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in archivio dal 30 gen 2013

Chiara Baldassi

Firenze

elementi per pagina
  • 30 gennaio 2013 alle ore 9:22
    Buona da morire

    Come comincia: L'aspetto stasera Michaela.
    No -  non Michela, proprio Mi-cha-e-la. Con l'acca prima della “a” , con l'acca che quando  pronunci il nome aspiri e se ne esce un suono soave , sensuale, quasi erotico.
    Mai vista una Michaela di ottant'anni. Le Michaela rientrano tutte nella fascia 25-35, di solito sono molto carine, molto femmine, molto cool.
    Non è stato semplice fissare un appuntamento con lei, sono mesi che la seguo, la controllo, la pedino su uno dei più famosi social network, mezzi di comunicazione che io detesto.

    E' proprio quello che scrive nella bacheca del social network che mi ha fulminato – sì – fulminato è il termine esatto.
    Ho provato a “chiedere amicizia”e lei ha accettato. Evidentemente non mi rendo conto con quanta facilità si accettino amicizie via web, evidentemente il peso,  l'importanza, il  significato della parola "amicizia" si è sminuito e inflazionato  nel tempo.

    Guardo vari profili.....285, 387, 486,1000 amici e più. Assurdo. Tutto questo ha dell'assurdo eppure è così che funziona.
    Analizzo bene la sua presentazione, le sue preferenze e mi documento a dovere su attori, films, libri, musica preferita.
    Punto sulla musica, è quella che più unisce le persone.
    Non mi chiede moltissimo , mi domanda solo come ho fatto ad arrivare a lei. “Amici di amici di amici”- rispondo .
    Questo le basta, è sufficiente per lei ed è stupefacente  per me.
    Beve come una birra il fatto che , nonostante la nostra differenza di età , condividiamo la passione per lo stesso artista musicale.
    Ho giocato con tatto e con grazia, senza essere troppo insistente. Qualche messaggio, non troppo frequente, e le sue risposte, sempre così superficiali, frenetiche, al limite dell'isterismo telematico.
    Ti avrò Michaela, ti avrò.
    Sei così giovane e così superficialmente ingenua che nel “branco- amici”  non capisci chi ti sta aggirando, chi sta usando la tua stessa arma: il pressappochismo, la faciloneria.
    Ti avrò, non ho fretta.
    Intanto ti osservo, da questo telescopio magico, quasi un caleidoscopio dove ruotano brandelli di vita contraffatta dalla solitudine.
    Cambi icona ogni sera Michaela, sostituisci  immagini, foto tue. Narcisismo? Problemi di identità? Insicurezza?
    Mi chiedi perchè io non mostri la mia immagine, il mio volto. Mi limito a rispondere che non ho foto recenti: ti basta.
    Ti accontenti di poco Michaela, non chiedi, non domandi, non ti interroghi, passi – lasci –  consumi - scrivi e vai.
    Se solo ti fermassi a riflettere su quelle poche righe sgrammaticate e lessicalmente scorrette che scrivi, non solo ne noteresti lo scempio, ma ti renderesti conto di quanto il tuo atteggiamento possa ferire chi, non come te, dà un peso alle parole, agli atteggiamenti, alla vita. O forse non te ne renderesti conto, perchè non sei in grado di farlo.
    Faccio una fatica enorme a relazionarmi con te, a scendere al tuo livello. Mi annoia quello che dici, quello che fai. Non parli quasi mai di emozioni, parli di “fatti”.
    Corri senza fermarti, sfrecci come un'auto in autostrada, senza guardarti intorno, senza chiederti né dove sei né dove vai. A qualche casello prima o poi sarai costretta ad uscire: e io ci sarò.

    ***
    Quanto mi manchi Maria Elena, dolce amica mia che insieme a me sei cresciuta, che con me hai condiviso le gioie e le pene della tua vita. Io non ti ho “chiesto amicizia”nè tu l'hai chiesta a me. 
    Il nostro rapporto  è nato e cresciuto fuori da ogni rete telematica. E' nato come sempre sono nate e come ancora dovrebbero  nascere le amicizie. Una questione di “pelle”, di comprensione, di simpatia reciproca, di fiducia, di litigate, di invidie adolescenziali.
    Amore puro, perchè l'amicizia vera è una forma di amore. Mi manchi proprio tanto e quando il dolore si trasforma  in malessere  fisico, faccio quello che mi hai detto di fare in quel tiepido pomeriggio di inizio primavera, la tua ultima primavera :
    << Non ho piu' bisogno di questo.  Tienilo tu. Usalo se vuoi, non bloccare la sim, sarà un po' come se ci fossi ancora . Almeno negli archivi della compagnia telefonica io resterò viva>>.
    Non dimenticherò mai quelle parole . Ho sempre il tuo cellulare con me, non ho cancellato nemmeno un messaggio, neanche  quelli di  struggente e infantile  disperazione inviati a quel ragazzo tanto piu' giovane di te, quel ragazzo che ti aveva rapito l'anima, senza nemmeno saper di averlo fatto.
    Sì è vero, Maria Elena, sei ancora viva. Sei viva dentro di me, e  sei viva per la compagnia telefonica. Ed ora ho bisogno ancora  di te. So che mi avresti aiutato in questa situazione.

    ***

    Il suono del cellulare mi percorre come un brivido. E' il tuo cellulare Maria Elena.
    Sei tu che non ci sei ma che esisti, sei tu che non te ne sei mai andata ,  tu che mi stai aiutando. Bevo un altro sorso di birra, gelida, bionda, ottima..  un altro brivido mi percorre prima di rispondere a Michaela.

    ***

    Ti ho davanti finalmente, seduta al bancone di questo pub. Sfacciata, chiassosa, eccessivamente euforica.
    L'esatto mio contrario. E' la prima volta che mi vedi e ti comporti come se ci conoscessimo da anni. Frenetica.
    Non ti accorgi che ti sto osservando fingendo di essere interessata a non-so-cosa-dici perchè probabilmente  stai dicendo un mucchio di banalità. Ti guardi intorno, ti sistemi continuamente i capelli, aggiusti la gonna, accavalli le gambe, mi stai innervosendo...
    Ti guardo e penso a te e a lui.
      Lui che era il mio mondo, la mia certezza arrivata in un periodo di totale incertezza.
      Lui che era la mia gioia, la proiezione di progetti, arrivato quando i progetti e i sogni sono in fase di archivio.
    Io mi sentivo felice,fortunata. Era come aver avuto il premio dopo tanti sacrifici e sentivo di averlo meritato.  Dio se me l'ero meritato!
    Era la giustificazione al fatto di esistere. Era. Lui era e basta.
    Anche il  cielo era piu' azzurro di come lo è veramente.

    Ti guardo e  ripercorro quale dolore mi ha provocato scoprirti nella sua esistenza. Scoprirti sfacciatamente, in un messaggio, unico , inequivocabile, che poco spazio lasciava all'immaginazione, buttato là in quel maledetto social network.
      Un dolore lancinante, un senso di soffocamento e l'estrema lucidità di non accampare scuse con me stessa. Eri. Eri e basta.
    Anche il cielo ora è piu' grigio di quanto lo sia realmente.

    Avrei potuto, chissà, col tempo, tentare- dico tentare – senza aver la certezza di riuscirci-  di  comprendere,  se almeno ci fosse stato un barlume di sentimento.
    Vanità tua, senso di potenza e di potere nell'infilarti nel bel mezzo di una fiaba, cosciente e incurante di farlo.
    Vanità sua nell'illusione di aver ancora il potere di sedurre una poco più che ragazzina, sicuramente non una donna.
    E fine della mia fiaba, senza perdono né comprensione per entrambi, perchè il mio amore era così bello che non prevedeva spazi per debolezze di alcun tipo.
    La sua condanna? Risvegliarsi dopo un'ubriacatura e scoprire che non ci sarei stata mai più.

    - Ecco i quattro CD che mi hai chiesto Michala. Ci sono tutti i pezzi più belli dal 1980 in poi. Tu non eri nemmeno nata. E' uno dei pochi artisti che ha legato piu' generazioni. Beh posso restare ancora per poco. Ti offro una birra e poi andiamo? O meglio, io vado.

    Accetti entusiasta,tanto i CD quanto la birra. Non riuscirai mai a sapere che sono 4 CD vuoti. Tanto ti saresti limitata a cantare qualche strofa sotto la doccia,senza comprendere  la struggente malinconia unita alla prepotente speranza di questo autore.

    Ti guardo un'ultima volta. Bevi avida la birra che ti rinfresca in questa calura estiva. La schiuma, elegantemente, nasconde la tua fine...

    - Buona da morire! Grazie Maria Elena  per i CD e per la birra. Io mi trattengo ancora un po', sicuramente più tardi arrivano amici miei.Ci sentiamo..

    Mi alzo e mi defilo nella confusione più totale di un pub che si sta scaldando per la notte.  Non ci sentiremo mai più Michaela. Lo strato spumoso di birra ha avvolto in un abbraccio pochi grammi che ti saranno fatali...

    Nessuno nota la mia presenza, nessuno noterà la mia assenza, intenti come sono tutti a parlare di niente. Del resto in questo momento io sono Maria Elena, è così che mi presento sul social network,usando l'account della mia dolce amica,  è così che Michaela mi conosce,  il numero di cellulare  appartiene a una persona che non c'è più....
    Sì, hai detto bene Michaela... “buona da m-o-r-i-r-e”.
    Domani sarà inutile ogni ricerca, perchè  ho lavorato pazientemente ed attentamente. Ogni indizio porterà al nome di Maria Elena, ma nessuno potrà mai punirla. L'ha già fatto la vita.
    ***

    Il fiume in questo punto cambia rotta e  si infrange  di prepotenza in una roccia provocando un continuo gettito d'acqua spumoso.
    Addio Maria Elena.
    La schiuma della cascata segnerà anche la tua fine. Ti vedo librare nell'aria per alcune decine di metri, tanti sono quelli che separano il viadotto dalla ripida d'acqua.  Non cancello messaggi o chiamate, tanto da questo momento in poi,  né io , né te, né Michaela esistiamo più:  ognuno è morta a modo suo.