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in archivio dal 17 feb 2012

Chiara Trompetto

10 marzo 1978, Ivrea
Mi descrivo così: Vivo da sempre immersa nel ritmo binario di chi ondeggia nell'indecisione. Ho fatto molte cose e molte ne farò ancora, mi piace cambiare, sono volubile e volatile... Solo una cosa non mi ha mai abbandonata (semmai io per un po' ho abbandonato lei), ed è la passione per la scrittura.
Mi trovi anche su:

elementi per pagina
  • 20 ottobre 2015 alle ore 1:43
    Everyday's movie

    Oggi le mie parole
    sono grani di sale
    sul pane
    di un lento quotidiano
    che scorre come un film
    in nero e bianco
    visto e rivisto mille volte
    e una in più
    visto di malavoglia
    ogni che piovono note
    disordinate
    oggi che cambia stagione
    e non ci sei tu...

     
  • 20 ottobre 2015 alle ore 1:41
    La libertà

    La libertà di essere
    esattamente ciò che si è
    non è un gioco di carte
    non è un'opera d'arte
    è una pietra ancor grezza
    è l'ora alla fine del giorno 
    in cui s'alza la brezza
    a disturbare i pensieri
    di comodità
    La libertà
    non è un gioco al ribasso
    non è accontentarsi
    di di un piccolo passo
    senza sapere qual è
    l'orizzonte verso il quale si va.
    La libertà è come un viaggio
    c'è una partenza
    e una destinazione
    e la strada
    che intanto si fa...

     
  • 29 luglio 2012 alle ore 18:18
    Sarò

    Sarò la pioggia
    che si lascia scivolare
    sulla strada
    l’acqua fredda che
    s’impasta con la polvere
    e fa salire l’odore dell’asfalto

    Sarò il sole
    che taglia il cielo
    come una tela di Fontana
    o come il presagio
    di un imminente
    giudizio Universale

    Sarò il vento
    che s’insinua tra le pieghe
    del tempo e dello spazio
    che pennella rabbioso
    l’azzurro inquieto
    di un giorno privo di certezze

    Sarò la notte
    di girovaghi ed insonni
    di poeti, di funamboli
    sul ciglio della normalità
    di folli che in cerca di nulla
    inciampano nella fortuna
    scambiandola per felicità.

     
  • 17 febbraio 2012 alle ore 20:22
    Downtown calling

    Mi piacciono
    le case di ringhiera
    dove la vita arrampica su muri
    e la città racconta le sue storie
    a chi ha tempo
    e voglia di ascoltare

    Mi piacciono
    I quartieri popolari
    quelli abitati da studenti
    stranieri e pendolari
    e i vecchi che sono rimasti
    e li han visti cambiare

    Mi piacciono
    le case di ringhiera
    sfumature di ombre
    abbagliate da qualche raggio di sole
    panorami di campanili
    di tetti e lucernari

    Mi piacciono
    perché mi sembra
    di guardare il mare dalla scogliera
    e il loro dialogare senza sosta
    è quel rumore che sorregge il volo ardito
    dei pensieri sul ciglio dell’infinito