare Moceo © ®
    Tutti i diritti riservati

  • 20 maggio alle ore 20:46
    Cesare Moceo parla di...Cesare Moceo

    Legato a una concezione idealistica e sognatrice della vita,Cesare Moceo da prova di costanti sforzi,nei suoi scritti,di voler usare un linguaggio semplice e sereno sempre alla ricerca di un tono leggero,quasi scontato.Molto sentito,in Lui,è il tema della solitudine,forse a causa di un'infanzia infelice,passata come dice spesso " tra botte cinghiate e fame" tra "pettini strittu e pidocchi" nel desiderio di un silenzio... che gli gratifichi il cuore e l'anima. "Nella mortalità dei miei silenzi,dice,lotto per il mio conoscere,con la stessa passione di un amante della conoscenza" E resta fedele alla sua concezione di vita nella sintesi dei suoi amori,per la moglie,per le figlie e per il mondo in generale,nel costante racconto di tradizioni consacrate rimaste impresse nelle esperienze vissute Questo a volte lo porta a sognare mondi astratti e contemplativi,dove prevale la mitizzazione come scenario esistenziale,a dimostrare di volersi appropriare di pensieri e idealismi di poeti vissuti tra la fine dell'ottocento e gl'inizi del novecento,questi ultimi ad agire d'incoraggiamento pur in allusivi stati d'animo e nei sentimenti in essi evocati.

  • 11 maggio alle ore 20:44
    Piromani(a)

    " Vi auguro che il Dio del vostro fuoco
    faccia di voi infernale giustizia " (CESMO)

    Anime ritirate in se stesse

    nella loro intimità frustrata

    nell'inensibilità della loro natura
    esasperata dalla solitudine

    e in quella

    vivere coltivando il venir meno
    d'ogni senso di socialità

    Uomini dominati dalla tristezza
    che li accompagna alla malinconia

    agli atti impuri del mistero di se stessi
    e della loro sgomenta cattiveria

    e nel disprezzo per il mondo
    godere del suo amaro sapore

    cesare moceo
    tutti i diritti riservati
     

  • 11 maggio alle ore 20:32
    Le confessioni dell'anima

    Immersi in questo mondo
    che avanza su difformi sentieri

    a comunicarci l'estraneita'
    dell'uno nei confronti dell'altro

    viviamo nell'adulterio di tutti i valori

    e di qualsiasi sentimento
    che possa essere riconosciuto dalle coscienze

    depressioni nascoste

    a mormorare i patemi del nostro abbandono

    e d'ogni convivenza tra le anime inaridite
    dalla perdita dei contatti umani

    E m'inginocchio alle mie macerate confessioni intime

    nell'incapacità dell'accettazione di questo vivere

    restando avviluppato ai vuoti interiori

    che sento dentro il mio Essere

    e colmarli d'imbarazzi languidi
    e allo stesso tempo cocenti

  • 10 maggio alle ore 21:13
    Accetto le mie infamie

    Stanco di ripiegarmi su me stesso

    sopporto situazioni già vissute

    che mi ritornano alla mente
    con mutate sembianze

    a rendermi cupo
    soltario e scontroso

    E vivo momenti

    in cui non ho più la coscienza
    del mio essere

    attimi del mio vivere per vivere
    senza saper come vivere

    fino a sdraiarmi sul fascino
    del mio temperamento

    per vivere e sentirmi vivo
    senza più ripiegarmi su me stesso
    .
    cesare moceo

  • 10 maggio alle ore 21:03
    Nella tana di Svevo

    Nella tana di Svevo

    Anch'io molte volte
    sono stato ad un passo
    dal mettere in dubbio ...
    i miei valori morali

    La mia vita

    un continuo riflettere
    attimo dopo attimo
    sulla mia esistenza

    a cogliere nell'obiettivita'
    le ragioni d'ogni mio agire

    col piacere d'esaltare
    la volontà d'impegnare
    al meglio il mio tempo

    nel rispetto di tutti i principi
    della mia coscienza

    E nel bisogno estremo
    ricorrere a loro come antitodo
    ai veleni dell'insoddisfazione
    a non vivere bene il tempo che passa

    Oggi che della mia gioventù
    non ho più la giusta coscienza
    e nella vecchiaia m'e' rimasto
    il rammarico di tutte le esperienze
    bruciate dall'ignoranza

    Cesare Moceo
    Tutti i diritti riservati