username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Charles Bukowski

in archivio dal 27 ago 2001

16 agosto 1920, Andernach - Germania

09 marzo 1994, San Pedro, California - Stati Uniti

segni particolari:
I temi delle mie opere? Droga, alcol, sesso, violenza, emarginazione sociale.

mi descrivo così:
Non mi sono mai integrato nell'ambiente letterario: preferisco i vagabondi e gli alcolisti.

24 agosto 2011 alle ore 17:36

I lavoratori

Ridono continuamente
anche quando
un'asse piomba giù
e rovina una faccia
o deforma
un corpo
loro continuano a ridere,
quando il colore dell'occhio
impallidisce da far paura
per via della poca
luce
ridono ancora;
rugosi e rimbecilliti
ancora giovani
ci scherzano sopra:
un uomo che dimostra sessant'anni
dirà
ne ho 32, e
allora rideranno tutti;
qualche volta li fanno
uscire per una boccata d'aria
ma sono incatenati a ritornare
da catene, che non
spezzerebbero
anche se potessero;
anche fuori, tra
gli uomini liberi,
continuano a ridere,
girano qua e là
con un passo zoppicante
e inane
quasi non fossero più lì
con la testa; fuori
masticano un tozzo di pane,
tirano sul prezzo, dormono, contano i soldi,
guardano l'orologio
e sono di ritorno;
qualche volta nei confini
addirittura si fanno seri
un momento, parlano di
Fuori, di come deve essere
orribile,
essere
chiusi . Fuori
per sempre, e non essere mai più
riammessi;
fa caldo mentre lavorano
e sudano
un po',
ma lavorano sodo e bene,
lavorano così sodo
che i nervi si ribellano
e lì fanno tremare,
ma spesso sono
elogiati da quelli
che tra loro si sono
innalzati
come stelle,
e ora le stelle
vigilano
vigilano anche
per quei pochi
che potrebbero tentare
un ritmo più lento
o mostrare disinteresse
o simulare
una malattia
per avere un po'
di riposo (il riposo deve essere
guadagnato per raccogliere le forze
destinate ad un lavoro
più perfetto).

Qualche volta uno muore
o impazzisce
e allora da Fuori
ne arriva uno nuovo
per sfruttare la sua
grande occasione.

Io ci sono stato
molti anni;
in principio trovavo il lavoro
monotono, stupido
addirittura
ma ora vedo
che tutto ha un senso,
e i lavoratori
senza volto
vedo bene che non sono proprio
brutti, e che le teste
senz'occhi –
ora so che quegli occhi
ci vedono
e sono capaci
di seguire il lavoro.
Le donne che lavorano
sono spesso le migliori,
adattandosi con naturalezza,
e con alcune
ho amoreggiato nei momenti
di riposo; in principio
non sembravano molto diverse
dalle scimmie
ma poi
grazie al mio spirito di osservazione
mi son o reso conto
che erano cose
reali e vive
come me.

L'atra sera
un vecchio lavoratore
grigio e cieco,
non più utile
è stato mandato in pensione
là Fuori.

Discorso! Discorso!
Abbiamo chiesto

è stato
un inferno, ha detto lui
abbiamo riso
tutti e 4000:
aveva conservato il suo
umorismo
fino
alla fine.

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento