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Autore

Cristina Raso

in archivio dal 04 feb 2006

1982

19 aprile 2006

Lasciati... Immaginare

di Cristina Raso

editore: Stamperia dell'Arancio

pagine: 73

prezzo: 8,00 €

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Una sensibilità tutta al femminile quella di Cristina Raso. Coglie l’istante come intimi momenti perpetui. Ammira la natura nel suo essere buona maestra e verità di vita. Con il suo sguardo, anche l’inanimato ha il suo battito e prende vita: … Un lido inaspettatamente solitario/ ammaliato dal vociare del mare. La visionarietà della Raso vive nell’essere parte di un ciclo biologico, nello sviluppo naturale della natura. La osserva con occhi attenti, perché nel suo procedere si nascondono segreti da svelare, un velo che si solleva per scoprire un volto. L’autrice vola tra cielo e terra, respirando a polmoni pieni l’essenza e la sensazione di abbracciare il nostro mondo più vero, più puro. Tra queste pagine, c’è l’intenzione netta di ricercare nella natura lo specchio del proprio stato d’animo: mimetizzarsi con essa per poi uscirne purificati. Così, è anche più chiara l’analisi di sensazioni contrastanti – infreddolita da pensieri confusi... - di origine diversa, che in questa ascesa poetica trovano un eco piacevole e accettato dalla pagina. La parola "ricerca" tende ad una ridondanza in senso etimologico; la nostra, coglie il messaggio e ammira di giorno in giorno, particolari del nostro universo, sempre vicini al nostro essere nella vita quotidiana.
Nascosto il sonno/ son destamente pronta.
La natura s’interiorizza nel proprio essere. In una riflessione con il proprio "io", immerso tra un brulicare assorto di sensazioni anche tenui, ma sentite.
Nell’osservare e nel ragionare della Raso, vige una scissione in cui regna un silenzio controllato. Un lasciarsi andare rimanendo assorta e lucida nel ridestare anche un senso di vuoto, di abbandono: … Assaporando le luci./ Annientando le voci.
Si tratta di una poesia altamente espressionista ma intima. Come nei suoi disegni che accompagnano ad intervalli i testi, è forte quel senso di non finito, da modellare. Leggendo alcune poesie, c’è come l’impressione di assistere ad uno di quei sassi lisci lanciato sull’acqua; dopo vari balzi in superficie, è pronto a lasciarsi andare, sino a toccare un fondo che significa verità. In questa forma d’arte cara alla nostra, a volte la melanconia prende il sopravvento. Ma appare tutto al proprio posto e ben gestito.
Lasciamoci con dei suoi versi, che mostrano un felice gioco di parole che avvicina suoni, colori, sensazioni, in un mosaico che esalta il lettore.
Pennellata lunga chilometri,
sagomata da tratti brillanti,
solfeggia il mattino appena sveglio.

recensione di Paolo Coiro

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