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Autore

Cesare Pavese

in archivio dal 10 set 2001

1908, Santo Stefano Belbo, Cuneo

1950, Torino

segni particolari:
La mia traduzione del "Moby Dick" di Melville è tutt'oggi insuperabile.

mi descrivo così:
I miei libri parlano: solitudine, disillusioni amorose, disagio esistenziale, impegno politico e civile.

31 marzo 2006

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

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