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Autore

Claudio Volpe

in archivio dal 16 set 2011

17 luglio 1990, Catania - Italia

segni particolari:
Nel Comitato dei Lettori dal 2011. Nel mese di maggio 2011 pubblico il mio primo romanzo "IL VUOTO INTORNO" edito da Il Foglio letterario e presentato al premio Strega 2012. Il vuoto intorno è la storia di come si può ancora amare nonostante tutto il male del mondo.

mi descrivo così:
Sono un ragazzo che ama le parole, il modo nel quale esse si fondono per dare senso alla vita. Scrivo da sempre. Cosa? Di tutto: poesie, racconti, romanzi, quello che mi fa paura e quello che mi rende felice, quello che odio e quello che amo. Scrivo per non soccombere. Scrivo per vivere.

19 giugno 2013 alle ore 13:22

Stringimi prima che arrivi la notte

di Claudio Volpe

editore: Edizioni Anordest

pagine: 320

prezzo: 10.97 €

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Da leggere tutto d’un fiato il romanzo del giovanissimo Claudio Volpe, così da avere la sensazione di custodire il mondo in un unico grande abbraccio e di lenirne le ferite profonde. Il mondo dove albergano dolori e mancanze come quelli di Delia – donna sterile e moglie tradita –, di Annuska – bambina abusata, madre privata, amante abbandonata -, di Alice – ragazza sola, figlia invisibile -, di Raimondo – uomo, marito, padre a metà. Il mondo dove persistono guerre atroci, violenze sempre declinate al femminile, pedofilia, strapotere del denaro, discriminazioni, povertà. 
È la storia di una famiglia incapace di dialogare, di condividere e che sceglie di colmare il vuoto come meglio crede, come meglio può: una madre che si vota alla professione di medico fino a compiere una missione umanitaria in Afghanistan; un marito che si aggrappa alla fede in Dio e alla sua amante; una figlia adottiva che si ammala di anoressia. E sarà proprio quest’ultima – una giovane ventenne di soli 35 chili, un “mucchietto di ossicini tremolanti, inutili, insulsi” (p. 8) a indicare la strada da seguire, quella che conduce alla felicità, e all’umana comprensione. Perché, come dice Alice, “la verità, padre mio, è che esiste un modo solo per pregare e rendere grazie a tutti gli dei dell’universo e a tutti gli uomini che calpestano questo mondo ed è amare. Amare anche quando sembra inutile, anche quando appare stupido, peccato del demonio o atto deleterio. Amare anche quando fa male, quando prosciuga e sfinisce, quando ammazza o punisce, anche se l’amore stesso non esistesse e un paradiso non esistesse e gli esseri umani fossero solo animali poco più evoluti delle scimmie” (p. 316). 
Un romanzo che ci invita a riflettere su numerose tematiche di grande attualità e sulla complessità dell’essere umano. Un romanzo pieno di speranza, di vita, di luce, di sole, proprio come evoca quel pranzo sulla spiaggia di Palermo dove – sedute intorno a un tavolo – si ritrovano cinque persone profondamente diverse che “anche senza saperlo hanno dovuto imparare a credere a un amore così intenso che non può neanche essere nominato perché per farlo bisognerebbe scomodare qualche Dio e farsi prestare le parole da  lui” (p. 319).

recensione di Federica Di Sarcina

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