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Autore

Cleonice Parisi

in archivio dal 09 mar 2006

17 aprile 1969, Napoli

07 agosto 2006

La fede dell'ombrello

Intro: Un gregge impaurito di pecorelle che si ripara in una chiesa: una semplice immagine campestre? No, un’attenta allegoria sulla fede delle persone, su quella vera e non…

Il racconto

La vera fede non è un ombrello che vi ripara quando piove, la vera fede è un arcobaleno di colori, che nasce spontaneo dai cuori e il suo viver non teme le stagioni.

 


Il buio più intenso alberga nei vostri cuori, e non nel cuore del mondo,  e poi cos'altro è il cuore del mondo se non la proiezione del vostro cuore…


Tintinnavano le campane della chiesa al soffiare del vento, mille pecorelle pascolavano belanti nei pressi della sacra dimora,  nessuna di essa aveva mai osato varcare la soglia che conduceva al altare di Dio. Tutte ne avevano un grande rispetto ed un ancor più grande timore.


Un giorno comune a tanti altri una strana pioggia incominciò a scendere dal cielo, era una pioggia acida che a lungo andare avrebbe sterminato l'intero gregge.


Le pecore ne riconobbero il pericolo ed impaurite cercarono un posto dove ripararsi. Il pascolo non aveva alberi e neppure caverne nelle quali ripararsi, e  pertanto disperate rivolsero il loro sguardo alla sacra dimora, unica possibilità di scampo alla morte.


Con passo veloce si diressero verso la grande porta, che era ben chiusa, e presero a belare implorando aiuto, la porta si aprì lentamente lasciandole entrare tutte e alle loro spalle si richiuse.


La grande chiesa era buia, illuminata da migliaia e migliaia di piccolissime luci, e nell'entrare in quella tetra stanza, le pecorelle si sentirono ancor più spaventate.


Con passo incerto presero a camminare verso una grande luce che s'intravedeva alle spalle del altare, e mentre si addentravano sempre più, una voce disse:


Fermatevi nel passo, e non andate oltre!


Le pecore tremanti si fermarono una vicina all'altra, ammucchiandosi per la paura, e col capo chino  per il terrore presero a piangere. La stessa voce aggiunse:


Perché piangete, cosa vi spaventa in questo luogo?


Ed in coro risposero:


Il buio.


Va bene, disse la voce, ora potete procedere.


Perché di quella domanda?


Chiese una delle pecore.


Siete giunte qui spinte dalla paura, solo perché non vi era altro posto dove rifugiarvi. La paura  sa accendere e sa spegnere la volontà di ogni essere vivente, dipende solo da quali corde dell'anima sarà riuscita a toccare.


Ma per giungere alla vera luce non basta, bisogna essere consapevoli del perché di ogni passo compiuto, non giungerà chi segue il corso della corrente senza essergli appartenuto.


Ricordate la luce è comprensione, e sino a quando non avrete compreso il perché del vostro cammino, quella luce resterà a voi preclusa.


La vostra fede è un ombrello aperto alla pioggia, ma nello stesso istante in cui la pioggia smetterà di cadere voi chiuderete l'ombrello. Ricordate non è quella la fede che vi congiungerà a Dio.


La vera fede non è un ombrello che vi ripara quando piove, la vera fede è un arcobaleno di colori, che nasce spontaneo dai cuori e il suo viver non teme le stagioni.


Il buio più intenso alberga nei vostri cuori, e non nel cuore del mondo,  e poi cos'altro è il cuore del mondo se non la proiezione del vostro cuore.


La  fede che voi professate, è un ombrello che aprite e chiudete a secondo delle stagioni, ma la vera fede non cede ai mutevoli cambiamenti del tempo.


Provate piuttosto a fermare la pioggia, prevenite le nuvole, smettete di seminar tempesta, perché un giorno continuando a raccogliere pioggia, avrete alimentato le acque di un mare profondo e buio, che non vi lascerà scampo, ed allora non ci saranno ombrelli da aprire.


La vera fede è un ruscello spontaneo che nasce nei cuori, non una casa fatta di mattoni.


Il buio del vostro cuore potrà indicarvi la via, ma giungerà solo chi avrà profondamente sposato il proprio dolore, solo chi riconosce l'oscura natura della propria ombra potrà poi superarla nel passo.


Le pecorelle, ascoltarono la voce e con passo giulivo raggiunsero la luce, quelle candide pecore avevano meritato, ed insieme varcarono la soglia di un mondo diverso, dove il cielo era limpido e dove nessuna pioggia acida le avrebbe più perseguitate.


La voce accese per loro il suo sole più bello, rivestendo il manto di ogni pecora di bagliori di luce, e le guidò nel mondo nuovo che aveva preparato per loro.

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