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Poesie di Crono Kidd

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  • 07 settembre 2009
    Terremoto

    Rumore.
    Nel momento in cui tutto s'aggroviglia
    tutto quello che riempie i tuoi sensi
    è il rumore.

    Vetri penetrano nella tua carne
    e pietre spigolose ti colpiscono la fronte,
    e travi ti pestano gambe
    e schiena,
    ma quel che percepisci è rumore.

    Ti copri gli occhi
    come se non vedere cancellasse la verità,
    come coloro che fingono
    di ignorare le ingiustizie.
    Chiudi gli occhi,
    ma senti il rumore.

    E la polvere sabbiosa ti penetra nelle narici
    e graffia i tuoi denti,
    obbligandoti al sapore amaro della calce,
    a cibarti di mattoni sgretolati,
    a respirare aria densa di terriccio.
    Ma tutto quel che senti
    è sempre il rumore.

    Il rumore copre ogni altra percezione,
    come se
    la vista, l'olfatto, il tatto, il gusto
    avessero bisogno di silenzio.

    E tu non lo hai mai saputo.
    E non sei certo
    che sia davvero così.

    Pensi: ci vedo.
    Anche ora che urlano le donne,
    ora che lo sbattere delle pentole in cucina
    mi ricorda il pranzo imminente,
    ora che nitriscono i cavalli
    e le campane battono le dieci:
    ci vedo.

    Pensi: lo sento,
    il gusto delle fragole di bosco.
    Anche mentre i picchi lavorano il legno,
    ed il torrente scorre fragoroso;
    sento il sapore dei seni della sposa
    anche ora che mi chiama amore.

    Pensi: riempie il mio naso di lavanda la camicia.
    Anche sotto il ritmo dei tacchi sui gradini,
    anche ora che il mio nome viene detto;
    e so annusare l'aria rarefatta di una cella
    durante una rivolta urlante;
    e mi disgusta l'odore nauseante delle latrine
    anche quando il tuono preannuncia la pioggia.

    Pensi: provo dolore se mi pungo.
    Anche se un cane sta abbaiando,
    e il mio urlo non copre la sofferenza;
    e sento una carezza sul mio petto,
    anche mentre il cuore in me rimbomba.

    Eppure
    quando arriva il rumore,
    quel rumore,
    non hai sufficienti sensi per soffrire.
    E muori improvvisamente,
    tutto d'un tratto,
    senza capire.

    E te ne accorgi soltanto
    dal sopraggiunto silenzio.