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Autore

Claudio Morgese

in archivio dal 22 mar 2010

19 agosto 1992, Napoli - Italia

mi descrivo così:
Mi presento in qualità di presunto scrittore.

22 marzo 2010

La Cosa

Intro: Una ricerca incessante, una battuta di caccia fatta di rincorse, sospiri, gioie, dolori e delusioni. Illusioni. Questa è la storia di un inseguimento frustrante e piacevole che riguarda tutti.

Il racconto

Esiste qualcosa che un giorno arriva, senza preavviso e senza indugi, arriva per chiunque. Puoi vivere in campagna, in ospedale, sotto un ponte o in qualsiasi metropoli o isola: non c’è Dio o fortuna che impedisca la venuta di questo tornado, potente e indiscreto, capace di stravolgere tutto, ma proprio tutto; e qualsiasi mezzo tu disponga, non servirà a niente per ostacolare la sua furia. Dare un nome a questo tornado: per capirlo, raggirarlo, indebolirlo, sottrarlo. Il nome eviterà che questo tornado agisca? O il suo estremo vigore, impavido e scortese non ha pietà per nessuno? Chi non lo conosce lo conoscerà presto. Chi l’ha affrontato saprà come eluderlo, ma non abbastanza per sconfiggerlo. Chi l’ha sconfitto avrà gloria ed onore, ma si renderà conto che le sue gesta non sono servite a niente. Il tornado arriva, per chiunque. È la passione, la smania, l’inquietudine, la frenesia. Di una “cosa”: chiamiamola così.

C’è chi arde di bramosia per questa cosa. Il mondo e la vita quotidiana diventano monotoni dopo un po’. Si cerca ad est, si cerca ad ovest. La cosa si nasconde, tra insicurezza e paura, non vuole essere trovata. Ma l’uomo cerca, cerca senza sosta, nonostante la vita continui a scorrere inesorabile anche se qualcuno, sembra, l’abbia già trovata. Chi prima, chi dopo, quando il miraggio confonde la mente dell’uomo, quando l’illusione entra in scena, quando il sogno si avvicina prepotentemente alla realtà, sembra di essere riusciti a trovare la cosa. La brama e il desiderio aumentano sempre di più. Si pensa il modo con cui affrontare la cosa. Si fanno progetti, su come vivere la cosa. Si immagina la vita, con la cosa. L’uomo diventa pazzo, non conosce null’altro, meno che la cosa. Tutte le azioni del passato si sciolgono come zucchero nel latte e tutti gli oggetti che ci sono sempre stati intorno, diventano come lacrime nella pioggia. Adesso c’è la cosa. Non conta più niente. Ma era solo illusione. In realtà non era nulla. E si ritorna a cercare, cercare e cercare. Cercare quel ti amo, da qualche parte, convinti che ci sia, e stia aspettando solo noi. In capo al mondo, nell’Inferno, dal personaggio più crudele di questa terra, dall’amico più fidato e mai abbandonato. Si cerca, come acqua nel deserto. Pieno di miraggi, di illusioni, di inganni e allucinazioni. La passione s’è impossessata di noi, nulla ha l’abilità di cancellarla e rispedirla da dove è venuta. La testa diventa sempre più malsana, l’obiettivo sempre più cinico, le forze sempre più scadenti. Eccola, l’abbiamo trovata. È lei, ne siamo sicuri. Si è nascosta per bene stavolta. Non ci scappa. Ma una volta afferrata, questa cosa di ghiaccio si sbroglia nel deserto, ancora arido e minaccioso. Ma niente, non ci arrendiamo. Da qualche parte deve trovarsi questa cosa. E quel ti amo, quell’abbraccio, quel bacio, quel sapore di impeto, quel gelido amore. Si cerca solo questo, null’altro. Non si ha bisogno di niente. La vita non ha sapidità e nemmeno senso, senza la cosa. Così l’uomo ha programmato la sua esistenza. Dal più mingherlino al più coraggioso. Nessuno sfugge alla cosa. Tutti la cercano, tutti la vogliano. Chi fa finta di niente, ma in realtà è peggio di un leone alla ricerca della sua gazzella. Chi avvampa, brucia, soffoca, insistentemente non sa più dove pescare. Ma trova una via, uno sbocco. Qualcuno ha voluto dare un ulteriore opportunità. Bene, si cerca di sfruttarla. Ma niente. Era un altro miraggio. La rassegnazione fa la sua parte. La cosa è troppa furba, a volte riusciamo anche a trovarla, ma non era lei. Bensì qualcosa che la somigliava. Un ti amo falso e corrotto, un abbraccio freddo e schivo, un bacio bugiardo ed insignificante, un amore che non è mai stato amore. Ci guardiamo alle spalle. E vediamo tutto quello che abbiamo fatto e pensato.

Abbiamo cercato per mari e monti, facendo bei sacrifici, e qualche sciocchezza di troppo. Ma la cosa, anzi la Cosa, non siamo mai riusciti a trovarla. Difficilmente la troveremo. Lei ha timore di essere scorta, la fuga è la miglior soluzione. Ma noi siamo troppo lenti ed attaccati alla vita, ai fatti, alla quotidianità. Poco propensi a volare, lassù dove puoi vedere tutto, anche la Cosa. Ma lei è sempre nella nostra mente. Cerchiamo di sostituirla, magari di scansarla, ma sappiamo che ci facciamo del male. Non troveremo mai quella Cosa, oppure riusciremo ad afferrare, qualcosa che possa avvicinarsi ad essa. Qualcosa che comunque possa sostituirla in qualche modo, da qualche parte, in qualche tempo. E ci accontentiamo. Troppo deboli, troppo sognatori, troppo fiacchi. Ma ricorderemo tutte quelle illusioni,  come momenti di massima potenza. Solo grazie ad esse siamo riusciti a sognare e stamparci un sorriso in faccia, convinti di essere riusciti a trovare la Cosa. E per quanto possano essere perfide ed ipocrite, ci hanno donato per un brevissimo attimo sensazioni che abbiamo sempre inseguito. Un brevissimo attimo che ci ha consentito di vivere come abbiamo sempre voluto, fluidificanti nell’aria, più leggeri di una foglia, più luccicanti di una stella. Ma sono state e saranno pur sempre illusioni. Illusioni le quali sostituiranno quel Ti Amo che non arriverà mai.

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