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Autore

Cosimo Piediscalzi

in archivio dal 12 mag 2008

15 agosto 1978, Palermo

mi descrivo così:
Cammino all'indietro andando avanti.

03 novembre 2011 alle ore 17:35

L'Aculeo

Il racconto

Nella parte est sorgono buona parte dei resti di un cortile, di una sorte di tempio e di una casa termale: se vi piace annotatelo. Sono tutti predisposti a cerchio attorno ad una piazza sopraelevata da un lastricato ben trattato, nella parte centrale di tale perimetro c’è un aculeo, questo è impiantato in un selciato di pareti molate a strati, la base dell’aculeo sembra tinteggiata a fasce e vi sono impressi croci e simboli da esaminare. Tutto intorno all’aculeo che sta ancora diritto, vi sono case e aie, abitazioni incavate con vani e cortili, porte, cancelli,  pozzi, recinti, scanni, logge, palizzate, e i resti di macadam fregiati. Taluni vani hanno focolari e finestre agli angoli che danno tutti all’aculeo, altre bocche ovoidali presso i muri dei chiostri rivolgono la vista anch’essi all’aculeo. Stessa sorte per una grande finestra su una murata a secco tra una casa e una sorte di lavacro. Nella zona meno ricca, vi sono minute residenze con resti esigui e ornamenti minori, architetture semplici e graffiti arcaici su poche mura ancora intatte. Lungo la muraglia in pietra che crea una croce vi sono i segni di una deposizione pietrosa sacra, alla base di un rialzamento vi è un polittico in legno che porta un buco: e da questo si scruta anche qui l’immagine dell’aculeo. Persino nelle macerie del sepolcreto e delle prigioni; registriamo di tramezzi e pareti aventi spiragli proiettati tutti verso l’eterno oggetto di culto – l’aculeo. Volete sapere com’è l’aculeo?

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