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in archivio dal 07 nov 2008

Cinzia Gamberini

11 aprile 1953, Roma
Segni particolari: Il sorriso

elementi per pagina
  • 19 novembre 2008
    Guardami

    Guardami
    mentre straccio le vesti


    (guardami)
    e di te fioriscono le ampolle


    (guardami)
    mentre l’onda cresce
    e le mani ti cercano.


    Guardami
    mentre mi strazio le labbra


    (guardami)
    e i miei fianchi ti invitano


    (guardami)
    mentre divento acqua
    che ti offro da bere.


    Disseta la tua arsura
    con la promessa che
    domani avrai di nuovo sete
    e berrai ancora il mio corpo.

     
  • 19 novembre 2008
    L'attesa

    Sei ancora vivido in me
    che la polvere non ti ha ancora cancellato
    né il tempo ha dimenticato
    di nascondere il tuo viso.


    Ho scisso me stessa
    affinché la mia vita
    ti appartenesse.


    Come foglia al vento
    adesso vago, inquieta,
    in attesa di Te.

     
  • 19 novembre 2008
    Catene

    Ho regalato parole al vento
    perché le portasse da te,
    muri di argilla per raggiungermi.

    Ho spento il passato
    per darti un’altra vita,
    candele per illuminarTi ancora.

    Ma niente riuscirà
    a spezzare catene che non esistono
    e libertà fraudolente.

     
  • 19 novembre 2008
    Il giardino

    Ho scoperto il tuo giardino
    dove fiori, foglie e trappole
    erano sparse d’intorno.

    Ho colto ogni cosa,
    ho lasciato ogni cosa
    e ho perso tutto.

    Sopra i petali ho inciso il tuo nome,
    sulle foglie il mio amore,
    su ogni stelo la nostra vita

    Così i semi possono germogliare.

     
  • 07 novembre 2008
    Baciami

    Baciami.
    Fallo con passione
    Non lasciare queste labbra abbandonate
    perché vorrei abbandonarle a te e alle tue brame.
    Baciami.
    Fallo con forza.
    Adesso, non domani.
    Baciami.
    Fammi sentire donna mentre lo fai
    mentre raccogli le mie lacrime perdute
    e i ricordi sbiadiscono i colori sulle labbra di altre labbra.
    Baciami.
    Prendimi e annullami mentre lo fai
    alzami a vento
    a pioggia 
    come uragano che ti porti via
    e ti faccia tornare sulle mie labbra.
    Trasformami in gatta vorace che ti si avvolge attorno
    carezzami il cuore e gioca alla mia carne.
    Baciami e perdimi
    abbandonami
    lascia da parte il resto
    per consacrare il tocco a questo anfratto
    per primo, per ultimo.
    Fallo con animo intenso
    esaltami e blandiscimi.
    Fammi tua amante, madre, sorella, amica
    ma baciami.
    Regalami una fiamma che arda per sempre
    che non bruci mai anche se cocente 
    che mi sublimi a puttana in eterno
    e mi consacri a donna all’inferno.
    Baciami.
    E non smettere mai a dispiegarmi le ali
    per farmi volare lontana
    tra mille colori e luci suadenti.
    Ma torno, a farmi baciare
    e lento è il tuo polso attorno alla gola
    dolce il percorso nell’arrossire le labbra
    adesso, non domani.
    Baciami.