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Autore

Cleonice Parisi

in archivio dal 09 mar 2006

17 aprile 1969, Napoli

10 agosto 2006

Invoca le ali

Intro: Un dialogo tra una formica e una farfalla. Un linguaggio semplice e pulito, una storia nella quale due piccoli esseri viventi del nostro pianeta, ci insegnano la bellezza della vita. La Parisi, attraverso questo racconto, ci tiene a lanciare un suo messaggio di speranza; quella speranza che è velata sotto la forza di ognuno di noi nel credere pienamente nel raggiungimento dei propri sogni... Proprio come fa la formica.

Il racconto

Piccola farfalla non lasciare mai lo spazio attorno a quest'albero eterno che è il vivere, ogni suo fiore incanterà il tuo tenero cuore, ed ogni nuova farfalla riempirà il cielo di nuovi colori, insieme saremo l'arcobaleno del vivere, noi saremo l'orizzonte per quanti come noi intraprenderanno lo stesso faticoso cammino. Vedrai meravigliose metamorfosi trasformare fiori in farfalle e farfalle in angeli, e il cielo e la terra torneranno ad incontrarsi nella vita del mondo.

 

Una formica che era salita molto in alto sul ramo di un massiccio albero, che non sapeva essere un  melo, alzò il capo e tra le molteplici foglie vide un grosso globo rosso e arancio, riflettere la calda luce del sole e pensò:


Ho fatto bene a intraprendere questo lungo e faticoso cammino, non fosse altro che per vedere questo meraviglioso globo dai colori caldi del tramonto, la sola visione già mi riscalda il cuore, resterei qui per sempre ad ammirarlo.


Le sue accorate parole furono ascoltate da un bruco che era da lì poco distante, il quale intervenne dicendo:


Sempliciotta di una formica tu gioisci nel vedere un umile mela, e pare che quel niente riesca a sollevarti il cuore al cielo, non hai  capito che si tratta di un semplice frutto di questo grande albero e non di un miracolo, come la tua piccola mente ora ti suggerisce.


E la formica senza staccar gli occhi dal meraviglioso globo,


allungò le zampette come per sfiorarlo e poi con occhi colmi di lacrime di gioia, si rivolse al bruco dicendo:


Comprendo le tue parole e son certa che tu abbia ragione, ma non mi interessa ciò che i tuoi occhi scorgono, mi interessa solo ciò che posso scorgere io, questa speranza nutrirà il mio cuore. Quella umile mela, come tu la chiami è per me  molto di più, è la mia speranza di un domani.


Il bruco guardò la formica  quasi compiadendola, dicendo:


Formica sei e formica resterai, la tua visione è talmente ristretta, e pertanto non sprecherò altre parole per indirizzarti al vero. Io oggi sono un bruco ma domani sarò farfalla, mentre la tua unica certezza è che oggi sei una formica e che domani sempre e solo una formica sarai.

 

Quelle parole amare resero triste la piccola formica che continuò a stringere al cuore la sua piccola speranza, non  lasciandosi prendere dallo sconforto continuò a procedere verso il globo rosso.


Altri giorni di lungo cammino si aggiunsero a quelli già fatti, e  finalmente la tanto agognata meta fu raggiunta. E guardando il globo da vicino, la piccola formica divenne preda di una profonda delusione, il globo rosso e dorato altro non era che una semplice mela, come già le aveva anticipato il bruco, razionalmente lo sapeva già, ma ora quella consapevolezza era giunta anche al suo cuore.


Dopo qualche minuto passato a piangere, alle sue spalle planò una bellissima farfalla:


Hai visto piccola formica imbottita di sogni, che il globo che vedevi altro non era che una mela di questo grande albero, e tu hai fatto tanto cammino stringendo a te una speranza,  giungendo sin qui solo per sfiorare una mela.


Ch sei?

 

Disse la formica, come sai del mio cammino?

 

Io sono il bruco che qualche giorno fa, ti parlò col cuore.

 

La formica guardò quella meravigliosa creatura:

 

Sei di una bellezza che toglie il fiato. Ho fatto bene a intraprendere questo lungo e faticoso cammino, non fosse altro che per vedere questa meravigliosa creazione che sei tu farfalla.

 

Il cuore di quella formica era una nuvola bianca, colma d'amore per il vivere, e la farfalla si sentì in difficoltà al cospetto di tanto cuore, lei aveva sì le ali ma quel essere insignificante aveva delle ali molto più rare, le ali del cuore.


Poi  disse la farfalla:


Di cosa sei alla ricerca?


E la formica rispose:

 

Di un motivo per vivere, laggiù in terra niente più mi attirava, ogni cosa non aveva più sapore e pertanto ho scelto di camminare per giungere alla vera vita.

 

Ascoltami smetti di salire su quest'albero, non faresti altro che correre appresso ad altri globi ed una volta raggiunti ti renderesti conto che sempre di semplici mele si tratta, piuttosto metti le ali e vola libera nel cielo.

 

Ma la mia natura mi vuole formica, non si è mai vista una formica con le ali a meno che non sia una formica regina, ma io sono nata operaia e non ho alcuna speranza di poter mettere le ali.


Tu credi? Sappi che alcune ali sono invisibili sino all'istante in cui non le avrai invocate. Lanciati che altro hai da perdere, se possiedi le ali esse si apriranno per innalzarti in volo, se invece no, lasceresti questa vita che infondo nulla ti ha dato. Puoi scegliere o correre per una vita incontro ai globi della tua  fantasia, o tornare a vivere quella vita che ormai non aveva più nulla da offrirti. Lanciati!


La formica aveva molta paura, quella farfalla l'aveva messa di fronte a una scelta difficile e lei colta da un profondo dolore cercò una risposta tra le mille parole che giungevano alla sua mente, dicendo:


Io ho invocato quelle ali da sempre e non si sono mai aperte, forse non possiedo le ali che tu dici.


Non mi sono spiegata non deve essere la tua voce ad invocare le ali,  ma il tuo cuore. Solo quando il tuo cuore le invocherà esse appariranno al vivere. Lanciati e scopriremo se sei una regina o una operaia.


Io non voglio morire, ho camminato sin qui proprio perché amo la mia vita più di qualsiasi altra cosa, e non la rischierò in cambio di una possibilità. Preferisco continuare a inseguire i globi della mia fantasia, rimanendo qui.


Ti ringrazio meravigliosa farfalla d'avermi aperto gli occhi, oggi grazie a te ho riscoperto in me il più meraviglioso dei  globi, l’amore per la vita, che seppure pesante e colma di illusioni rimarrà sempre la mia unica vita. Non mi spaventa la fatica, continuerò a camminare sino alla cima di quest’albero inseguendo le illusioni, e quando sarò giunta sino al cielo allora chiederò a Dio di darmi le ali.


A quelle parole una luce intensa colpì la piccola formica che come per incanto vide aprirsi le sue ali, ma non due ali qualsiasi. Le sue ali erano grandi e dai colori dell’arcobaleno, tanto che la farfalla al suo cospetto s'intimidì facendosi da parte, e la piccola formica ormai divenuta una meravigliosa creatura dei cieli disse:


Ora tutto mi è chiaro, l'amore per la vita ci renderà la grazia di vivere. Vedi il mio attaccamento al vivere mi ha condotta su un cammino faticoso che mi spronava a salire sempre più, tendendo la mano verso mete sempre più alte, ma al mio cuore è bastato affinché invocasse le ali.


La farfalla era commossa da tanta beltà e con le lacrime agli occhi disse :


Sei di una bellezza che toglie il fiato.


L'essere celeste che aveva camminato tanto nel vivere per raggiungere i suoi sogni era divenuta meritevole del più alto dei doni: le ali.


È con occhi nuovi mentre una meravigliosa luce traspariva dal suo volto disse:


Piccola farfalla non lasciare mai lo spazio attorno a quest'albero eterno che è il vivere, ogni suo fiore incanterà il tuo tenero cuore, ed ogni nuova farfalla riempirà il cielo di nuovi colori, insieme saremo l'arcobaleno del vivere, noi saremo l'orizzonte per quanti come noi intraprenderanno lo stesso faticoso cammino. Vedrai meravigliose metamorfosi trasformare fiori in farfalle e farfalle in angeli e il cielo e la terra torneranno ad incontrarsi nella vita del mondo.

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